Separazione e Divorzio


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 13356 - pubb. 16/09/2015

“Affidamento degli animali di compagnia”: istituto inesistente nell’Ordinamento

Tribunale Milano, 24 Febbraio 2015. Est. Buffone.


Animali di compagnia – Separazione dei partners (nel caso di specie: non uniti da matrimonio) – Relazione con gli animali – Regolamentazione giudiziale – Applicabilità dell’istituto dell’affidamento previsto per i figli – Esclusione



L’animale di compagnia va riconosciuto come “essere senziente” e deve anche riconoscersi un vero e proprio «diritto soggettivo all’animale di compagnia»; tuttavia, ciò non giustifica, fuori da una cornice disegnata dal Legislatore, l’istituzione di “diritti d’azione” inediti, non sorretti da una specifica previsione normativa. Inoltre, la premessa sopra ricordata (che esiste un diritto all’animale da compagnia) non rende per ciò solo possibile giungere, in diritto, ad equiparare i figli minori agli animali da compagnia posto che i primi solo (e non i secondi) sono persone fisiche sia nella trama codicistica di diritto interno che nella legislazione sovranazionale. Conseguentemente, non è ammissibile una domanda ex artt. 316 comma IV, 337-bis c.c. in assenza di figli. Il titolare del diritto soggettivo all’animale di compagnia non resta sfornito di protezione giuridica potendo attingere al bacino delle azioni previste a tutela della proprietà. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)


Segnalazione del Dott. Giuseppe Buffone


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