Diritto Civile


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 25381 - pubb. 01/06/2021

In caso di nullità delle cd. Fideiussioni ABI si può applicare il principio di cui all’art. 1419 c.c.?

Appello Roma, 24 Maggio 2021. Pres. Martinelli. Est. Mascolo.


Fideiussione ABI - Nullità - Conseguenze



E’ affetto da nullità l’intero contratto di fideiussione che contenga clausole che violano il divieto di intese anti-concorrenziali di cui all’art. 2 l. 287/1990, senza che si possa fare applicazione del principio di conservazione degli atti processuali di cui all’art.1419 c.c., in quanto la gravità delle violazioni - le quali incidono pesantemente sulla posizione del garante, aggravandola in modo significativo - alla luce dei superiori valori di solidarietà, muniti di rilevanza costituzionale (art. 2 Cost.) che permeano tutto l'impianto dei rapporti tra privati, dalla fase pre-negoziale (art. 1137 c.c.) a quella esecutiva (artt. 1175, 1375 c.c.), richiede che sia sanzionato l'intero agire dei responsabili di dette violazioni.

Nell'ottica di assicurare alla nullità la sua funzione sanzionatoria - nascente da comportamenti precontrattuali e contrattuali caratterizzati da contrarietà alla buona fede ed ai canoni minimi di solidarietà sociale - è infatti necessario ritenere che il contratto dl fideiussione sia affetto dalla più grave forma di patologia, senza consentire che, in nome del principio di conservazione degli atti giuridici, possano essere salvaguardate le restanti pattuizioni o, addirittura, che si dia vita ad un'operazione di sostituzione eteronoma di clausole ex articolo 1339 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)


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