LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO VII
Della società a responsabilità limitata
SEZIONE V
Delle modificazioni dell'atto costitutivo

Art. 2481-bis

Aumento di capitale mediante nuovi conferimenti
TESTO A FRONTE

I. In caso di decisione di aumento del capitale sociale mediante nuovi conferimenti spetta ai soci il diritto di sottoscriverlo in proporzione delle partecipazioni da essi possedute. L'atto costitutivo può prevedere, salvo per il caso di cui all'articolo 2482-ter, che l'aumento di capitale possa essere attuato anche mediante offerta di quote di nuova emissione a terzi; in tal caso spetta ai soci che non hanno consentito alla decisione il diritto di recesso a norma dell'articolo 2473.
II. La decisione di aumento di capitale prevede l'eventuale soprapprezzo e le modalità ed i termini entro i quali può essere esercitato il diritto di sottoscrizione. Tali termini non possono essere inferiori a trenta giorni dal momento in cui viene comunicato ai soci che l'aumento di capitale può essere sottoscritto. La decisione può anche consentire, disciplinandone le modalità, che la parte dell'aumento di capitale non sottoscritta da uno o più soci sia sottoscritta dagli altri soci o da terzi.
III. Se l'aumento di capitale non è integralmente sottoscritto nel termine stabilito dalla decisione, il capitale è aumentato di un importo pari alle sottoscrizioni raccolte soltanto se la deliberazione medesima lo abbia espressamente consentito.
IV. Salvo quanto previsto dal secondo periodo del quarto comma e dal sesto comma dell'articolo 2464, i sottoscrittori dell'aumento di capitale devono, all'atto della sottoscrizione, versare alla società almeno il venticinque per cento della parte di capitale sottoscritta e, se previsto, l'intero soprapprezzo. Per i conferimenti di beni in natura o di crediti si applica quanto disposto dal quinto comma dell'articolo 2464.
V. Se l'aumento di capitale è sottoscritto dall'unico socio, il conferimento in danaro deve essere integralmente versato all'atto della sottoscrizione.
VI. Nei trenta giorni dall'avvenuta sottoscrizione gli amministratori devono depositare per l'iscrizione nel registro delle imprese un'attestazione che l'aumento di capitale è stato eseguito.

GIURISPRUDENZA

Società – Aumento di capitale ex L.R. Sicilia 19 giugno 1991, n. 39 – Omessa deliberazione dell’assemblea – Venir meno della causa giustificativa dell’attribuzione patrimoniale eseguita dal socio – Indebito oggettivo.
Nell’ipotesi in cui il versamento fatto alla società ai sensi della L.R. Sicilia 19 giugno 1991, n. 39 "in conto futuro e determinato aumento di capitale", non venga deliberato dall’assemblea nel termine triennale prorogato di un altro anno dalla L.R. Sicilia 7 marzo 1997, n. 6, deve essere restituito secondo le ordinarie regole dell'indebito oggettivo di cui all'art. 2033 c.c. per essere venuta meno la causa giustificativa dell’attribuzione patrimoniale eseguita dal socio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 27 Ottobre 2017, n. 25643.


Aumento di capitale – Conferimento – Simulazione – Esclusione.
In tema di aumento di capitale deliberato dall'assemblea di una società capitalistica, non è configurabile la simulazione del conferimento. La Suprema Corte, infatti, con la sentenza n. 17467 del 17.7.2013, ha osservato che il conferimento in una società capitalistica già costituita è un atto con il quale il socio o il terzo, sul presupposto di una deliberazione di aumento del capitale sociale, approvata dall'organo competente della società, realizza la sua volontà di partecipare o, se già socio, di aumentare il valore della sua partecipazione alla medesima società, e trova nel collegamento essenziale con quella deliberazione la sua causa negoziale, sicché le condizioni di validità del conferimento sotto il profilo della sussistenza della volontà non possono essere esaminate indipendentemente da quelle della deliberazione medesima.
Di conseguenza, la Suprema Corte ha ritenuto che non possa mai configurarsi un accordo simulatorio concluso tra il conferente e l'amministratore della società, atteso che il predetto anche qualora sia delegato al compimento delle operazioni necessarie all'esecuzione della deliberazione- non ha poteri legali di rappresentanza della società medesima negli atti di gestione attinenti all'organizzazione della società e non è legittimato a rappresentarla nella stipulazione di accordi diretti a simulare i conferimenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 21 Luglio 2016.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Atti di straordinaria amministrazione - Rinuncia al diritto di opzione all’aumento di capitale di società partecipata - Ingiustificata e consistente riduzione del patrimonio del debitore.
Costituisce atto di straordinaria amministrazione, da sottoporre ad autorizzazione ex art. 161, comma 7, l. fall., la rinuncia al diritto di opzione all’aumento di capitale di una società partecipata, la quale determini una evidente, ingiustificata e consistente riduzione del patrimonio del debitore a discapito delle ragioni dei propri creditori sociali. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 06 Agosto 2014.


Società di capitali - Limitazione od esclusione del diritto di opzione - Operazioni che siano conseguenza della riduzione del capitale sociale al di sotto dei minimi di legge - Esclusione - Fattispecie - Obbligo di esercitare il diritto di opzione in misura corrispondente alla quota di partecipazione - Limitazione - Sussistenza..
Dopo la riforma della disciplina delle società di capitali di cui al d.lgs. 6/2003, ogni limitazione od esclusione del diritto di opzione attraverso operazioni che siano conseguenza della riduzione del capitale sociale al di sotto dei minimi di legge va esclusa alla luce della espressa salvezza dell’art. 2482 ter c.c. fatta dall’art. 2481 bis, comma 1, c.c. Questa interpretazione trova conferma nella ratio della norma che è stata individuata, dalla relazione ministeriale al predetto testo di legge, nell’intenzione di impedire “prassi non commendevoli che la pratica ha a volte elaborato per ridurre sostanzialmente, o addirittura eliminare, la partecipazione delle minoranze”. (Nel caso di specie, con la delibera impugnata è stato imposto al socio di minoranza di esercitare il predetto diritto per intero, ossia in misura corrispondente alla quota di partecipazione del medesimo al capitale sociale e così, inevitabilmente, lo si è limitato.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 21 Marzo 2012.


Società di capitali - Scioglimento della società - Delibera di appianamento delle perdite eccedenti il capitale sociale mediante versamento di somme di denaro da parte dei soci - Legittimità - Violazione del principio di limitazione responsabilità dei soci ai conferimenti - Esclusione..
Non viola il principio della limitazione di responsabilità dei soci nelle società di capitali la delibera assembleare assunta a maggioranza che, perseguendo l'obiettivo di evitare lo scioglimento della società, deliberi di appianare le perdite eccedenti il capitale mediante versamento di somme di denaro da parte dei soci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 21 Marzo 2012.