CAPO II
Procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio
SEZIONE SECONDA
Liquidazione del patrimonio

Art. 14-quinquies

Decreto di apertura della liquidazione
TESTO A FRONTE

1. Il giudice, se la domanda soddisfa i requisiti di cui all'articolo 14-ter, verificata l'assenza di atti in frode ai creditori negli ultimi cinque anni, dichiara aperta la procedura di liquidazione. Si applica l'articolo 10, comma 6.

2. Con il decreto di cui al comma 1 il giudice:

a) ove non sia stato nominato ai sensi dell'articolo 13, comma 1, nomina un liquidatore, da individuarsi in un professionista inpossesso dei requisiti di cui all'articolo 28 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267; si applicano gli articoli 35, comma 4-bis, 35.1 e 35.2 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159;

b) dispone che, sino al momento in cui il provvedimento di omologazione diventa definitivo, non possono, sotto pena di nullita', essere iniziate o proseguite azioni cautelari o esecutive ne' acquistati diritti di prelazione sul patrimonio oggetto di liquidazione da parte dei creditori aventi titolo o causa anteriore;

c) stabilisce idonea forma di pubblicita' della domanda e del decreto, nonche', nel caso in cui il debitore svolga attivita' d'impresa, l'annotazione nel registro delle imprese;

d) ordina, quando il patrimonio comprende beni immobili o beni mobili registrati, la trascrizione del decreto, a cura del liquidatore;

e) ordina la consegna o il rilascio dei beni facenti parte del patrimonio di liquidazione, salvo che non ritenga, in presenza di gravi e specifiche ragioni, di autorizzare il debitore ad utilizzare alcuni di essi. Il provvedimento e' titolo esecutivo ed e' posto in esecuzione a cura del liquidatore;

f) fissa i limiti di cui all'articolo 14-ter, comma 5, lettera b).

3. Il decreto di cui al comma 2 deve intendersi equiparato all'atto di pignoramento.

4. La procedura rimane aperta sino alla completa esecuzione del programma di liquidazione e, in ogni caso, ai fini di cui all'articolo 14-undecies, per i quattro anni successivi al deposito della domanda.



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(1) Articolo introdotto dall'art. 18 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in legge dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221. La nuova disposizione si applica dal 18 gennaio 2013.
(2) L'art. 4 del D.lgs. 18 maggio 2018, n. 54, dopo le parole «regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;» ha agguinto le parole «si applicano gli articoli 35, comma 4-bis, 35.1 e 35.2 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159;». La modifica è entrata in vigore il 25 giugno 2018.

GIURISPRUDENZA

Sovraindebitamento - Liquidazione del Patrimonio - Assegnazione di somme liquide al debitore in mancanza di mezzi di sussistenza -  Applicazione analogica dell’art. 47 l. fall. - Esclusione.
L’art. 47 l. fall., alla stregua del quale “se al fallito vengono a mancare i mezzi di sussistenza, il giudice delegato, sentiti il curatore ed il comitato dei creditori, può concedergli un sussidio a titolo di alimenti per lui e per la famiglia”, non è applicabile analogicamente alla procedura di liquidazione del patrimonio ex lege 3/2012 sia perché, da un lato, il tenore letterale della norma fa riferimento a circostanze sopravvenute al fallimento sia perché, dall’altro, il tenore letterale dell’art. 14 quinquies co. 2 lett. e) l. 3/2012 è tale per cui l’utilizzo di beni di proprietà dell’istante deve intendersi temporaneo e non pregiudizievole per il conferimento nella procedura del bene oggetto di liquidazione.

(Fattispecie in cui, essendo privo di occupazione lavorativa ed ai fini del proprio sostentamento, il sovraindebitato richiedeva di poter beneficiare di somme derivanti dal ricavato dell’esecuzione immobiliare avente ad oggetto un proprio bene immobile, conclusa con il versamento del prezzo da parte dell’aggiudicatario intervenuto poco prima del deposito della domanda di liquidazione del patrimonio). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Tribunale Rimini, 18 Maggio 2020.


Composizione della crisi da sovraindebitamento – Liquidazione del patrimonio – Reclamo avverso il provvedimento di ammissione alla procedura – Legittimazione del creditore – Sussistenza.
La legittimazione a proporre reclamo avverso il decreto che dispone l’apertura della liquidazione dei beni quale strumento di composizione della crisi da sovraindebitamento, ai sensi del combinato disposto degli artt. 14 quinquies e 10 della legge n. 3/2012 e 739 c.p.c., deve riconoscersi in capo a ciascun creditore del soggetto che intenda avvalersi di siffatta procedura e ciò in quanto titolare di un interesse qualificato alla situazione che costituisce oggetto del provvedimento, subendone inevitabilmente gli effetti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 23 Gennaio 2020.


Composizione della crisi da sovraindebitamento – Liquidazione del patrimonio – Reclamo avverso il provvedimento di ammissione alla procedura – Intervento volontario del creditore – Inammissibilità.
L’intervento volontario, nella fase del reclamo proposto ai sensi del combinato disposto degli artt. 14 quinquies e 10 della legge n. 3/2012 e 739 c.p.c., in applicazione analogica del disposto di cui all’art. 344 c.p.c., deve ritenersi consentito solo a coloro che potrebbero proporre opposizione a norma dell’art. 404 c.p.c. e tali non possono considerarsi i creditori del soggetto ammesso alla procedura di liquidazione dei beni. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 23 Gennaio 2020.


Composizione della crisi da sovraindebitamento – Liquidazione del patrimonio – Fattibilità della proposta – Sindacato del giudice – Ammissibilità – Limiti.
Spetta al giudice, sia nella fase di apertura della liquidazione che in quella eventuale del reclamo, verificare se la proposta di liquidazione sia fattibile, tanto arguendosi dal disposto di cui agli artt. 14 ter co. 2 e dall’art. 9 co. 2 della legge n. 3/2012, essendo richiesto, come requisito di ammissibilità dell’istanza, che il proponente depositi una attestazione della fattibilità del piano rilasciata dall’O.C.C. sicché all’organo giudicante deve ritenersi consentito un sindacato in ordine a tale profilo, inteso non tanto come valutazione circa la convenienza economica della proposta bensì come verifica della sussistenza o meno di una manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati (nel caso di specie la inattuabilità della proposta di definizione  della crisi da indebitamento è stata dedotta in considerazione della ritenuta fondatezza dell’azione di risoluzione contrattuale in precedenza proposta da uno dei creditori e diretta a ottenere la restituzione di gran parte dei cespiti il ricavato della cui vendita, secondo la società proponente la liquidazione del patrimonio, avrebbe dovuto essere destinato al soddisfacimento dei creditori). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 23 Gennaio 2020.


Sovraindebitamento – Annotazione del decreto di apertura della liquidazione nel registro delle imprese – Socio accomandante di società in accomandita semplice – Esclusione.
Non va disposta l’annotazione nel registro delle imprese del decreto di apertura della liquidazione previsto dall’art. 14 quinquies della legge n. 3/2012 nel caso in cui il debitore interessato sia accomandante di società in accomandita semplice atteso che tale soggetto, per definizione normativa, non svolge attività di impresa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 24 Settembre 2019.


Sovraindebitamento – Liquidazione del patrimonio – Esercizio provvisorio – Ammissibilità.
Nell’ambito del procedimento per liquidazione del patrimonio deve ritenersi consentito, ai sensi dell’art. 14 quinquies lett. e) l. n. 2/2012, l’esercizio provvisorio dell’impresa allorquando dalla sua interruzione possa derivare un danno grave ed esclusivamente con riferimento alla prosecuzione dell’ordinaria attività in essere, con divieto di intraprendere nuovi affari e/o operazioni. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 17 Settembre 2019.


Sovraindebitamento – Liquidazione dei beni ex art. 14ter e ss. legge 3/2012 – Assenza di beni immobili e mobili registrati – Ammissibilità.
E’ ammissibile l’apertura di una procedura di liquidazione dei beni del debitore sovraindebitato ai sensi degli artt. 14ter e ss., l.3/2012 anche allorquando nel patrimonio non sussistano beni immobili o mobili registrati, sussistendo l’utilità della procedura in relazione ai redditi futuri ed ai crediti, per la cui gestione si giustifica l’attività del liquidatore. (Paolo Porcari) (riproduzione riservata) Tribunale Matera, 24 Luglio 2019.


Sovraindebitamento - Atto in frode - Caratteristiche.
L’atto in frode, ex art. 14 quinquies, l. 3/2012, va interpretato quale atto non meramente pregiudizievole delle ragioni creditorie, come tale soggetto a revocatoria ordinaria, ma specialmente caratterizzato da un particolare coefficiente soggettivo di dolosa ed artificiosa preordinazione, in presenza del quale il debitore non sarebbe “meritevole” della concessione di un “beneficio”, quale quello dell’accesso alla procedura di sovraindebitamento e del conseguenziale effetto esdebitativo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 23 Aprile 2019.


Sovraindebitamento – Ricorso ex 14-ter l.3/2012 – Rigetto – Reclamo – Inammissibilità.
E’ inammissibile il reclamo avverso il provvedimento che dichiara inammissibile il ricorso alla procedura per mancanza dei presupposti di cui all’art. 14-ter l.3/2012, in quanto afferma la inidoneità a tradursi, per via giudiziale, nella validazione del progetto di ristrutturazione del passivo proposto nel ricorso e che, come tale, riflette una situazione soggetta a mutamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 19 Aprile 2019.


Sovraindebitamento — Liquidazione del patrimonio — Cessione del quinto dello stipendio.
Nella procedura di liquidazione del patrimonio, ove, trattandosi di procedura concorsuale, vige il principio della par condicio creditorum, il cessionario del quinto dello stipendio subisce la falcidia del proprio credito al pari di ogni altro creditore chirografario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 15 Marzo 2019.


Sovraindebitamento – Liquidazione del patrimonio – Apertura procedura anche in assenza di beni mobili o immobili da liquidare – Crediti futuri derivanti da stipendio compresi tra i beni liquidabili – Rilevanza della finanza esterna.
Il debitore pur in assenza di beni mobili registrati o immobili da liquidare può essere ammesso alla procedura di sovraindebitamento, anche se vi siano solo crediti futuri derivanti dal rapporto di lavoro e di finanza fornita da soggetti esterni alla procedura di sovraindebitamento.

L’istituto della liquidazione è strutturato secondo lo schema del fallimento, posto che la dichiarazione di fallimento non è preclusa dall’assenza di beni in capo al fallito, per analogia si deve ritenere che la liquidazione del patrimonio non possa ritenersi preclusa in capo al sovraindebitato privo di beni mobili o immobili.

Infatti, l’art. 14-ter della L. 3/2012 indica espressamente i beni esclusi dalla liquidazione senza menzionare lo stipendio del debitore; inoltre, ai sensi dell’art. 14-quinques lettera d) della medesima Legge, il giudice ordina la trascrizione del decreto di apertura della liquidazione dei beni, solo ove tale procedura contempli la liquidazione di beni immobili o mobili registrati, così implicitamente sottintendendo che laddove il patrimonio non contempli tali beni la procedura è ammissibile e non si deve procedere ad alcuna trascrizione.

Infine, si rileva come l’art. 14-quater della L. 3/2012 preveda la possibilità di conversione della procedura di sovraindebitamento, nell'ipotesi di annullamento dell'accordo o di cessazione degli effetti dell'omologazione del piano del consumatore, in quella di liquidazione del patrimonio.  Poiché nelle procedure alternative alla liquidazione è possibile la cessione di parte dello stipendio, né discende, per analogia, che debba ritenersi ammissibile anche l’accesso diretto alla liquidazione con messa a disposizione a favore dei creditori di parte dei crediti futuri derivanti dallo stipendio. (Matteo Marini) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 21 Dicembre 2018.


Sovraindebitamento – Liquidazione del Patrimonio – Impiego di quota del TFR per soddisfare i creditori – Decreto ex art. 14 quinquies L 3/12.
Il debitore, in ipotesi di liquidazione del proprio patrimonio, può impiegare anche la quota “riscattabile” del TFR per far fronte al soddisfacimento dei creditori, Equitalia inclusa. (Costanza Desiderio) (Andrea Stefani) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Aprile 2017.


Procedura di sovraindebitamento legge 3/2012 – Decreto di apertura della liquidazione art. 14quinquies – Istanza di improcedibilità esecuzione immobiliare pendente – Ammissibile.
Una volta decretata l’apertura della liquidazione dei beni nella procedura di sovraindebitamento ex. art. 14-quinquies l. 3/2012, il liquidatore giudiziario nominato ha facoltà di presentare istanza di improcedibilità della esecuzione immobiliare pendente.
Sebbene l’art. 14-quinquies citato disponga il divieto di inizio o prosecuzione di azioni esecutive “sino al momento in cui il provvedimento di omologazione diventa definitivo”, poichè non è previsto per la suddetta procedura un provvedimento di omologazione, l’istanza di improcedibilità deve essere accolta. (Giovanni Pieri) (riproduzione riservata)
Tribunale Livorno, 05 Gennaio 2017.


Sovraindebitamento - Socio illimitatamente responsabile di società di persone - Ammissione.
Il socio illimitatamente responsabile di società di persone non fallita può accedere alla procedura di sovraindebitamento (nel caso di specie liquidazione dei beni art. 14-ter L. 3/2012).

La fallibilità per estensione ex art. 147 l.f. non integra l’ipotesi preclusiva di accesso alla procedura di sovraindebitamento ex art. 7 L. 3/2012.

Nel caso di ipotesi di fallimento in estensione, l’attivo, nel frattempo conservato a tutela dei creditori, potrà essere acquisito dal curatore fallimentare. (Giovanni Pieri) (riproduzione riservata)
Tribunale Prato, 16 Novembre 2016.


Procedura di sovraindebitamento legge 3/2012 – Decreto di apertura della liquidazione art. 14-quinquies – Reclamo avverso decreto di apertura – Precedenti decreti di inammissibilità prima dell’apertura della liquidazione 14quinquies nel quinquennio – Rigetto

Procedura di sovraindebitamento legge 3/2012 – Decreto di apertura della liquidazione art. 14-quinquies – Reclamo avverso decreto di apertura – Atti in frode ai creditori compiuti anteriormente al quinquennio i cui effetti sono stati sciolti nel quinquennio – Rigetto

Procedura di sovraindebitamento legge 3/2012 – Decreto di apertura della liquidazione art. 14-quinquies – Reclamo avverso decreto di apertura – Trasferimento fittizio di residenza – Onere della prova in capo al reclamante
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Nel caso in cui il ricorrente la procedura di sovraindebitamento abbia già presentato, nel quinquennio, precedenti domande di ammissione, rese improcedibili, quindi senza che sia stata decretata l’apertura della procedura, la domanda può essere ripresentata ai sensi dell’art. 7 comma 2 lettera b) legge 3/2012, non avendo il ricorrente mai usufruito degli effetti della procedura nelle precedenti declaratorie di inammissibilità. (Cassazione 1896/2016) (Giovanni Pieri) (riproduzione riservata)

Con riferimento agli atti in frode ai creditori compiuti nel quinquennio, il computo deve essere fatto decorrere non già dalla cessazione degli effetti dell’atto ma dalla data del suo compimento. (nella specie: la costituzione di un fondo patrimoniale anteriore al quinquennio, sciolto in prossimità della presentazione della domanda, anche ai fini di agevolare la liquidazione dei beni art. 14ter). (Giovanni Pieri) (riproduzione riservata)

Nella procedura di sovraindebitamento non è riprodotta la norma di cui all’art. 9 comma 2 L.F. che rende irrilevante, ai fini della competenza, il trasferimento di sede avvenuto nell’anno anteriore al deposito dell’istanza. Non potendo trovare applicazione analogica l’art. 9 comma 2 L.F. il carattere fittizio del trasferimento di residenza del ricorrente deve essere provato dal reclamante. (Giovanni Pieri) (riproduzione riservata)
Tribunale Prato, 28 Settembre 2016.


Sovraindebitamento - Requisiti - Debitore che abbia fatto ricorso al procedimento nei cinque anni precedenti - Decreto di apertura - Necessità.
La disposizione contenuta nell’articolo 7, comma 2, lett. b) della legge n. 2/2012, la quale prevede che la proposta non sia ammissibile quando il debitore “ha fatto ricorso, nei precedenti cinque anni, ai procedimenti di cui al presente capo”, deve essere interpretata nel senso che il debitore deve avere comunque beneficiato degli effetti riconducibili alla procedura i quali non possono che prodursi con l’emissione del decreto di apertura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 28 Settembre 2016.


Sovraindebitamento - Requisiti - Assenza di atti in frode ai creditori negli ultimi cinque anni - Decorrenza del termine dal compimento degli atti in frode.
Il requisito di cui all’articolo 14-quinquies, comma 1, della legge n. 3/2012, relativo alla “assenza di atti in frode ai creditori negli ultimi cinque anni”, deve essere applicato con riferimento alla data di compimento dell’atto e già al perdurare dei suoi effetti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 28 Settembre 2016.


Sovraindebitamento - Sospensione dell’inizio e della prosecuzione delle procedure esecutive - Durata - Omologazione - Esclusione.
Nell’ambito della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, la sospensione dell’inizio e della prosecuzione delle procedure esecutive deve essere disposta non fino alla omologazione (come prevede l’articolo 14-quinquies l. n. 3/2012) bensì fino all’emanazione del provvedimento di chiusura della procedura e ciò in quanto il provvedimento di omologazione non è previsto per la procedura di liquidazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 07 Luglio 2016.


Espropriazione forzata - Estinzione o improcedibilità - Intangibilità dell’assegnazione e dell’aggiudicazione - Composizione della crisi da sovraindebitamento.
La disposizione di cui all’articolo 187-bis disp. att. c.p.c. (che prevede l’intangibilità nei confronti dei terzi aggiudicatari o assegnatari degli effetti dell’aggiudicazione o dell’assegnazione per il caso di estinzione o di chiusura anticipata del processo esecutivo) è applicabile anche alle ipotesi di improcedibilità dell’esecuzione individuale derivante dalla instaurazione della procedura di sovraindebitamento ex art. 10 l. n. 3/2012 ed altresì al caso di sopravvenuto sequestro preventivo come misura di prevenzione di cui all’articolo 55 del TU antimafia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 06 Luglio 2016.


Sovraindebitamento – Liquidazione beni – Atti di frode – Condanna per bancarotta non definitiva meritevolezza – Reclamo del provvedimento di inammissibilità del ricorso al procedimento di liquidazione dei beni.
Costituisce atto di frode che impedisce l’accesso alla procedura di liquidazione dei beni una condanna per bancarotta del sovraindebitato ancorché essa non sia ancora passata in giudicato. (Fabio Cesare) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 04 Maggio 2016.


Sovraindebitamento e improcedibilità dell'esecuzione immobiliare pendente.
Una volta decretata l’apertura della liquidazione dei beni nella procedura di sovraindebitamento ex. art. 14quinquies Legge 3/2012 il liquidatore giudiziario nominato ha facoltà di presentare istanza di improcedibilità della esecuzione immobiliare pendente. In tal caso, non essendo previsto nell’ambito della liquidazione dei beni l’istituto dell’omologazione (contrariamente alla procedura di accordo di composizione della crisi ex art. 10 e del piano del consumatore ex art. 12-bis, Legge 3/2012) l’esecuzione immobiliare pendente non può essere sospesa ex art. 623 codice procedura civile, ma deve essere dichiarata improcedibile. (Giovanni Pieri) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 12 Aprile 2016.


Sovraindebitamento - Apertura della liquidazione - Inibitoria delle azioni esecutive.
Decisione del Presidente della sezione fallimentare del Tribunale di Verona emessa il 9 giugno 2015 con cui è stato disposto il divieto di iniziare o di proseguire azioni esecutive o cautelari sino al momento in cui il provvedimento di omologazione sarà definitivo. (Vincenzo Massimiliano Di Fiore) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 09 Giugno 2015.