Codice Civile


LIBRO TERZO
Della proprietà
TITOLO VIII
Del possesso
CAPO II
Degli effetti del possesso
SEZIONE I
Dei diritti e degli obblighi del possessore nella restituzione della cosa

Art. 1150

Riparazioni, miglioramenti e addizioni
TESTO A FRONTE

I. Il possessore, anche se di mala fede, ha diritto al rimborso delle spese fatte per le riparazioni straordinarie.

II. Ha anche diritto a indennità per i miglioramenti recati alla cosa, purché sussistano al tempo della restituzione.

III. L'indennità si deve corrispondere nella misura dell'aumento di valore conseguito dalla cosa per effetto dei miglioramenti, se il possessore è di buona fede; se il possessore è di mala fede, nella minor somma tra l'importo della spesa e l'aumento di valore.

IV. Se il possessore è tenuto alla restituzione dei frutti, gli spetta anche il rimborso delle spese fatte per le riparazioni ordinarie, limitatamente al tempo per il quale la restituzione è dovuta.

V. Per le addizioni fatte dal possessore sulla cosa si applica il disposto dell'articolo 936. Tuttavia, se le addizioni costituiscono miglioramento e il possessore è di buona fede, è dovuta una indennità nella misura dell'aumento di valore conseguito dalla cosa.


GIURISPRUDENZA

Esercizio del diritto di prelazione  agraria – Diritto del terzo acquirente-retrattato ad ottenere un indennizzo per i miglioramenti apportati al fondo oggetto di riscatto – Esclusione.
L’esercizio del riscatto comporta che il riscattante si viene a trovare nella medesima situazione di fatto e di diritto in cui si sarebbe trovato se il bene gli fosse stato alienato fin dal momento in cui era stato concluso il contratto che la leso il suo diritto.

Da siffatti principii consegue che il riscattante, diventando proprietario ex tunc dei beni oggetto del retratto, non può e non deve subire nemmeno le conseguenze economiche di condotte che abbia tenuto il terzo acquirente, retrattato, in spregio ai propri diritti di preferenza nell'acquisto del fondo in contestazione.

Diversamente opinando infatti si negherebbe, almeno in parte, l’effetto retroattivo dell’esercizio del diritto di riscatto poiché il diritto del retraente non verrebbe soddisfatto appieno. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 26 Marzo 2021.


Preliminare di vendita - Consegna della cosa prima del contratto definitivo - Contratto di comodato collegato al preliminare - Risoluzione del preliminare - Automatica risoluzione del comodato - Esclusione

Preliminare di vendita - Consegna della cosa prima del contratto definitivo - Detenzione da parte del promissario acquirente - Sussistenza - Diritto all'indennità per miglioramenti e diritto di ritenzione - Insussistenza
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Nel caso di preliminare di vendita immobiliare con consegna del bene prima del contratto definitivo, in cui si realizza un collegamento tra il preliminare e un contratto di comodato in forza del quale il promissario acquirente acquista la disponibilità dell’immobile, la risoluzione del preliminare non si riflette automaticamente sul comodato. Ne consegue che l’indennità di occupazione spetta al promissario venditore e comodatario non dalla data di risoluzione del preliminare ma dalla data di estinzione dal comodato. (Antonio Mondini) (riproduzione riservata)

Nel caso di preliminare di vendita con consegna del bene prima del contratto definitivo, il promissario acquirente diviene mero detentore del bene stesso. Al promissario acquirente non spettano quindi il diritto all'indennità per i miglioramenti e il diritto di ritenzione, attribuiti dagli articoli 1150 c.c. e 1152 c.c. esclusivamente al possessore. (Antonio Mondini) (riproduzione riservata)
Tribunale Lucca, 18 Gennaio 2017.