Codice Civile


LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO X
Della trasformazione, della fusione e della scissione
SEZIONE I
Della trasformazione

Art. 2498

Continuità dei rapporti giuridici
TESTO A FRONTE

I. Con la trasformazione l'ente trasformato conserva i diritti e gli obblighi e prosegue in tutti i rapporti anche processuali dell'ente che ha effettuato la trasformazione.

GIURISPRUDENZA

Dichiarazione di fallimento - Società a responsabilità limitata - Trasformazione regressiva in associazione sportiva - Termine annuale - Applicabilità - Fondamento.
In caso di trasformazione cd. "regressiva", ex art. 2498 e ss. c.c., di una società a responsabilità limitata in associazione sportiva, è applicabile al primo ente il termine annuale di cui all'art. 10 l.fall., posto che a seguito della trasformazione in parola, da un lato, muta radicalmente il regime della responsabilità patrimoniale del soggetto trasformato, dall'altro lato, l'esercizio dell'attività d'impresa non è più attuale. (massima ufficiale)


Il Sotituto procuratore generale presso la Corte di cassazione aveva chiesto l'affermazione del seguente principio di diritto (conforme):
L’applicabilità dell’art. 10 l.fall. non soggiace ad altre limitazioni al di fuori di quelle espressamente previste dal comma 1 della norma e quindi, ricorrendone i presupposti soggettivi ed oggettivi, gli imprenditori individuali e collettivi possono essere dichiarati falliti entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese a prescindere da ogni valutazione delle vicende successive a tale cancellazione.
Vedi la requisitoria Cassazione civile, sez. I, 25 Gennaio 2021, n. 1519.


Società – Trasformazione – Ricostruzione unitaria dell’istituto – Esclusione – Trasformazione di società di capitali in comunione di azienda – Creazione di autonomo soggetto di diritti – Esclusione.
L'istituto della trasformazione, di cui agli artt. 2498 ss. cod. civ., ricomprendendo in sé una congerie di figure diverse e anche molto dissimili tra loro, non si presta a una ricostruzione unitaria delle tematiche che le singole figure vengono a proporre.

La trasformazione di una società di capitali in una comunione di azienda presenta la caratteristica propria di dare tra l'altro vita a un fenomeno di circolazione di diritti, dato che la comunione di azienda non è considerata dall'ordinamento in termini di autonomo soggetto di diritti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 22 Ottobre 2020, n. 23174.


Trasformazione di società di capitali in comunione di azienda – Regime di responsabilità dell'ente originario – Fallimento – Tutela dei creditori anteriori alla trasformazione.
I creditori di titolo anteriore alla cancellazione dell'«ente originario» si avvantaggiano del regime di responsabilità proprio della relativa struttura; a tale regime rimane ancorata, di conseguenza, la fallibilità dell'«ente originario», che l'intervenuta trasformazione non è idonea a impedire.

In caso di trasformazione, la norma dell'art. 10 l.f. trova comunque applicazione nei confronti dell'«ente originario». La soggettività fallimentare di questo ente non è diversa da quella che viene riconosciuta a una qualunque società cancellata dal registro e dichiarata fallita nel corso dell'anno successivo.

Lo strumento di tutela dei creditori dato dall'opposizione, che è previsto dalla legge in relazione alle operazioni di trasformazione, non può in alcun modo considerarsi sostitutivo di quello rappresentato dal fallimento, posto che, per la categoria dei creditori anteriori alla trasformazione, appronta una tutela di intensità sensibilmente inferiore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 22 Ottobre 2020, n. 23174.


Concordato preventivo - Delibera della proposta e delle condizioni di concordato - Potere degli amministratori - Estensione al liquidatore - Esclusione - Delibera dell’assemblea - Necessità.
Il potere di deliberare la proposta e le condizioni di concordato preventivo che l’articolo 152 legge fall. riconosce agli amministratori non è automaticamente estensibile al liquidatore della società, il quale deve, pertanto, essere a ciò espressamente autorizzato dall’assemblea. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Giugno 2016, n. 12273.


Società di persone fisiche - Società in nome collettivo - Proroga - Recesso del socio - Unico socio superstite - Mancata ricostituzione della pluralità dei soci - Continuazione dell'attività aziendale da parte del socio superstite come impresa individuale - Trasformazione societaria ex art. 2498 cod. civ. - Esclusione - Successione tra soggetti distinti - Sussistenza.
Nel caso di recesso di un socio da una società in nome collettivo composta da due soli soci, qualora quello superstite non abbia ricostituito la pluralità della compagine sociale decidendo al contempo di continuare l'attività aziendale come impresa individuale - così determinandosi lo scioglimento della società, a norma dell'art. 2272, n. 4, cod. civ. -, non si realizza una trasformazione societaria ai sensi dell'art. 2498 cod. civ., ma solo una successione tra soggetti distinti, ossia tra colui che conferisce l'azienda (la società di persone in liquidazione) e la persona fisica che ne è beneficiaria (il socio superstite). (massima ufficiale) Cassazione civile, 14 Gennaio 2015, n. 496.


Fallimento e procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ipoteca rilasciata su propri beni da socio illimitatamente responsabile - Effetto esdebitatorio - (In)sussistenza - Rimessione alle S.U...
La Sezione Prima civile ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione, oggetto di contrasto e ritenuta di particolare importanza, se l’effetto esdebitatorio del concordato preventivo si estenda alla garanzia ipotecaria, prestata su propri beni dal socio illimitatamente responsabile di società personale per i debiti di quest’ultima, e se, in caso di risposta negativa, il creditore ipotecario conservi la garanzia per la parte di credito non coperta dalla percentuale concordataria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Febbraio 2014, n. 3163.


Società - Trasformazione - Trasformazione eterogenea - Trasformazione da società di capitali in impresa individuale - Impossibilità..
Non è configurabile, dopo la riforma del diritto societario, la trasformazione eterogenea atipica da società di capitali in impresa individuale. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 02 Dicembre 2011.


Società - Trasformazione eterogenea - Entità plurisoggettive con patrimonio separato..
Le norme in tema di trasformazione eterogenea presuppongono sempre che essa interessi enti plurisoggettivi con patrimonio separato indipendentemente dalla disomogeneità causale. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 02 Dicembre 2011.


Società - Trasformazione di società di capitali - Comunioni di azienda..
La previsione di trasformazione di società di capitali da e per comunioni di azienda, non può giustificare una interpretazione estensiva trattandosi di trasformazione comunque tra enti plurisoggettivi con la peculiarità di avere ad oggetto una gestione di mero godimento che in qualunque momento può trasformarsi nuovamente in società. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 02 Dicembre 2011.


Società - Trasformazione di società di capitali ad impresa individuale - Estinzione dell'ente preesistente..
Nell’ipotesi di passaggio da società di capitali ad impresa individuale non si verifica una trasformazione in senso tecnico ma una successione con mutamento qualitativo del soggetto da ente a soggetto fisico e con conseguente estinzione dell’ente preesistente. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 02 Dicembre 2011.


Procedimento civile - Legittimazione - Ad Causam - Conferimento di azienda in società - Disciplina ex art. 2948 cod. civ., relativa a trasformazione di società - Applicabilità - Esclusione - Effetti - Liberazione dell'alienante dai debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta - Configurabilità - Esclusione - Limiti - Legittimazione dello stesso a contestarne l'esistenza - Sussistenza - Concorrenza della legittimazione dell'acquirente - Condizioni - Fattispecie..
In caso di conferimento di un'azienda individuale ad una società si verifica un fenomeno traslativo non soggetto alla disciplina dell'art. 2498 Cod. Civ. (concernente esclusivamente il caso di trasformazione di società da un tipo in un altro, con conseguente passaggio ipso iure dalla prima alla seconda di diritti ed obblighi), in virtù del quale, se l'alienante non è liberato dai debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta, anteriori al trasferimento - salvo che non risulti il consenso dei creditori - , permane la sua legittimazione a contestarne l'esistenza, con la quale concorre quella dell'acquirente solo ove si tratti di debiti aziendali che risultino dal libri contabili obbligatori. (Nella specie, alla stregua del principio di cui in massima, la S.C. ha confermato, sia pure correggendone la motivazione nel senso di escludere la legittimazione attiva della ricorrente, la decisione pretorile che aveva rigettato nel merito la opposizione ad ordinanza ingiunzione prefettizia emessa nei confronti di una ditta individuale, poi conferita alla opponente società a responsabilità limitata, la quale aveva dedotto la ritenuta successione "in universum ius" alla ditta in essa conferita, dolendosi della mancata notificazione nei propri confronti della ordinanza). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Aprile 2002, n. 5141.


Fallimento - Società in accomandita semplice - Trasformazione della società in società semplice - Previsione come oggetto sociale dell'ente risultante dalla trasformazione della liquidazione delle attività dell'accomandita - Natura commerciale di tale attività - Qualificazione della società risultante dalla trasformazione come società irregolare - Configurabilità - Sussistenza - Conseguenze - Assoggettabilità a fallimento.
Il principio - desumibile dalla disciplina degli artt. 2498 e 2500 cod. civ. in punto di trasformazione di società di persona in società di capitali - secondo cui la trasformazione di una società non dà luogo ad un nuovo ente, ma integra una mera mutazione formale di un'organizzazione, che sopravvive alla vicenda della trasformazione senza soluzione di continuità, deve reputarsi applicabile anche nel caso di mutamento inverso (trasformazione, cosiddetta regressiva, da società di capitali a società di persone) ed anche nei casi di mutamento nell'ambito di ognuno dei due tipi di società, come nell'ipotesi di trasformazione di una società in accomandita semplice in una società, la quale, essendo stata lasciata ferma l'identità ed integrità dell'impresa commerciale già gestita nella forma precedente, deve qualificarsi come "irregolare", ancorché nel relativo atto sia stata qualificata "semplice", dovendosi, in particolare, ravvisare quella identità ed integrità e, quindi, giustificarsi la qualificazione come società irregolare della società risultante dalla trasformazione, allorquando l'oggetto sociale dell'ente risultato dalla trasformazione sia stato limitato alla gestione della liquidazione delle attività e passività al fine di ottenere il massimo ricavato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 1999, n. 4270.


Società - Trasformazione - In genere - Estinzione di un soggetto giuridico e correlativa creazione di altro soggetto - Esclusione - Mera modificazione dell'atto costitutivo - Mancanza del presupposto della preesistenza di una società - Trasformazione - Inammissibilità - Fattispecie in tema di legittimazione all'impugnazione di una società a responsabilità limitata nella quale si era "trasformata" la ditta individuale parte della precedente fase del giudizio..
A norma dell'art 2498 cod civ la trasformazione di una societa commerciale da uno in altro dei tipi riconosciuti dalla legge non importa Estinzione di un soggetto giuridico e correlativa creazione di un altro soggetto, in luogo di quello precedente, ma soltanto modificazione dell'atto costitutivo, restando ferma l'identita del soggetto titolare dei rapporti giuridici da esso costituiti anteriormente alla trasformazione, sicche ove manchi il presupposto della preesistenza di una societa, non e configurabile il fenomeno di cui all'art 2498 cod civ. (nella specie, la suprema Corte, alla stregua del principio enunciato in massima, ha dichiarato inammissibile il ricorso per Cassazione proposto da una societa a responsabilita limitata, la quale non era stata parte nel giudizio di appello, in quanto ha escluso la trasformazione in detta societa della persona titolare di ditta individuale che aveva preso parte alla fase di gravame). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 21 Giugno 1979, n. 3480.