Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO I
Delle obbligazioni in generale
CAPO II
Dell'adempimento delle obbligazioni
SEZIONE I
Dell'adempimento in generale

Art. 1199

Diritto del debitore alla quietanza
TESTO A FRONTE

I. Il creditore che riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza e farne annotazione sul titolo, se questo non è restituito al debitore.

II. Il rilascio di una quietanza per il capitale fa presumere il pagamento degli interessi.


GIURISPRUDENZA

Quietanza di pagamento priva di data certa anteriore al pignoramento – Opponibilità al condomino che agisca in sede esecutiva sui crediti del debitore esecutato verso il suo condominio – Esclusione – Fondamento – Valore probatorio in caso di sua opponibilità – Limiti.
La quietanza di pagamento priva di data certa anteriore al pignoramento è inopponibile, ai sensi dell'art. 2704 c.c., al condomino che sottoponga ad espropriazione forzata ex artt. 543 ss. c.p.c. i crediti vantati dal debitore esecutato nei confronti del proprio condominio, essendo egli terzo estraneo al rapporto contrattuale dal quale origina l'oggetto del pignoramento; in ogni caso, tale quietanza, ove opponibile al condomino procedente, non gode del valore probatorio privilegiato di cui all'art. 2702 c.c., trattandosi di "res inter alios acta", ma, quale prova atipica dal valore meramente indiziario, può essere liberamente contestata dal creditore e contribuisce a fondare il convincimento del giudice unitamente agli altri elementi probatori acquisiti al processo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 09 Luglio 2020, n. 14599.


Contratto di mutuo - Validità di titolo esecutivo - Quietanza liberatoria - Sufficienza.
In presenza di quietanza liberatoria rilasciata nell’atto stesso dal mutuatario il mutuo ha efficacia di titolo esecutivo. La quietanza di pagamento è un atto di scienza che il creditore può impugnare dimostrando che il divario esistente fra realtà e dichiarato è conseguenza di errore di fatto o violenza. Fuori da questi casi vale il principio di autoresponsabilità, che vincola il quietanzante alla contra se pronuntiatio asseverativa del fatto dell’intervenuto pagamento seppure non corrispondente al vero. Ogni utilizzo successivo del denaro dato in mutuo è quindi da ritenere riconducibile a disposizioni date dal mutuatario e alla tutela degli interessi dello stesso, come appunto verificatosi nel caso in esame, in cui il mutuatario ha disposto l’accredito di tale somma su un conto vincolato infruttifero appositamente acceso presso la banca ed intestato alla parte mutuataria medesima, a tutela degli interessi della stessa: ciò che rileva, quindi, non è la gestione del conto vincolato, bensì la circostanza che lo stesso sia stato costituito su disposizione del mutuatario e dopo il rilascio di quietanza liberatoria. (Francesca Dell’Anna Misurale) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 20 Settembre 2019.


Quietanza – Efficacia Probatoria – Quietanza Tipica – Quietanza Atipica .
La quietanza “tipica”, essendo indirizzata al debitore, può essere contestata in giudizio solo per errore di fatto o violenza, in analogia alla confessione stragiudiziale resa alla parte, mentre la quietanza “atipica” contenuta nella dichiarazione di vendita di autoveicolo ex art. 13 del r.d. n. 1814 del 1927, essendo indirizzata al conservatore del P.R.A., è liberamente apprezzabile dal giudice, in analogia alla confessione stragiudiziale resa ad un terzo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 22 Settembre 2014, n. 19888.


Fallimento - Contratti stipulati dal fallito - Azione proposta dal curatore fallimentare in rappresentanza di quest'ultimo per il recupero di un suo credito - Eccezione di pagamento sollevata dalla controparte - Quietanza - Dimostrazione della sua simulazione da parte del curatore - Prova testimoniale - Ammissibilità - Esclusione.
In tema di simulazione, il curatore del fallimento che agisca in rappresentanza del fallito (nella specie per ottenere il pagamento di un residuo suo credito derivante da un contratto di appalto concluso dall'imprenditore "in bonis"), e non della massa dei creditori, non può provare per testimoni la simulazione della quietanza di pagamento rilasciata dal primo alla controparte contrattuale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 22 Marzo 2013, n. 7263.


Fallimento - Appalto - Corrispettivo - Pagamento - Simulazione - Quietanza - Opponibilità al curatore del sopravvenuto fallimento dell'appaltatore - Data certa - Necessità.
In tema di simulazione, la quietanza priva di data certa non è opponibile al curatore del fallimento che agisca per il recupero del corrispondente credito sorto in favore dell'imprenditore "in bonis", assumendone la simulazione del relativo pagamento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 22 Marzo 2013, n. 7263.


Quietanza rilasciata dal fallito "in bonis" - Opponibilità al fallimento - Quale confessione stragiudiziale - Esclusione - Fondamento.
Il curatore fallimentare che deduce in giudizio la simulazione della quietanza rilasciata dal fallito "in bonis" rappresenta la massa dei creditori, e non il fallito, sicché la quietanza stessa non vale, nei confronti del fallimento, come confessione stragiudiziale dell'avvenuto pagamento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 18 Dicembre 2012, n. 23318.