Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 111-bis ∙ (Disciplina dei crediti prededucibili)


Crediti risarcitori derivanti da fatto colposo del curatore
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Accertamento
Accertamento dei crediti prededucibili
Inerenza necessariaInterpretazione della domanda di pagamento di crediti prededucibiliCrediti prededucibili sorti prima del fallimentoConflitto fra crediti prededucibili e crediti assistiti da cause di prelazionePagamento dei crediti prededucibiliPrevalenza dei creditori ipotecari e pignoratizi su quelli prededucibiliRicorso per cassazione

Crediti sorti nel corso del fallimento
Crediti prededucibili sorti nel corso del fallimento
Crediti prededucibili di cui sia contestato ammontare o collocazioneCrediti risarcitori derivanti da fatto colposo del curatoreCompenso amministratore giudiziario nominato ex art. 15, co. 8, l.f.Liquidazione dei compensi agli incaricati del curatore in caso di contestazioneFrutti civili

Casi particolari
Bonifica degli immobili acquisiti alla massa
Indennità di occupazioneTrattamento di fine rapporto del lavoratore dipendenteLiquidazione del compenso al legale incaricato dalla proceduraPagamento del compenso al curatore cessatoPagamento dei professionisti del concordatoSuccessione di concordati e prededuzioneCreditore fondiario e compenso del curatore

Liquidazione coatta amministrativa
Crediti prededucibili esclusi da accertamento del passivo
Compenso a favore degli incaricati dalla procedura


Crediti risarcitori derivanti da fatto colposo del curatore

Fallimento - Stato passivo - Principio di esclusività dell'accertamento del credito nelle forme di cui agli artt. 93 ss. legge fall. - Applicabilità ai crediti risarcitori derivanti da fatto colposo del Curatore - Sussistenza - Possibilità di riconoscimento in assenza di contestazione - Sussistenza
Dichiarato il fallimento, ogni diritto di credito, ivi compresi i crediti prededucibili, è tutelabile nelle sole forme di cui alla L. Fall., art. 92, e segg.; la previsione di un'unica sede concorsuale per l'accertamento del passivo comporta la necessaria concentrazione presso un unico organo giudiziario delle azioni dirette all'accertamento dei crediti e l'inderogabile osservanza di un rito funzionale alla realizzazione del concorso dei creditori, il che determina l'improponibilità della domanda proposta nelle forme ordinarie.

A tale principio non si sottraggono i crediti risarcitori derivanti da fatto colposo del curatore, attesane la predicabilità in termini di costi della procedura, i quali sono assimilabili a quelli relativi all'amministrazione del fallimento ed alla continuazione dell'esercizio dell'impresa (ai crediti, cioè, cosiddetti di massa, per i quali deve ritenersi consentita, in caso di mancata contestazione, l'adozione dello strumento del decreto de plano del giudice delegato L. Fall., ex art. 26, senza necessità di ricorrere al subprocedimento dell'ammissione allo stato passivo di cui all'art. 93, e segg. stessa legge), con la conseguenza che la relativa domanda giudiziale, se avanzata in via ordinaria, va dichiarata improponibile, attesa la competenza esclusiva, in subiecta materia, del tribunale fallimentare (Sez. 1^, Sentenza n. 11379 del 11/11/1998; Sez. 1^, Sentenza n. 515 del 15/01/2003). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 18 Novembre 2010, n. 23353.