LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO III
Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e della conservazione della garanzia patrimoniale
CAPO I
Disposizioni generali

Art. 2742

Surrogazione dell'indennità alla cosa
TESTO A FRONTE

I. Se le cose soggette a privilegio, pegno o ipoteca sono perite o deteriorate, le somme dovute dagli assicuratori per indennità della perdita o del deterioramento sono vincolate al pagamento dei crediti privilegiati, pignoratizi o ipotecari, secondo il loro grado, eccetto che le medesime vengano impiegate a riparare la perdita o il deterioramento. L'autorità giudiziaria può, su istanza degli interessati, disporre le opportune cautele per assicurare l'impiego delle somme nel ripristino o nella riparazione della cosa.

II. Gli assicuratori sono liberati qualora paghino dopo trenta giorni dalla perdita o dal deterioramento, senza che sia stata fatta opposizione. Quando però si tratta di immobili su cui gravano iscrizioni, gli assicuratori non sono liberati se non dopo che è decorso senza opposizione il termine di trenta giorni dalla notificazione ai creditori iscritti del fatto che ha dato luogo alla perdita o al deterioramento.

III. Sono del pari vincolate al pagamento dei crediti suddetti le somme dovute per causa di servitù coattive o di comunione forzosa o di espropriazione per pubblico interesse, osservate, per quest'ultima, le disposizioni della legge speciale.


GIURISPRUDENZA

Contratto di assicurazione – Pagamento del fideiussore – Art. 2742 c.c...
L’art. 2742 c.c. si limita a prevedere che, se le cose soggette a privilegio, pegno o ipoteca sono perite o deteriorate, le somme dovute dagli assicuratori per indennità della perdita o del deterioramento sono vincolate al pagamento dei crediti privilegiati, pignoratizi o ipotecari, secondo il loro grado, eccetto che le medesime vengano impiegate a riparare la perdita o il deterioramento. La trasparente ratio legis sta nell'esigenza di tutelare il creditore munito di prelazione, garantendogli il mantenimento di una posizione di preferenza nei confronti dei creditori chirografari e, prima di tutto, dello stesso debitore, posto che, se il vincolo di prelazione non si trasferisse sull'indennità assicurativa, l'obbligato avrebbe in mano, in luogo della cosa gravata da garanzia specifica e facilmente esposta all'azione esecutiva, una somma di denaro ben più agevolmente occultabile. Nessun indice ermeneutico autorizza, al contrario, a ritenere che la norma preveda anche un subingresso del creditore privilegiato nella titolarità del diritto all'indennizzo, in modo che ne risulti legittimata un'azione diretta dello stesso contro l'assicuratore. La persistenza in capo al debitore assicurato della titolarità del diritto all'indennità si evince anche dal disposto del comma 2 dell’art. 2742 c.c. che, prevedendo che gli assicuratori sono liberati qualora paghino, dopo trenta giorni dalla perdita o dal deterioramento, senza che sia stata fatta opposizione, implicitamente postula la spettanza ai creditori della sola possibilità di mezzi di tutela conservativi del loro diritto. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 14 Febbraio 2013, n. 3655.