Codice Civile


LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO I
Delle persone fisiche

Art. 10

Abuso dell'immagine altrui
TESTO A FRONTE

I. Qualora l'immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l'esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l'autorità giudiziaria, su richiesta dell'interessato, può disporre che cessi l'abuso, salvo il risarcimento dei danni.


GIURISPRUDENZA

Diritto all’oblio - Diritti collegati - Bilanciamento con il diritto della collettività all'informazione - Modalità - Notizia di interesse pubblico pubblicata sul "web" - Lesività dei diritti di un soggetto non noto a livello nazionale - "Deindicizzazione" dal motore di ricerca - Ammissibilità - Fondamento - Fattispecie.
Il diritto di ogni persona all'oblio, strettamente collegato ai diritti alla riservatezza e all'identità personale, deve essere bilanciato con il diritto della collettività all'informazione, sicché, anche prima dell'entrata in vigore dell'art. 17 Regolamento (UE) 2016/679, qualora sia pubblicato sul "web" un articolo di interesse generale ma lesivo dei diritti di un soggetto che non rivesta la qualità di personaggio pubblico, noto a livello nazionale, può essere disposta la "deindicizzazione" dell'articolo dal motore ricerca, al fine di evitare che un accesso agevolato, e protratto nel tempo, ai dati personali di tale soggetto, tramite il semplice utilizzo di parole chiave, possa ledere il diritto di quest'ultimo a non vedersi reiteratamente attribuita una biografia telematica, diversa da quella reale e costituente oggetto di notizie ormai superate. (Nel caso di specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, che, solo in ragione del carattere non troppo risalente dell'informazione, aveva negato a un imprenditore, noto esclusivamente a livello locale, il diritto alla menzionata "deindicizzazione", in relazione ad un articolo pubblicato sul "web", ove era stato riportato il contenuto di intercettazioni telefoniche di terzi, che riferivano di una presunta vicinanza di tale imprenditore a clan mafiosi, non confermata dall'apertura di alcuna indagine nei confronti di quest'ultimo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31 Maggio 2021, n. 15160.


Personalità (diritti della) - Riservatezza - Immagine - Abuso - Divulgazione di immagine altrui - Assenza di consenso della persona ritratta - Illiceità - Condizioni - Finalità commerciale - Nozione - Fattispecie.
L'illecito utilizzo della immagine altrui, ai sensi dell'art. 10 c.c., si configura quando la sua divulgazione, in fotografia o in filmati pubblici, non trovi ragione in finalità di informazione, ma nello sfruttamento - in difetto di consenso dell'interessato - commerciale o pubblicitario, a tal fine richiedendosi che il personaggio appaia come involontario "testimonial" del prodotto reclamizzato o che, comunque, il pubblico lo associ ad esso, reputando che costui ne condivida la propaganda o la commercializzazione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione del giudice di merito, che aveva escluso l'utilizzo abusivo della immagine di una giornalista televisiva, della quale, per corroborare l'interesse dedicato da stampa e televisione al prodotto pubblicizzato, era stato trasmesso uno spezzone del telegiornale nazionale dalla medesima condotto, in cui ella riferiva la circostanza della avvenuta commercializzazione di quel prodotto - un dispositivo in grado di rivelare agli automobilisti la presenza di "autovelox" lungo la sede stradale - e i dubbi circa la conformità a legge dello stesso). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 27 Novembre 2015, n. 24221.


Diritto all’immagine – Sfruttamento dell’immagine di persona famosa senza il consenso dell’interessato – Lesione del diritto all’immagine – In assenza di esigenze di cronaca o pubblica informazione – Sussiste

Diritto d’autore – In caso di intervista a personaggio famoso – Spetta all’intervistatore
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Lo sfruttamento dell’immagine dell’attore, a fini di lucro e senza la sua autorizzazione, è violazione del diritto dell’immagine ai sensi dell’art. 10 c.c., nonché degli artt. 96 e 97 L 633/1941 (cfr. Cass n 21995/2008; Tribunale Roma 23 novembre 2007; Tribunale Torino 9 luglio 2008). Lo sfruttamento del ritratto altrui non è illecito, sebbene avvenga senza il consenso dell’interessato, quando si accompagni ad un’esigenza pubblica d’informazione e non a scopi esclusivi o prevalenti di lucro.
La notorietà del soggetto rappresentato non rende di per sé lecito lo sfruttamento dell’immagine altrui senza consenso, in assenza di esigenze di cronaca o di pubblica informazione. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)

La tutelabilità della forma esteriore di un’opera presuppone che essa possegga i caratteri di creatività ed originalità propri della disciplina del diritto d’autore, ancorché l’atto creativo sia minimo ma comunque suscettibile di manifestazione del mondo esteriore (Cass. 20295/05).
Nel caso delle interviste a personaggi noti la creatività va ricercata nell’attività posta in essere dall’intervistatore, in quanto la connotazione di creatività che consente la tutela del diritto d’ autore deve essere individuata nell’elaborazione dei testi, nella conduzione finalizzata alla caratterizzazione della personalità dell’intervistato, nell’individuazione dei dati salienti ed "interessanti" di essa e non nel mero fatto narrativo registrato (nello stesso senso, Trib. Milano 23 ottobre 2014, Trib. Roma 11.12.2002 e Trib. Bologna 17.3.2011). Dunque la qualifica di autore spetta, di regola, all’intervistatore, ove l’intervista stessa soddisfi i presupposti di creatività richiesti per l’accesso alla tutela propria del diritto d’autore, salvo che si verifichino, in fatto, situazioni che comportino l’assoluta autonomia e creatività delle dichiarazioni dell’intervistato rispetto al contributo effettivo dell’intervistatore (Trib Milano 23 ottobre 2014). (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 16 Aprile 2015.


Identità personale – Tutela – Ipotesi identità personale defunto – Tutela in giudizio..
In materia di garanzia dell’identità personale, il travisamento di tale identità anche quando fosse riconoscibile da tutti con l’ordinaria diligenza lede detto “bene giuridico“ e nell’ipotesi in cui trattasi di identità personale di un defunto, anche da diversi anni, la stessa può essere tutelata in giudizio anche dai congiunti del medesimo indicati nell’art. 10 c.c.. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 09 Gennaio 2013.