Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XXII
Della fideiussione
SEZIONE II
Dei rapporti tra creditore e fideiussore

Art. 1945

Eccezioni opponibili dal fideiussore
TESTO A FRONTE

I. Il fideiussore può opporre contro il creditore tutte le eccezioni che spettano al debitore principale, salva quella derivante dall'incapacità.


GIURISPRUDENZA

Conto corrente bancario - Omessa richiesta di ottenere, "ante causam", documentazione ai sensi dell'art. 119 T.U.B. - Richiesta del cliente di esibizione degli estratti conto in corso di causa - Ammissibilità - Fondamento - Spettanza dello stesso diritto anche al fideiussore - Fondamento.
Il titolare di un rapporto di conto corrente ha sempre diritto di ottenere dalla banca il rendiconto, ai sensi dell'art. 119 del d.lgs. n. 385 del 1993, anche in sede giudiziaria, fornendo la sola prova dell'esistenza del rapporto contrattuale, non potendosi ritenere corretta una diversa soluzione sul fondamento del disposto di cui all'art. 210 c.p.c., perché non può convertirsi un istituto di protezione del cliente in uno strumento di penalizzazione del medesimo, trasformando la sua richiesta di documentazione da libera facoltà ad onere vincolante. Lo stesso diritto spetta, inoltre, al fideiussore il quale, in ragione dell'accessorietà del rapporto di fideiussione rispetto al contratto di conto corrente, può definirsi, in senso lato, un cliente della banca, non diversamente dal correntista debitore principale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 30 Ottobre 2020, n. 24181.


Contratti bancari – Mancanza di contratto scritto – Nullità – Usura sopravvenuta – Irrilevanza – Fideiussione – Contratto autonomo di garanzia.
Nel caso in cui la banca, nell’ambito di un’opposizione a decreto ingiuntivo, non produca il contratto scritto di finanziamento, sussiste la nullità assoluta del negozio e la sanzione è l’azzeramento di ogni interesse e commissione, non potendosi applicare il c.d. tasso BOT di cui al 7° comma dell’art. 117 T.U.B., che concerne le diverse ipotesi di nullità parziale per mancanza della clausola di pattuizione degli interessi in quanto assente (4° comma) o indeterminata (6° comma).

Qualora l’usura si manifesti nell’ambito di un’apertura di credito in conto corrente per anticipazioni nel corso del rapporto e non risulti pattuita nel contratto, va qualificata come sopravvenuta ed è quindi irrilevante.

Nel caso in cui vi sia prestazione di garanzia da parte di un terzo, ai fini della qualificazione come contratto autonomo di garanzia occorre che la banca dia la prova del rafforzamento della posizione creditoria non solo con l’affiancamento di un ulteriore soggetto obbligato, ma anche con la possibilità di pretendere da parte di quest’ultimo l’adempimento a prescindere dalle vicende relative al rapporto fondamentale; tale qualificazione è esclusa quando risulti che le parti abbiano espressamente e ripetutamente qualificato il negozio come fideiussione e la garanzia sia stata prestata su un modulo prestampato e predisposto unilateralmente con clausole serialmente sottoposte a tutti i clienti della banca. (Paolo Doria) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 05 Febbraio 2020.


Fideiussione - Clausole in deroga conformi al modello Abi - Violazione della normativa Antitrust - Valutazione in concreto del giudice - Risarcimento del danno.
Dalla declaratoria di nullità di una intesa tra imprese per lesione della libera concorrenza, emessa dalla Autorità Antitrust ai sensi dell’art. 2 della legge n. 287 del 1990, non discende automaticamente la nullità di tutti i contratti posti in essere dalle imprese aderenti all’intesa, i quali mantengono la loro validità e possono dar luogo solo ad azione di risarcimento danni nei confronti delle imprese da parte dei clienti (Conf.: Cass. 11 giugno 2003, n. 9384; Cass. n. 3640 del 13 febbraio 2009; Cass. n. 13486 del 20 giugno 2011). (Francesca Dell’Anna Misurale) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 26 Settembre 2019, n. 24044.


Fideiussione secondo lo schema ABI – Nullità solo parziale del negozio di garanzia.
Il provvedimento n. 14251 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, adottato nell’adunanza del 20 Aprile 2005, sulla scorta dei rilievi della Banca d’Italia, individua le clausole illecite, presenti nello schema negoziale predisposto dall’ABI, e che cagionano la violazione della disciplina di tutela della concorrenza, aggravando la posizione del fideiussore rispetto a quella della banca.

Lo schema delinea la permanenza dell’obbligazione fideiussoria laddove prevede che “il fideiussore si impegna altresì a rimborsare alla banca le somme che dalla banca stessa fossero state incassate in pagamento di obbligazioni garantite e che dovessero essere restituite a seguito di annullamento, inefficacia o revoca dei pagamenti stessi, o per qualsiasi altro motivo”. Si prevede, inoltre, che la garanzia del fideiussore sia estesa anche agli obblighi di restituzione del debitore derivanti dall’invalidità del rapporto principale, in quanto “qualora le obbligazioni garantite siano dichiarate invalide, la fideiussione garantisce comunque l’obbligo del debitore di restituire le somme allo stesso erogate” (articolo 8).

Lo schema predisposto dall’ABI presenta come clausola standard la rinuncia del fideiussore ai termini previsti dall’art. 1957 c.c., affinché la banca possa far valere l’obbligazione di garanzia dopo la scadenza di quella principale, stabilendo che “i diritti derivanti alla banca dalla fideiussione restano integri fino a totale estinzione di ogni suo credito verso il debitore, senza che essa sia tenuta ad escutere il debitore o il fideiussore medesimi o qualsiasi altro coobbligato o garante entro i tempi previsti, a seconda dei casi, dall’articolo 1957 c.c., che si intende derogato” (art. 6).
Lo schema prevede un generale obbligo di pagamento “a prima richiesta”, in base al quale “il fideiussore è tenuto a pagare immediatamente alla banca, a semplice richiesta scritta, quanto dovutole per capitale, interessi, spese, tasse ed ogni altro accessorio” (art. 7, comma 1). Tale clausola consente al fideiussore di opporsi al pagamento soltanto dopo averlo, talora indebitamente, eseguito, in deroga rispetto alla disciplina dettata dall’art. 1945 c.c.

La presenza di tali clausola determina, però, un’ipotesi di nullità soltanto parziale (art. 1419, co. 1, c.c.), dovendosi escludere, nell’economia complessiva dell’operazione compiuta, che la banca potesse preferire di rimanere addirittura senza alcuna garanzia, rispetto ad ottenere una garanzia che meno vincolasse i garanti: e, quanto a questi ultimi, la nullità delle clausole viziate ne rende la posizione meno gravosa, sicché la parziale nullità non può che giovare loro.

La tesi della nullità parziale (sostenuta, ad esempio, da Trib. Padova, sent. 29.1.2019, e da App. Brescia, Sez. I Civ., sent. 29.1.2019) non contraddice, ma specifica e razionalmente circoscrive il principio generale della nullità delle garanzie stipulate in violazione delle regole della concorrenza, enunziato dalla S.C. (Cass. civ., Sez. I, 12.12.2017, ord. n. 29810). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Benevento, 25 Maggio 2019.


Legittimità dell’azione monitoria dell’utente bancario e del garante/fideiussore nei confronti della banca a seguito del mancato rilascio di documentazione bancaria richiesta ex art. 119 T.U.B..
L’utente bancario è pienamente legittimato a ricorrere al procedimento monitorio di cui agli artt. 633 e ss. c.p.c. al fine di ottenere la consegna di determinati documenti riferibili a diritti di credito, quali quelli previsti dall’art. 119 del D. Lgs n. 385/1993, posto che il diritto del cliente alla consegna dei documenti relativi al suo contratto ha natura di diritto soggettivo di rango primario e i costi di produzione sono dovuti alla banca solo a seguito della richiesta ex art. 119 T.U.B. del cliente, ma non nel caso in cui si è in presenza di un ordine giudiziale che va semplicemente adempiuto (Trib Padova n. 2878/2016).

Deve ritenersi che tali identici principi siano applicabili anche all’ipotesi di proposizione dell’istanza ex art. 119, IV co., T.U.B. da parte del garante e ciò in quanto, dal momento stesso della costituzione della garanzia, sorge tra il fideiussore ed il creditore garantito un rapporto diretto e comunque qualificato, anche alla luce del fatto che il garante è soggetto potenzialmente destinatario degli effetti del rapporto garantito; che tale diritto risulti, altresì, intimamente connesso alla natura stessa della garanzia fideiussoria, che si pone rispetto all’obbligazione principale garantita in rapporto di accessorietà e dipendenza; che, dunque, se si considera che proprio in virtù di tale dipendenza, il fideiussore ha diritto, ai sensi dell’art. 1945 c.c., di opporre al creditore garantito le eccezioni proponibili dal debitore – relative, cioè, all’esistenza ed alla validità dell’obbligazione garantita - non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B. nei confronti del creditore (Trib. Prato del 13.4.2015). (Lorenzo Fumagalli) (riproduzione riservata)
Tribunale Parma, 03 Aprile 2019.


Obbligazioni e contratti - Contratto autonomo di garanzia - Opponibilità del garante delle eccezioni spettanti al debitore principale - Esclusione - Exceptio doli - Opponibilità - Affermazione.
L'exceptio doli rappresenta un limite funzionale alla richiesta di pagamento immediato, esperibile in tutti i casi in cui vi sia escussione della garanzia con dolo, mala fede e abuso manifesto da parte del beneficiario.

A tal fine il garante ha l'onere di far valere una condotta abusiva del creditore il quale, nel chiedere la tutela giudiziaria del proprio diritto, abbia fraudolentemente taciuto situazioni sopravvenute alla fonte negoziale del diritto azionato e aventi efficacia estintiva dello stesso, ovvero abbia esercitato tale diritto al fine di realizzare uno scopo diverso da quello riconosciuto dall'ordinamento, o comunque nell'esclusivo fine di recare pregiudizio ad altri, o, ancora, contro ogni legittima e incolpevole aspettativa altrui. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 27 Novembre 2018.


Obbligazioni e contratti – Fideiussione – Per finalità commerciali - Derogabilità dell’art.1957 c.c. – Sussiste – Nullità della deroga per vessatorietà – Esclusione – Eccezione ex art.66 Legge Cambiaria – Spettanza al fideiussore – Affermazione – Obbligo di offerta in restituzione delle cambiali al fideiussore – Sussiste.
L’art. 1957, I co., c.c. è derogabile con la doppia sottoscrizione prescritta dall’art. 1341 c.c.. La parte diversa dall’amministratore unico della società debitrice non può accampare la nullità ex art. 33 del d.lgs. 2005 n. 206 (codice del consumo), dal momento che in tema di fideiussione occorre, per l’applicabilità della predetta normativa di favore, avere riguardo all’obbligazione principale cui accede quella di garanzia: e l’obbligazione principale ineriva certamente ad un rapporto commerciale.

il fideiussore, pur non avendo la legittimazione ad esperire l’azione cambiaria, può comunque opporre ex art. 1945 c.c. l’eccezione che avrebbe potuto proporre il debitore principale cartolare ai sensi dell’art. 66 della legge cambiaria. La circostanza infine che in concreto il debitore principale non esista più, per essere stata cancellata la società dal registro delle imprese, non rileva, nel senso che l’art. 1945 c.c. si applica valutando in astratto le eccezioni che avrebbe potuto proporre ex art. 66 della legge cambiaria il debitore principale, prescindendo quindi dalla circostanza che poi il debitore decida di proporla in concreto o che possa proporle perché, come nel caso in esame non esiste più come soggetto di diritto.
       
Non convince neanche la tesi che esonera il creditore cambiario, quando agisca, ex causa, contro un debitore non cartolare, quale il fideiussore omnibus di obbligazioni cambiarie derivanti da sconto, dall’onere di produrre i titoli ex art. 66 della legge cambiaria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Taranto, 05 Novembre 2018.


Contratti di garanzia - Fideiussione e contratto autonomo di garanzia - Distinzione - Effetti ai fini della revocatoria fallimentare - Incidenza per la massa dei creditori.
Il fatto che fideiussione e contratto autonomo diano luogo a figure di garanzia tra loro diverse non comporta che le stesse siano regolate, o debbano venire regolate, in modo diverso sotto ogni profilo di disciplina; ai fini della revocatoria, infatti, nel rapporto tra debitore principale e creditore beneficiario, il pagamento fatto dal garante autonomo produce effetti identici - sotto il profilo dell'attribuzione patrimoniale - a quello posto in essere dal fideiussore: in entrambi i casi si tratta di un pagamento del terzo che trova titolo nell'assunzione negoziale di un obbligo di garanzia e che risulta dunque revocabile ex art. 67, comma 2, l.fall. al ricorrere di identici presupposti, sia oggettivi (pagamento e regresso) che soggettivi.

A ben vedere, anzi, nel porre a confronto fideiussione e contratto autonomo rispetto all'angolo visuale del fallimento (o liquidazione coatta) del debitore principale, è proprio questa seconda figura a risultare di maggiore peso e incidenza per la massa dei creditori insinuati, in quanto il contratto autonomo assicura al garante che ha pagato un regresso assai più agevole di quello del fideiussore, perchè in sè svincolato dalle vicende inerenti al rapporto garantito (salvo il caso ricorrano gli estremi dell'exceptio doli generalis). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 02 Novembre 2017, n. 26062.


Contratti di swap - Eccezione di nullità del rapporto garantito - Legittimazione attiva del fideiussore - Sussistenza.
Il fideiussore ha legittimazione attiva in relazione alla domanda di liberazione dalla propria obbligazione di garanzia sul presupposto della nullità del rapporto contrattuale sottostante garantito, e ciò anche laddove le ragioni dedotte in giudizio attengano non direttamente al contratto di garanzia, ma all’oggetto della garanzia stessa, ossia al rapporto contrattuale sottostante garantito. (Michele Cespa) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 07 Luglio 2016.


Fideiussione – Clausole a semplice richiesta – Effetti – Contratto autonomo di garanzia.
Nel caso in cui il fideiussore si impegni a provvedere al pagamento di quanto dovuto dal debitore principale «a semplice richiesta scritta, anche in caso di opposizione del debitore», così rinunciando alla facoltà di opporre eventuali eccezioni spettanti al debitore medesimo, l’esplicita deroga al regime normativo tipico della fideiussione riconduce la polizza che la contiene alla categoria del contratto autonomo di garanzia, che ammette la sola «exceptio doli». (Avv. Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Maggio 2016.


Nullità clausole contrattuali - Azione del garante ex art. 1945 c.c..
L'azione del garante ex art. 1945 c.c. è volta alla corretta rideterminazione del saldo dare-avere del rapporto bancario di c/c attraverso una ricostruzione che depuri il rapporto stesso dagli effetti determinati dalla presenza di eventuali clausole nulle, quali la capitalizzazione trimestrale, da prassi del tutto arbitrarie, quali l'addebito di interessi ultralegali non concordati e indeterminati e da altri eventuali oneri non pattuiti, come la commissione di massimo scoperto, le valute e le spese. (Adolfo Pesaresi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 12 Aprile 2016.


Obbligazioni e contratti - Nullità del contratto principale - Legittimazione del fideiussore - Sussistenza.
Il fideiussore è legittimato a fare accertare la nullità per contrarietà a norme imperative o per illiceità della causa dell'obbligazione assunta dal debitore principale nei confronti del terzo tendendo altrimenti il contratto di garanzia ad assicurare un risultato che l'ordinamento vieta; ne consegue che l'invalidità del contratto presupposto si estende al contratto di garanzia, rendendo la sua causa illecita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Gennaio 2016.


Diritto del cliente e del fideiussore alla consegna dei documenti bancari ex art 119 TUB – Ratio ed oggetto della norma – Decreto ingiuntivo consegna documentazione bancaria.
Il diritto del cliente alla consegna di documenti relativi ai rapporti bancari ha la consistenza ed il rango di vero e proprio diritto soggettivo autonomo, il quale trova fondamento nei doveri di solidarietà e negli obblighi di comportamento secondo buona fede nella esecuzione del rapporto e per altro verso sulla disposizione dell'art. 119 IV co Dlgs 385/1993.

La ratio ispiratrice (dell'art 119 TUB ndr) è quella di permettere al correntista di verificare la corrispondenza tra le condizioni economiche normative cristallizzate nel contratto e quanto compiuto dalla banca durante l'esecuzione del rapporto. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata)

Il termine “singole operazioni” non deve essere inteso in senso letterale, per non correre il rischio di imporre al cliente il diabolico onere di indicare gli estremi (ad esempio data e natura) di una operazione di cui non ha riscontro contabile, vanificando di fatto quella tutela che il legislatore ha inteso, invece, garantire (…) il diritto previsto dal quarto comma dell'art 119 tub si configura come un diritto sostanziale, la cui tutela è garantita come situazione giuridica finale e non strumentale. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata)

Il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativa, oltre che nel citato art 119 tub, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto, scolpito nell'art 1375 cc

Identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all'ipotesi di proposizione dell'istanza ex art 119 IV co TUB da parte del garante (…). Tale diritto risulta, altresì, intimamente connesso alla natura stessa della garanzia fideiussoria (…) non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell'art 119 IV co TUB nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata)
Tribunale Prato, 08 Ottobre 2015.


Conto corrente – Opposizione a decreto ingiuntivo – Fideiussione – Contratto autonomo di garanzia – Natura e contenuto – Clausola di pagamento a semplice richiesta – Rilevanza

Opposizione a decreto ingiuntivo – Fideiussore – Domanda riconvenzionale di ripetizione d'indebito – Eccezione di compensazione – Difetto di legittimazione – Sussistenza
.
L'inserzione nel contratto di clausole che prevedano il pagamento a semplice richiesta scritta del creditore, evidentemente incompatibile con la proponibilità da parte del garante di eccezioni relative al rapporto tra creditore e debitore, determina l'impossibilità di qualificare il rapporto come fideiussione ordinaria, se non in presenza di altre clausole contrattuali dalle quali emerga in maniera evidente una diversa volontà delle parti. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)

E' da escludersi che il fideiussore, in sede di opposizione a decreto ingiuntivo, possa formulare domanda riconvenzionale per ottenere la condanna della banca opposta alla restituzione delle somme indebitamente corrisposte dal correntista, come anche che possa eccepire la compensazione tra il credito restitutorio da ripetizione d'indebito che sarebbe sorto - in tesi - in capo al correntista e quanto preteso dal creditore, poiché trattasi di diritti estranei alla sfera giuridica propria del garante. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)
Tribunale Cagliari, 16 Giugno 2015.


Ricorso monitorio consegna documentazione bancaria art 119 TUB - Legittimazione del fideiussore - Consegna documenti.
Non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore.

Si è ulteriormente precisato come l’art.119 Tub debba essere interpretato alla luce della sua ratio ispiratrice, che è quella di permettere al correntista di verificare la corrispondenza tra le condizioni economiche normative cristallizzate nel contratto e quanto compiuto dalla banca durante l’esecuzione del rapporto (…); neppure appare, in tale ipotesi, necessario che siano rese note le ragioni per le quali la richiesta è avanzata, atteso che il diritto previsto dal quarto comma dell’art.119 Tub si configura come un diritto sostanziale, (…); che il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativo, oltre che nel citato art.119 TUB, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto,scolpito nell’art.1375 c.c. (…); identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all’ipotesi di proposizione dell’istanza ex art. 119, IV co., T.U.B. da parte del garante e ciò in quanto, dal momento stesso della costituzione della garanzia, sorge tra il fideiussore ed il creditore garantito un rapporto diretto e comunque qualificato, anche alla luce del fatto che il garante è soggetto potenzialmente destinatario degli effetti del rapporto garantito (…); non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata)
Tribunale Prato, 13 Aprile 2015.


Diritto alla difesa - Legittimazione a stare in giudizio del legale rappresentante di ente inesistente - Sussistenza - Condizioni e limiti..
In virtù del principio costituzionale del diritto alla difesa, qualora un soggetto venga attinto da un provvedimento in astratto pregiudizievole, in proprio o nella qualità di legale rappresentante di un ente ormai inesistente, qualunque atto che costituisca opposizione nell'ambito dell'esercizio del diritto medesimo, non può essergli denegato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 17 Dicembre 2013.


Dichiarazione di incompetenza – Applicazione dell'art. 50 c.p.c. – Sussiste – Condizioni. .
L'art. 819 ter comma 2, c.p.c., laddove afferma che "nei rapporti tra arbitrato e processo" non si applica l'art. 50 c.p.c., riguarda solo il caso in cui siano gli arbitri ad escludere la loro competenza ed a riconoscere quella del giudice ordinario. Allorquando, invece, sia il giudice togato a dichiarare la propria incompetenza a beneficio di quella degli arbitri, oppure sia la Corte di cassazione, adita con riferimento ad una pronuncia affermativa della competenza del giudice ordinario, a dichiarare la competenza degli arbitri oppure a rigettare, per ragioni di rito o di merito, l'istanza di regolamento contro una pronuncia declinatoria, è possibile la riassunzione dinanzi agli arbitri nel termine fissato o, in mancanza, in quello previsto dall'art. 50 c.p.c., con salvezza dell'effetto interruttivo cd. istantaneo della prescrizione ai sensi dell'art. 2943 comma 3, c.c., e di quello permanente, di cui all'art. 2945, comma 2, dello stesso codice. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 06 Dicembre 2012.


Contratto autonomo di garanzia - Eccezioni relative al rapporto principale - Inopponibilità - Conseguenze - Estinzione di tale rapporto - Irrilevanza - Fattispecie relativa all'incidenza della dichiarazione di fallimento del soggetto garantito.
Nei contratti autonomi di garanzia il garante non può opporre eccezioni in ordine alle vicende del rapporto principale e quindi neanche eccepire la sopravvenuta estinzione del medesimo. (Fattispecie relativa a polizza cauzionale stipulata a garanzia dell'esecuzione di opere inerenti a convenzioni urbanistiche; la S.C., in base all'accertata natura giuridica del contratto e al riportato principio di diritto, ha ritenuto irrilevante la questione circa l'applicabilità o meno al rapporto principale della norma dell'art. 81 legge Fall. sullo scioglimento dei contratti di appalto in caso di fallimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 21 Aprile 1999, n. 3964.