Codice Civile


LIBRO SECONDO
Delle successioni
TITOLO I
Disposizioni generali sulle successioni
CAPO V
Dell'accettazione dell'eredità
SEZIONE II
Del beneficio d’inventario

Art. 507

Rilascio dei beni ai creditori e ai legatari
TESTO A FRONTE

I. L'erede, non oltre un mese dalla scadenza del termine stabilito per presentare le dichiarazioni di credito, se non ha provveduto ad alcun atto di liquidazione, può rilasciare tutti i beni ereditari a favore dei creditori e dei legatari.

II. A tal fine l'erede deve, nelle forme indicate dall'articolo 498, dare avviso ai creditori e ai legatari dei quali è noto il domicilio o la residenza; deve iscrivere la dichiarazione di rilascio nel registro delle successioni, annotarla in margine alla trascrizione prescritta dal secondo comma dell'articolo 484, e trascriverla presso gli uffici dei registri immobiliari dei luoghi in cui si trovano gli immobili ereditari e presso gli uffici dove sono registrati i beni mobili.

III. Dal momento in cui è trascritta la dichiarazione di rilascio, gli atti di disposizione dei beni ereditari compiuti dall'erede sono senza effetto rispetto ai creditori e ai legatari.

IV. L'erede deve consegnare i beni al curatore nominato secondo le norme dell'articolo seguente. Eseguita la consegna, egli resta liberato da ogni responsabilità per i debiti ereditari.


GIURISPRUDENZA

Successioni - Beneficio d’inventario - Procedura di liquidazione dell’eredità - Rilascio dei beni ai creditori - Reclamo - Termine per la presentazione della dichiarazione di credito.
Nella procedura concorsuale di liquidazione di eredità beneficiata con rilascio dei beni ai creditori ex art. 507 e 508 c.c., i crediti non dichiarati alla procedura entro il termine di cui all’art. 498 secondo comma c.c. possono essere ammessi a partecipare alla liquidazione concorsuale mediante la proposizione del reclamo previsto dall’art. 501 c.c. entro il termine perentorio di trenta giorni dalla pubblicazione dello stato provvisorio di graduazione. (Cristina Zen) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 17 Novembre 2017.


Curatore dell’eredità rilasciata - Legittimazione passiva rispetto all’azione di danno temuto - Sussistenza..
Il curatore dell’eredità rilasciata nominato a norma dell'articolo 507 c.c. deve ritenersi passivamente legittimato rispetto all’azione proposta ai sensi dell’art. 1172 c.c. essendo titolare dell'ufficio di liquidazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26 Settembre 2013.


Imprenditore defunto - Proposta di concordato nei confronti di tale imprenditore - Presentazione dopo un anno dal decesso - Inammissibilità - Prosecuzione dell'impresa individuale o collettiva da parte dell'erede o degli eredi dell'imprenditore - Irrilevanza - Istanze di fallimento o di liquidazione della eredità beneficiata - Ininfluenza

Proposta di concordato presentata dagli eredi dopo un anno dal decesso del debitore - Declaratoria di inammissibilità e contestuale dichiarazione di fallimento degli eredi quali soci di fatto subentrati nella gestione dell'impresa - Ricorso per cassazione ex art. 111 cost. avverso il decreto di inammissibilità della proposta di concordato - Proponibilità

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L'ammissibilita della proposta di concordato preventivo, nei confronti di un imprenditore defunto, postula l'assoggettabilita del medesimo a declaratoria di fallimento, e, pertanto, va esclusa in ipotesi di decorso di oltre un anno dal decesso (artt 10 ed 11 del RD 16 marzo 1942 n 267). Detto principio non soffre limitazioni o deroghe per il caso in cui l'impresa venga proseguita, in Forma individuale o collettiva, dall'erede o dagli eredi del defunto, atteso che il concordato, come il fallimento, riguarda l'imprenditore e non l'impresa, ne per il caso in cui siano state gia avanzate istanze di fallimento da parte dei creditori, od istanze di liquidazione dell'eredita beneficiata, ai sensi dell'art 500 cod civ, trattandosi di fatti non interruttivi del predetto termine annuale.

Il decreto con il quale il tribunale dichiari l'inammissibilita della proposta di concordato, presentata dagli eredi per conto dello imprenditore defunto, sotto il profilo del decorso di oltre un anno dal decesso del debitore, e della conseguente non assoggettabilita del medesimo ad alcuna procedura concorsuale, e contestualmente dichiari il fallimento di detti eredi, quali soci di fatto subentrati nella gestione dell'impresa, e impugnabile, quanto alla prima parte, con il ricorso per Cassazione ai sensi dell'art 111 della Costituzione, atteso che detta declaratoria d'inammissibilita della proposta di concordato integra un provvedimento autonomo, i cui vizi non sono denunciabili in Sede di opposizione al fallimento degli eredi. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 25 Ottobre 1979, n. 5592.