Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 111-bis ∙ (Disciplina dei crediti prededucibili)


Crediti prededucibili di cui sia contestato ammontare o collocazione
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Accertamento
Accertamento dei crediti prededucibili
Inerenza necessariaInterpretazione della domanda di pagamento di crediti prededucibiliCrediti prededucibili sorti prima del fallimentoConflitto fra crediti prededucibili e crediti assistiti da cause di prelazionePagamento dei crediti prededucibiliPrevalenza dei creditori ipotecari e pignoratizi su quelli prededucibiliRicorso per cassazione

Crediti sorti nel corso del fallimento
Crediti prededucibili sorti nel corso del fallimento
Crediti prededucibili di cui sia contestato ammontare o collocazioneCrediti risarcitori derivanti da fatto colposo del curatoreCompenso amministratore giudiziario nominato ex art. 15, co. 8, l.f.Liquidazione dei compensi agli incaricati del curatore in caso di contestazioneFrutti civili

Casi particolari
Bonifica degli immobili acquisiti alla massa
Indennità di occupazioneTrattamento di fine rapporto del lavoratore dipendenteLiquidazione del compenso al legale incaricato dalla proceduraPagamento del compenso al curatore cessatoPagamento dei professionisti del concordatoSuccessione di concordati e prededuzioneCreditore fondiario e compenso del curatore

Liquidazione coatta amministrativa
Crediti prededucibili esclusi da accertamento del passivo
Compenso a favore degli incaricati dalla procedura


Crediti prededucibili di cui sia contestato ammontare o collocazione

Fallimento – Crediti prededucibili – Ammissione allo stato passivo – Assoggettamento – Eccezioni – Crediti di massa non contestati – Crediti da compenso professionale per attività in favore della procedura – Accertamento de plano da parte del G.d. – Contestazione – Reclamo ex art. 26 L.F.

Fallimento – Crediti da compenso professionale per attività in favore della procedura – Accertamento de plano da parte del G.d. – Contestazione – Soggetti legittimati – Effetti

Ai sensi dell'art. 111 bis L.F. i crediti prededucibili, al pari di quelli concorsuali, devono essere accertati con le modalità di cui al capo V della legge fallimentare, che disciplina le modalità dell'accertamento del passivo, onde garantire una uniformità applicativa della ripartizione dell'attivo, restando esonerati da tale procedura solo i crediti prededucibili non contestati per esistenza, collocazione ed ammontare, anche se sorti durante l'esercizio provvisorio, e i crediti sorti a seguito di provvedimento di liquidazione dei compensi spettanti ai soggetti nominati ai sensi dell'art. 25 L.F. (delegati, avvocati, coadiutori del curatore, arbitri, stimatori o altri ausiliari); tali crediti possono essere accertati con provvedimento emesso de plano dal giudice delegato, senza previa informazione degli altri creditori, fatta salva la possibilità, solo con riferimento ai crediti della seconda categoria, di contestare il provvedimento con  reclamo ex art. 26 L.F.

L'esistenza, la collocazione e/o l'ammontare dei crediti relativi a compensi professionali per attività in favore del fallito, accertati de plano dal giudice delegato, non possono essere contestati dal fallito stesso o dai creditori - i quali non debbono neppure essere informati in ordine all'esistenza di un credito prededucibile, non sussistendo il relativo obbligo in capo al curatore - ma unicamente da parte degli organi della procedura (giudice delegato, curatore e comitato dei creditori).

Tale contestazione, non soggetta a termini decadenziali né a limiti processuali – salvo il c.d. giudicato endofallimentare - una volta effettuata, comporta l'assoggettamento dell'accertamento e della collocazione del credito alla disciplina dell'insinuazione al passivo ex art. 93 e ss. L.F.

(Nel caso di specie il Collegio giudicante, chiamato a pronunciarsi su un reclamo ex art. 26 L.F., con il quale un creditore del fallimento aveva chiesto che il proprio credito da compenso professionale per spese legali sostenute in contenziosi sfavorevoli al medesimo fallimento venisse soddisfatto fuori dal procedimento di riparto, lo ha dichiarato inammissibile essendo intervenuta una contestazione di tale credito da parte del curatore – secondo cui il privilegio ex art. 2751 bis n. 2 c.c. è inapplicabile ai crediti come quello di specie, derivante da attività difensiva svolta in giudizi contenziosi sfavorevoli al fallimento, trovando applicazione solo allorché l'attività sia prestata per conto ed in favore del fallito - contestazione che assoggetta al procedimento di insinuazione al passivo l'accertamento e la collocazione del credito). (Curzio Fossati) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 16 Luglio 2019.


Fallimento - Contratto di affitto di azienda - Recesso del curatore - Equo indennizzo - Domanda di ammissione al passivo
La necessità di proporre domanda di ammissione al passivo al fine di ottenere il pagamento dell'equo indennizzo spettante al contraente in bonis ai sensi dell'art. 79 l.fall. (in seguito al recesso del curatore dal contratto di affitto di azienda) si pone solo nell'ipotesi in cui il curatore contesti la richiesta dal contraente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 11 Settembre 2017.


Fallimento - Compenso del curatore cessato - Impugnazione del provvedimento di liquidazione - Riserva dell’emissione del mandato di pagamento all’esito del giudizio di impugnazione della liquidazione
In base al principio di cui all’articolo 111 bis, comma 3, L.F., espressamente sancito dall’articolo 39, comma 3, L.F., ma già ampiamente condiviso dalla dottrina e dalla giurisprudenza formatasi prima della riforma del 2006, da ritenersi pienamente condivisibile, in quanto conforme ai principi di buona e prudente amministrazione, non può disporsi il pagamento immediato dei crediti prededucibili di cui sia contestata la collocazione o l’ammontare. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto condivisibile il provvedimento del Giudice delegato che ha riservato l’emissione del mandato di pagamento del compenso liquidato al curatore cessato all’esito del giudizio di cassazione avente ad oggetto il provvedimento di liquidazione e ciò in ragione del principio di unitarietà della liquidazione dei compensi e delle spese dovute ai curatori che si sono avvicendati nello stesso fallimento). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14 Ottobre 2014.