Codice di Procedura Civile


LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO II
Dell'istruzione della causa
SEZIONE III
Dell'istruzione probatoria
PARAGRAFO 7
Del giuramento

Art. 233

Deferimento del giuramento decisorio
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il giuramento decisorio può essere deferito in qualunque stato della causa davanti al giudice istruttore, con dichiarazione fatta all'udienza dalla parte o dal procuratore munito di mandato speciale o con atto sottoscritto dalla parte.

II. Esso deve essere formulato in articoli separati, in modo chiaro e specifico.


GIURISPRUDENZA

Ripetizione di indebito - Interessi anatocistici - Prova dell’inesistenza di una giusta causa dell’attribuzione patrimoniale - Grava sull’attore in ripetizione - Produzione del contratto a base del rapporto bancario - Sufficienza ed indispensabilità - Esclusione.
In materia di contratti bancari che prevedano il pagamento di interessi anatocistici o a tasso ultralegale, la prova dell'inesistenza di una giusta causa dell'attribuzione patrimoniale, compiuta in favore del convenuto, grava sull'attore in ripetizione dell'indebito, ancorché si tratti di prova di un fatto negativo; la produzione del contratto posto a base del rapporto bancario è a tal fine: per un verso non indispensabile e per altro verso neppure sufficiente. Non è sufficiente perché, anche qualora sia stato esibito il contratto, resta possibile che l'accordo sugli interessi sia stato stipulato con un atto diverso e successivo; e non è neppure indispensabile, perché anche altri mezzi di prova, quali le presunzioni, unitamente agli argomenti di prova ricavabili dal comportamento processuale della controparte, ai sensi dell'art. 116, comma 2, c.p.c., nonché, al limite, il giuramento, possono valere allo scopo di dimostrare l'assenza dei fatti costitutivi del debito dell'attore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Gennaio 2022, n. 1550.


Prescrizione - Mancata estinzione dell'obbligazione - Ammissione stragiudiziale del debitore - Effetti - Rigetto dell'eccezione di prescrizione - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Interruzione del corso della prescrizione - Sussistenza - Fattispecie.
In tema di prescrizione presuntiva (nella specie, relativamente a compensi per attività professionale), non costituisce motivo di rigetto dell'eccezione, ai sensi dell'art. 2959 c.c., l'ammissione del debitore che l'obbligazione non è stata estinta, qualora la stessa sia resa fuori del giudizio in cui il credito che si assume prescritto venga azionato, rilevando essa, in tal caso, solo ai fini dell'interruzione del corso della prescrizione ex art. 2944 c.c. (Nella specie, la S.C. ha escluso che la dichiarazione scritta, resa anteriormente al giudizio dalla parte poi eccipiente la prescrizione presuntiva, possa, per quanto non disconosciuta o contestata da quest'ultima, a seguito della sua produzione ad opera della controparte, rendere inefficace l'eccezione medesima). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 18 Novembre 2021, n. 35211.


Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Interrogatorio formale o giuramento del fallito - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie relativa al cd. regime intermedio.
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo (nel regime cd. intermedio di cui al d.lgs. n. 5 del 2006), il fallito, per quanto destinatario della notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza, non assume la qualità di parte del giudizio e non può, quindi, rendere interrogatorio formale sui fatti oggetto della domanda, né gli è deferibile il giuramento suppletorio o decisorio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Luglio 2015, n. 15570.


Accertamento del passivo - Opposizione - Giuramento de scientia - Deduzione - Modalità..
Il giuramento de scientia (o de notitia) è quello deferito sulla conoscenza che la parte abbia di un fatto altrui; la formula giuratoria deve puntualmente rispecchiare questo peculiare contenuto e perciò deve essere redatta, a pena di inammissibilità, in modo che il giurante, ripetendola, affermi o neghi non già un fatto, ma la conoscenza che egli ne abbia, perché soltanto questa, per l’appunto, costituisce l’oggetto del giuramento (nel caso di specie non è stato ritenuto ammissibile il giuramento rivolto ai Commissari, definito de scientia, ma impostato secondo la formula del giuramento de veritate). (Mario Guido) (riproduzione riservata) Tribunale Arezzo, 06 Marzo 2014.