LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO VIII
Dell'azienda
CAPO III
Del marchio

Art. 2569

Diritto di esclusività
TESTO A FRONTE

I. Chi ha registrato nelle forme stabilite dalla legge un nuovo marchio idoneo a distinguere prodotti o servizi ha diritto di valersene in modo esclusivo per i prodotti o servizi per i quali è stato registrato.

II. In mancanza di registrazione il marchio è tutelato a norma dell'articolo 2571.


GIURISPRUDENZA

Marchio debole - Caratteristiche - Minor intensità di tutela - Affermazione.
La funzione estetica svolta dal segno distintivo, nell'accompagnare la forma del prodotto, va letta in chiave di collegamento descrittivo con il prodotto medesimo, cui fa riferimento l'art. 13, lett. b), del Codice della Proprietà Industriale: tale collegamento, pur consentendo la registrabilità del marchio - in quanto non esclusivo ma concorrente con una certa capacità distintiva del segno - nondimeno affievolisce tale capacità, venendo conseguentemente ad incidere sull'intensità della tutela che ne deriva, nel senso che, a differenza di ciò che accade in caso di "marchio forte", sono sufficienti ad escluderne la confondibilità anche lievi modificazioni o aggiunte. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Marzo 2017, n. 6551.


Inserzioni pubblicitarie su internet – Servizio ADWords – Utilizzo, come parola chiave, del marchio altrui – Contraffazione del marchio – Sussiste – Concorrenza sleale – Sussiste.
La funzione principale del marchio, nell’ambito del commercio elettronico, consiste in particolare nel consentire agli utenti di internet che scorrono gli annunci visualizzati, risultanti da una ricerca avente ad oggetto un determinato marchio, di distinguere i prodotti o i servizi del titolare di tale marchio a quelli di diversa provenienza.
L’indebita associazione di messaggi pubblicitari al segno distintivo altrui viola l’essenziale funzione d’origine del marchio, arrecando pregiudizio al suo titolare.
Il link promozionale e il messaggio commerciale che riproducono le medesime parole chiave, con riguardo ai medesimi servizi, adombrando collegamenti con la società titolare del segno, e quindi inducendo in errore l’utente sulla provenienza dei servizi, pregiudicano la funzione essenziale del marchio di indicatore della provenienza dei servizi medesimi.
L’uso degli strumenti di comunicazione elettronica è in tal caso effettuato in modo non conforme ai principi della correttezza professionale, con la volontà di agganciarsi parassitariamente al segno altrui, e con il fine di trarre in errore gli utenti di internet sull’origine dei servizi.
[Nella fattispecie, il convenuto aveva utilizzato, come parola chiave per indirizzare le ricerche degli utenti ai propri siti aziendali, il marchio di una ditta concorrente]. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 22 Aprile 2016.


Fallimento – Azione revocatoria fallimentare avente ad oggetto azienda contenente marchio ed insegna – Provvedimenti cautelari – Competenza della Sezione Specializzata in Materia di Impresa.
Nel caso di azione cautelare avente ad oggetto la richiesta di sequestro giudiziario di un ramo aziendale costituito da beni mobili, marchio registrato ed insegna la competenza è demandata alla Sezione Specializzata in Materia di Impresa e non al tribunale fallimentare competente ex art. 24 L.F.. (Giovanni Noschese) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 11 Febbraio 2015.