Diritto Societario e Registro Imprese


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 7371 - pubb. 27/06/2012

Quando il transito del personale da una società all’altra non sostanzia uno storno dei dipendenti.

Tribunale Mantova, 21 Maggio 2012. Est. Laura De Simone.


Società – Concorrenza sleale – Diretta competizione – Dimensioni dell’impresa – Varietà dei prodotti – Irrilevanza.

Società – Concorrenza sleale – Storno dei dipendenti – Presupposti.

Società – Concorrenza sleale – Storno dei dipendenti – Figura non apicali – Insussistenza.

Società – Concorrenza sleale – Storno dipendenti – Animus nocendi – Insussistenza.



Nell’ipotesi in cui due o più società si pongano in diretta competizione nel mercato di settore, a nulla rilevano, ai fini della valutazione di un rapporto concorrenziale, né le maggiori dimensioni delle une rispetto alle altre, né la varietà dei prodotti offerti. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)

Non ricorre la violazione del precetto di cui all’art. 2598 c.c. nell’ipotesi in cui il transito di dipendenti da una società all’altra, per entità e qualità del personale interessato, non sia suffragato da adeguati riscontri circa l’idoneità di tale attività a danneggiare la struttura produttiva della impresa con la precisa intenzione di conseguire tale risultato. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)

Non realizza la condotta illecita dello storno dei dipendenti, di cui all’art. 2598 c.c., il transito da una società all’altra di dipendenti non inseriti tra le figure apicali nell’organigramma della società presuntivamente danneggiata, o per i quali non siano state provate in alcun modo mansioni particolari da ciascuno espletate. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)

Non può ritenersi intervenuto per animus nocendi il passaggio dei dipendenti da una società all’altra che, per il numero limitato dei soggetti coinvolti, i tempi in cui sia avvenuto e l’assenza di professionalità determinanti, sia tale da non aver consentito la riorganizzare la struttura presente nella società ricorrente, né di danneggiare quest’ultima. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)


Segnalazione dell'Avv. Paolo Baboni


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