Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 183 ∙ (Reclamo )


Modifica della proposta
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ProcedimentoLegittimazione attivaLegittimazione passivaLegittimazione del creditore astenutoInteresse del creditore al reclamoDichiarazione di fallimento e motivi di impugnazioneImpugnazione del provvedimento di revoca ex art. 173 l.f.Termine per la proposizione del reclamoNotifica dell'atto introduttivoModifica della propostaNuovi motiviDichiarazione di inammissibilità della corte d'appelloProvvisoria esecutorietà del decreto della corte d'appelloEffetti del passaggio in giudicato della omologazioneProvvisoria esecutorietà della revoca del concordato preventivoLegittimazione ad agire nei confronti del garante dopo che sia stato dichiaratoRicorso per cassazioneSospensione feriale dei terminiTermine per il ricorso per cassazione nel regime intermedioRegime intermedioRegime anteriore


Modifica della proposta

Concordato preventivo - Modifiche tardive al piano - Incidenza sui tempi di liquidazione e sulla sua fruttuosità e quindi sulla fattibilità economica del concordato - Rilevanza - Necessità della valutazione dei creditori - Insufficienza della relazione predisposta dal commissario giudiziale - Aggiornamento della relazione dell'attestatore - Necessità
Le variazioni del piano concordatario le quali, pur non comportando un mutamento della percentuale di soddisfacimento offerta ai creditori, attengono alle modalità di attuazione del piano concordatario incidendo non solo sui tempi della liquidazione, ma anche sulla fruttuosità della stessa, e quindi sulla fattibilità economica del concordato, non possono considerarsi indifferenti per i creditori, i quali devono essere adeguatamente ragguagliati in ordine alle prospettive temporali ed economiche di realizzazione del piano, per la cui valutazione non può ritenersi sufficiente la relazione predisposta dal commissario giudiziale, essendo, invece, necessario un aggiornamento della relazione redatta ai sensi dell'articolo 161, comma 3, L.F. dal professionista attestatore designato dal debitore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Modifiche tardive alla proposta - Trasformazione del piano - Revoca della proposta originaria
Le modifiche alla proposta di concordato apportate dal debitore dopo il compimento delle operazioni di voto che siano di portata non trascurabile e che implicano una trasformazione del piano, configurano una revoca della proposta originaria la quale, benché approvata dai creditori, non può essere posta a base del provvedimento di omologazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2015.


Impugnazione decreto omologazione concordato preventivo – Reclamo ex art. 183 l. fall. – Interpretazione – Effetti – Sussistenza.
Il decreto di omologazione di un concordato preventivo va annullato anche d’ufficio dalla corte d’appello innanzi alla quale sia stato impugnato allorché abbia ad oggetto una proposta concordataria sensibilmente diversa, per effetto delle modifiche apportate dal debitore a quella originaria, da quella sottoposta all’approvazione dei creditori, data la sua evidente abnormità, insieme a tutti gli atti del procedimento concordatario a partire dall’adunanza dei creditori, con la conseguente regressione del medesimo procedimento alla fase dell’invio delle comunicazioni di cui all’art. 171, comma 2, l.fall., salvo il caso (ricorrente nella specie) in cui la nuova e diversa proposta concordataria che avrebbe dovuto e dovrebbe in ipotesi essere sottoposta all’approvazione dei creditori sia stata superata dai successivi eventi e debba perciò essere considerata inammissibile. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)  Appello Napoli, 06 Agosto 2013.