Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 87-bis ∙ (Inventario su altri beni)


Contestazioni di terzi
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Contestazioni di terzi

Fallimento – Procedura di restituzione dei beni ex art. 87-bis l.f. - Rapporto con la domanda di rivendica e restituzione – Ratio
La procedura semplificata di restituzione dei beni di cui all’art. 87 bis L. Fall. tende ad assecondare esigenze di certezza dei traffici commerciali e di semplificazione con riguardo a diritti personali o reali dedotti dai terzi "chiaramente riconoscibili" e, nel prevedere una deroga alla regola generale dell’obbligatorietà del procedimento disciplinato dalla L. Fall., art. 103, ha il fine di agevolare la restituzione dei beni a questi ultimi in sede di inventariazione.

L’espressione "chiaramente riconoscibili" deve essere intesa nel senso che il diritto sui beni deve essere incontestato ed oggettivamente non contestabile, vale a dire certo al di là di ogni ragionevole dubbio, senza necessità di verifiche di una qualche complessità.

La procedura semplificata di restituzione regolata dalla disposizione in esame può pertanto ritenersi praticabile solo allorquando il diritto reale o di godimento sul bene sia agevolmente riconducibile al richiedente sulla base di una prova evidente e sia riconosciuto dal curatore e dal comitato dei creditori.

Viceversa, qualora curatore e comitato dei creditori non prestino il loro consenso alla restituzione o il g.d. ritenga il diritto sui beni non facilmente riconoscibile, il terzo richiedente dovrà attivare il procedimento previsto dalla L. Fall., art. 103, con le conseguenze che ne derivano sul piano degli accertamenti probatori.

Risulta dunque evidente che il provvedimento di rigetto reso ai sensi dell’art. 87 bis cit. - che non preclude all’istante di ottenere la medesima tutela nella diversa sede della verifica del passivo, tramite la domanda di cui alla L. Fall., art. 103 e che pertanto non ha attitudine ad acquistare efficacia di giudicato (endofallimentare) in ordine all’insussistenza del diritto reale o personale da questi vantato sui beni di cui chiede la restituzione - non ha natura decisoria nè definitiva.

Ad identica conclusione deve giungersi, peraltro, anche nell’ipotesi in cui l’istanza ex art. 87 bis, venga accolta, atteso che proprio le sopra descritte caratteristiche strutturali dello speciale procedimento previsto dalla norma (necessità del consenso del curatore e del comitato dei creditori; chiara riconoscibilità del diritto alle restituzioni; deroga espressa al regime probatorio ordinario per l’accertamento del diritto; semplificazione delle forme) depongono tutte nel senso di far ritenere il provvedimento assimilabile a quelli cautelari di cui all’art. 669 octies c.p.c., comma 6, i quali, benché volti ad un accertamento provvisorio e non definitivo dei diritti controversi e privi di attitudine al giudicato, sono tuttavia idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Aprile 2021, n. 10833.


Inventariazione di beni nella disponibilità del fallito - Acquisizione con decreto del giudice delegato - Legittimità - Condizioni - Rimedi esperibili dal terzo che ne accampi la proprietà - Azione di rivendica - Mancata proposizione - Reclamo ex art.26 legge fall. - Inammissibilità - Fondamento - Fattispecie
Lo spossessamento del fallito, ai sensi dell'art.42 legge fall., colpisce tutti i beni rinvenuti nella sua disponibilità a qualsiasi titolo alla data del fallimento, giustificando l'acquisizione di essi alla massa attiva in via diretta, se effettivamente a lui appartenenti, o mediante sigillatura, se si tratti di beni rinvenuti presso il fallito ma di terzi che, in quella sede, non abbiano svolto contestazioni, conseguendone, in ogni caso, l'onere per il terzo opponente di esperire lo strumento generale della rivendica, ex art.103 legge fall.; ne consegue l'inammissibilità del reclamo, proposto ex art. 26 legge fall., avverso il decreto di acquisizione emesso dal giudice delegato relativamente ai beni rinvenuti in una cassetta di sicurezza, intestata al terzo ricorrente ma nella disponibilità del fallito, delegato all'accesso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 17 Gennaio 2012, n. 607.