Codice di Procedura Civile


LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO III
Delle parti e dei difensori
CAPO I
Delle parti

Art. 78

Curatore speciale
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se manca la persona a cui spetta la rappresentanza o l'assistenza, e vi sono ragioni di urgenza, può essere nominato all'incapace, alla persona giuridica o all'associazione non riconosciuta un curatore speciale che li rappresenti o assista finché subentri colui al quale spetta la rappresentanza o l'assistenza.

II. Si procede altresì alla nomina di un curatore speciale al rappresentato, quando vi è conflitto d'interessi col rappresentante.

III. Il giudice provvede alla nomina del curatore speciale del minore, anche d'ufficio e a pena di nullita' degli atti del procedimento:

1) con riguardo ai casi in cui il pubblico ministero abbia chiesto la decadenza dalla responsabilita' genitoriale di entrambi i genitori, o in cui uno dei genitori abbia chiesto la decadenza dell'altro;

2) in caso di adozione di provvedimenti ai sensi dell'articolo 403 del codice civile o di affidamento del minore ai sensi degli articoli 2 e seguenti della legge 4 maggio 1983, n. 184;

3) nel caso in cui dai fatti emersi nel procedimento venga alla luce una situazione di pregiudizio per il minore tale da precluderne l'adeguata rappresentanza processuale da parte di entrambi i genitori;

4) quando ne faccia richiesta il minore che abbia compiuto quattordici anni. (1)

IV. In ogni caso il giudice puo' nominare un curatore speciale quando i genitori appaiono per gravi ragioni temporaneamente inadeguati a rappresentare gli interessi del minore; il provvedimento di nomina del curatore deve essere succintamente motivato. (1)


(1) Comma aggiunto dalla legge 26 novembre 2021 n. 206, art. 1, comma 27, con effetto dal 24 dicembre 2021. La modifica si applica ai procedimenti instaurati a decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge citata.

GIURISPRUDENZA

Fallimento – Curatore cessato – Compenso – Liquidazione – Contestazione – Curatore speciale.
Il compenso per lo svolgimento dell'incarico di curatore di fallimento, da liquidare in ogni caso al termine della procedura (salvo acconti), è unico anche nel caso in cui nello svolgimento di tale incarico si siano succeduti più professionisti, dovendo in tal caso il compenso a ognuno dovuto stabilirsi secondo criteri di proporzionalità.

Il professionista cessato dall'incarico di curatore che intenda contestare la liquidazione operata dal giudice delegato per la parte a lui spettante deve dunque impugnare il relativo provvedimento richiedendo la nomina di un curatore speciale ai sensi dell'art. 78 c.p.c., essendovi tra il cessato curatore e la procedura fallimentare una situazione di potenziale conflitto di interessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 03 Marzo 2022, n. 7070.


Società - Impugnazione delle deliberazioni assembleari - Conflitto d'interessi - Nomina di curatore speciale - Esclusione.
Non sussiste un conflitto immanente d'interessi, tale da condurre in ogni caso alla nomina di un curatore speciale ex art. 78 c.p.c., nei giudizi di impugnazione delle deliberazioni assembleari di società, in cui il legislatore prevede la legittimazione passiva esclusivamente in capo alla società, in persona di chi ne abbia la rappresentanza legale; né è fondata una valutazione di conflitto di interessi in capo all'amministratore, solo in quanto la deliberazione assembleare abbia ad oggetto profili di pertinenza dello stesso organo gestorio (come per l'approvazione del bilancio sociale d'esercizio che l'organo amministrativo abbia come per legge redatto, o per la deliberazione di determinazione dei compensi dell'organo gestorio ex art. 2389 c.c. o per la delibera di autorizzazione al compimento di un atto gestorio ex art. 2364 c.c., comma 1, n. 5, etc.), posto che ravvisarvi un'immanente situazione di conflitto di interessi indurrebbe alla nomina di un curatore speciale alla società in tutte o quasi tutte le cause di impugnazione delle deliberazioni assembleari o consiliari, con l'effetto discorsivo, non voluto dal legislatore processuale, per cui il socio impugnante tenterebbe sempre di ottenere, mediante il surrettizio ricorso al procedimento di nomina di un curatore speciale alla società ex art. 78 c.p.c., l'esautoramento dell'organo amministrativo dalla decisione delle strategie di tutela a nome della stessa.

La competenza alla nomina del curatore speciale di cui all'art. 78 c.p.c. in corso di causa pendente avviene incidentalmente, quale sub-procedimento, all'interno del giudizio stesso, con istanza da proporre allo stesso giudicante, il cui provvedimento, se si tratti di giudice delegato alla trattazione, è suscettibile di essere riconsiderato dal collegio del tribunale, in sede decisoria; nondimeno, è altresì ammissibile il reclamo immediato al collegio da parte degli interessati, quale specifico mezzo di impugnazione, al fine di instare per la revoca o modifica del decreto in questione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 07 Dicembre 2021, n. 38883.


Arbitrato - Curatore speciale - Nomina.
Se il potere di nomina del curatore speciale è rimesso al giudice della causa di merito pendente, deve ritenersi demandato agli arbitri, allorquando il giudizio già penda dinnanzi agli stessi. (1) (Marco Culmone) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 25 Ottobre 2021.


Azione sociale di responsabilità esercitata dai soci – Curatore speciale – Conflitto di interessi – Rappresentanza processuale.
Nel giudizio ex art. 2393-bis c.c. per far valere la responsabilità dell’amministratore unico, la società - chiamata in giudizio ai sensi del comma 3 della medesima disposizione - non può essere rappresentata da quest’ultimo, dovendo invece essere rappresentata da un curatore speciale ai sensi dell’art. 78, comma 2, c.p.c. (Domenico Iaconianni) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 23 Luglio 2021.


Tribunale delle Imprese – Denuncia ex art. 2409 c.c. – Intervento – Legittimazione del socio e dell’organo amministrativo.
A seguito della novella del 2003 la denuncia al tribunale ex art. 2409 c.c. dà vita ad un procedimento di volontaria giurisdizione non diretto a definire un contratto tra diritti soggettivi bensì a tutelare l’interesse generale della società mediante l’adozione di disposizioni finalizzate ad interrompere comportamenti di mala gestio dannosi o che potrebbero diventare tali se non interrotti sicché viene in rilievo esclusivamente la violazione di quei doveri idonei a compromettere il corretto esercizio dell’attività di gestione dell’impresa ed a determinare un pericolo di danno per la società o per le controllate, con esclusione di qualsiasi rilevanza, invece, dei doveri gravanti sugli amministratori per finalità organizzative, per il corretto esercizio della vita della compagine sociale e per l’esercizio dei diritti dei soci.

Attesa la natura del procedimento ex art. 2409 c.c. i membri dell’organo amministrativo sostituiti dal curatore speciale ex art. 78 c.p.c. non sono legittimati a partecipare al giudizio in quanto privi di un interesse giuridico qualificato a difendersi, venendo in rilievo tale interesse solo nel successivo eventuale giudizio di responsabilità, mentre, per contro, sono sicuramente legittimati ad intervenire nel processo i soci, anche se non titolari di una partecipazione qualificata ai fini della proposizione della denuncia, sia che vogliano aderire al ricorso ovvero ne chiedano il rigetto. (Stefano Vitale) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 09 Febbraio 2021.


Curatore speciale – Ausiliario del giudice – Esclusione – Soggetto tenuto al pagamento del compenso – Determinazione – Competenza.
Il curatore speciale, nominato ai sensi degli artt. 78 e segg. c.p.c., assume la veste di mandatario di coloro nel cui interesse è nominato e non quella di ausiliario del giudice, con la conseguenza che, una volta espletato l’incarico, detto curatore deve richiedere il pagamento del compenso all’ente (società, condominio, ecc.) nel cui interesse è nominato.

L’eventuale controversia relativa alla determinazione del compenso ed al rimborso delle spese del curatore speciale rientra, a seconda del valore, nella competenza del giudice di pace o del tribunale, senza che possa stabilirsi alcun criterio di collegamento con l’ufficio che lo ha nominato, non potendo trovare applicazione l’art. 52 disp. att. c.p.c., secondo cui il compenso degli ausiliari del giudice è liquidato dal giudice che li ha nominati, considerato che il curatore speciale non riveste tale qualità, in quanto dura nell’incarico fino al suo espletamento ovvero fino a quando non venga sostituito e non deve rendere conto del proprio operato al giudice che lo ha nominato, bensì all’ente nel cui interesse è nominato, in virtù del rapporto di rappresentanza costituito ex lege. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 05 Febbraio 2021.


Fallimento – Mandato difensivo – Giudizio di cassazione – Ultrattività – Eslcusione.
In caso di fallimento del mandante, il mandato difensionale conferito con la procura ad litem, in considerazione delle sue peculiari caratteristiche, non è soggetto alla disciplina del mandato in generale di cui all'art. 78, comma 2, legge fall.; infatti, per effetto della dichiarazione di fallimento, il mandato difensionale prestato nelle controversie non aventi natura personale per il fallito non entra né in una fase di sospensione, in attesa che il curatore eserciti la facoltà di cui all'art. 72 legge fall., né è caratterizzato dall'ultrattività, ma si scioglie immediatamente.

L'ultrattività del mandato - intendendosi per tale la possibilità del difensore di continuare a compiere gli atti processuali in nome e per conto del cliente, che trova la propria fonte nel potere discrezionale del professionista di dichiarare o meno (in quella fase del giudizio) la causa interruttiva - non ha luogo in caso di dichiarazione di fallimento atteso che, proprio perché l'interruzione del giudizio di merito è automatica e deve essere dichiarata dal giudice non appena sia venuto a conoscenza dell'evento, la stessa è sottratta all'ordinario regime dettato in materia dall'art. 300 cod. proc. civ..

Né può invocarsi il principio di ultrattività del mandato in ipotesi di dichiarazione di fallimento intervenuta nel corso di un giudizio di cassazione solo perché l'apertura del fallimento non comporta l'interruzione del giudizio di legittimità, fondandosi la mancata interruzione di tale giudizio esclusivamente sull'impulso d'ufficio che lo caratterizza.

La mancata interruzione del giudizio di legittimità a seguito del verificarsi di uno degli eventi di cui agli artt. 299 e ss. cod. proc. civ. o dell'art. 43 legge fall, non dipende affatto dalla ultrattività del mandato difensivo - che è invece venuto inesorabilmente meno - ma dall'impulso d'ufficio di tale giudizio, la cui struttura impone a ciascuna parte (privata della assistenza tecnica) un particolare onere di attenzione, gli effetti della cui inosservanza ricadono sulla stessa parte.

Ne consegue che, a seguito della dichiarazione di fallimento intervenuta nel giudizio di legittimità, il legale cui era stato precedentemente conferito mandato ad litem, proprio perché (nelle controversie non aventi natura personale del fallito) è definitivamente venuto meno il rapporto professionale che lo legava alla parte assistita, non ha più alcun titolo per proseguire la propria attività difensiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 24 Febbraio 2020, n. 4795.


Azione di riconoscimento del figlio minore – Nomina del curatore speciale – Obbligatorietà – Esclusione – Condizioni.
Nel procedimento disciplinato dall'art. 250 c.c., come novellato dall'art. 1 della l. n. 219 del 2012, teso al riconoscimento del figlio che non abbia compiuto i quattordici anni, quest'ultimo non assume la qualità di parte, per cui la nomina di un curatore speciale è necessaria solo ove il giudice lo ritenga opportuno in considerazione del profilarsi, in concreto, di una situazione di conflitto di interessi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Gennaio 2020, n. 275.


Giudizio di adottabilità - Qualità di parte necessaria del minore - Mancata costituzione in giudizio - Nomina di un difensore d’ufficio - Necessità - Difetto - Conseguenza - Nullità degli atti del giudizio - Rinvio della causa al primo grado - Esclusione - Fondamento.
Il procedimento volto all'accertamento dello stato di adottabilità deve svolgersi fin dalla sua apertura, ai sensi degli artt. 8, ultimo comma, e 10, comma 2, della legge n. 184 del 1983, con l'assistenza legale del minore, il quale ne è parte, e, in mancanza di una disposizione specifica, sta in giudizio a mezzo di un rappresentante legale ovvero, se sussista conflitto di interessi, di un curatore speciale, soggetti cui compete la nomina del difensore tecnico; ne consegue, in caso di omessa nomina cui non segua la designazione di un difensore d'ufficio, la nullità del procedimento "de quo", non avendo potuto il minore esercitare il suo diritto al contraddittorio su tutti gli atti processuali che hanno costituito il presupposto per la decisione del giudice di merito. Ricorrendo tali circostanze, deve essere peraltro escluso il rinvio del giudizio in primo grado, giacché tale rimessione, comunque contraria alle esigenze di speditezza del procedimento diretto all'accertamento dello stato di adottabilità, risulta preclusa dalla natura tassativa delle ipotesi di cui agli art. 353 e 354 c.p.c., ed il giudice di appello deve pertanto procedere, a norma dell'art. 354, comma 4, c.p.c., alla rinnovazione degli atti del procedimento che risultano viziati a causa del loro compimento in assenza della costituzione, a mezzo difensore, del rappresentante legale o del curatore speciale del minore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Maggio 2019, n. 12020.


Tribunale delle Imprese – Domanda ex art. 700 c.p.c. per la revoca dell’amministratore – Mancata notifica del ricorso all’amministratore – Applicabilità dell’art. 102 c.p.c. – Inammissibilità.
Il ricorso ex art. 700 c.p.c. può essere proposto, oltre che in funzione dell’azione sociale di responsabilità, anche per la revoca dell’amministratore.
Nel primo caso rileverà, ai fini del fumus boni juris, la sussistenza di un probabile danno per la società e la violazione degli obblighi statutari e/o legali da parte dell’amministratore nonché, ai fini del periculum in mora, la possibile reiterazione di condotte pregiudizievoli nelle more dell’espletamento del giudizio di risarcimento danni; inoltre il provvedimento interinale, stante la sua natura conservativa, è destinato a perdere efficacia in caso di mancato avvio o di estinzione del giudizio a cognizione piena.
Se invece la domanda cautelare è proposta per la revoca dell’amministratore il fumus boni juris sarà ravvisabile in presenza di gravi irregolarità gestionali e il periculum in mora se la permanenza in carica dell’amministratore può creare pregiudizi alla società; il provvedimento di revoca, avendo natura anticipatoria, rimarrà fermo anche in caso di mancata instaurazione o di estinzione del giudizio di merito.
Il ricorso ex art. 700 c.p.c. per la revoca dell’amministratore di una s.r.l. notificato esclusivamente alla società è inammissibile per difetto di legittimazione passiva, non essendo applicabile l’art. 102 c.p.c. atteso che la società è litisconsorte necessario del socio ricorrente e non dell’amministratore revocando. Inoltre la mancata nomina di un curatore speciale per la società ex art. 78 c.p.c. determina la nullità del rapporto processuale rilevabile in ogni stato e grado del giudizio. (Stefano Vitale) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 23 Gennaio 2019.


Filiazione naturale - Riconoscimento - Figli premorti - Clausole limitatrici - Impugnazione (provvedimenti in pendenza del giudizio) - Condizioni - Azione ex art. 263 c.c. - Nomina di un curatore speciale diverso per ciascun minore - Insussistenza - Fondamento - Limiti.
In tema di impugnazione del riconoscimento del figlio per difetto di veridicità, qualora l'azione riguardi più minori, non è sempre necessario nominare curatori speciali diversi per ciascuno di essi; tale obbligo sussiste, infatti, nel solo caso in cui si verifichi tra i figli un conflitto di interessi, anche potenziale, ipotesi che non ricorre, tuttavia, per il solo fatto che i minori siano parti di un giudizio in posizioni processuali non contrapposte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Agosto 2018, n. 20940.


Società – Società per azioni – Azione di responsabilità esercita dai soci – Presidente del Collegio Sindacale – Funzione di curatore speciale ex lege

Società – Società per azioni – Azione di responsabilità esercita dai soci – Presidente del Collegio Sindacale – Funzione di curatore speciale ex lege – Esclusione della nomina di curatore speciale ex art. 78 c.p.c.
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Deve escludersi, alla stregua di un criterio interpretativo fondato su una presunzione di razionalità della legge, che l’art. 2393 bis, comma 3°, c.c.  persegua il mero scopo di dare notizia dell’azione di responsabilità all’organo di controllo; ciò in quanto la norma prevede non già la notifica dell’atto di citazione a tale organo in persona del suo presidente, bensì la notifica della citazione alla società “anche in persona del presidente del collegio sindacale”. Ciò da un lato significa che lo scopo della disposizione è quello di “raggiungere” la società, con l’atto destinato a renderla parte del giudizio, per una strada diversa, eventualmente alternativa, rispetto alla sua citazione in persona del legale rappresentante, dall’altro indubbiamente comporta l’attribuzione, alla persona fisica del presidente, di un potere di rappresentanza della società destinataria dell’atto, quanto meno nella fase della vocatio in ius. (Rolandino Guidotti) (Barbara Verri) (riproduzione riservata)

Lo scopo dell’art. 2393 bis, comma 3°, c.c. è quello di tutelare la società, nella fase di instaurazione del rapporto processuale, da possibili condotte per essa pregiudizievoli poste in essere dal legale rappresentante in conflitto di interessi cosicché, non può, in tale fase, trovare applicazione l’art.78 c.p.c., il quale ha un mero “carattere sussidiario”. (Rolandino Guidotti) (Barbara Verri) (riproduzione riservata)
Appello Genova, 14 Maggio 2018.


Società - Impugnazione del bilancio - Scelta del difensore - Stallo decisionale - Nomina di curatore speciale.
In una società il curatore speciale di cui all'art. 78 c.p.c. può essere nominato dal tribunale anche nel caso in cui il consiglio di amministrazione - dopo aver deliberato in merito all'opportunità di costituirsi nel procedimento di impugnazione del bilancio di esercizio proposto contro la società stessa - entri "in stallo decisionale" nella successiva delibera relativa alla scelta del nome del difensore. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 28 Dicembre 2017.


Procedimento ex art. 2409 c.c. - Conflitto di interessi tra gli amministratori e la società - Nomina di  curatore speciale ex art. 78 c.p.c..
Nel procedimento ex art. 2409 c.c. c’è conflitto di interessi tra gli amministratori (cui sono addebitate le gravi irregolarità denunciate dal socio) e la società per la quale va quindi nominato un curatore speciale ex art. 78 c.p.c.; la società è infatti il soggetto potenzialmente danneggiato dalle irregolarità compiute dagli amministratori stessi. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 28 Luglio 2017.


Arbitrato – Nomina di curatore speciale – Procedimento già instaurato – Inammissibilità

Arbitrato – Nomina di curatore speciale – Ammissibilità
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E’ inammissibile il ricorso rivolto a veder nominato un curatore speciale ex art. 78 c.p.c. per una società coinvolta in un procedimento arbitrale una volta che lo stesso sia stato instaurato. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata)

La tendenziale “fungibilità” fra lo strumento arbitrale e l’ordinario giudizio civile induce a riconoscere anche in capo agli arbitri la titolarità di nominare il curatore speciale di cui all’art. 78 c.p.c. nell’ambito del procedimento arbitrale una volta che lo stesso sia stato incardinato. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 13 Febbraio 2017.


Società - Nomina amministratori - Impugnazioen della delibera - Conflitto di interessi - Curatore speciale.
E' possibile che il conflitto di interessi di cui all'art. 78, comma 2°, c.p.c. si configuri anche in fattispecie diverse da quelle nelle quali il titolare degli interessi di cui si controverte riveste contemporaneamente la posizione contrapposta e formale di attore e convenuto.

Nell'ipotesi di legale rappresentante di una società che difenda in giudizio una deliberazione dell'assemblea contro un socio dissenziente che la ha impugnata, può verificarsi nella persona e nella volontà del rappresentante, quel conflitto di interessi che, ai sensi dell'art. 78, comma 2°, c.p.c. rende necessaria la sua sostituzione con un curatore speciale.

L'interesse della società non è quello di difendere sempre e comunque le proprie delibere, ma quello di adottare deliberazioni stabili e conformi alla legge e allo statuto.

L'interesse della società e quello di chi la amministra, sebbene entrambi espressione della maggioranza, possono, in concreto, divergere come nelle fattispecie in cui la delibera impugnata abbia ad oggetto l'invalidità della nomina degli amministratori (tra i quali c'è il soggetto che dovrebbe rappresentare la società stessa in giudizio).

Più in generale l'amministratore di una società di capitali non è legittimato a rappresentarla - trovandosi con essa in conflitto di interessi - nel giudizio relativo all'impugnazione di una delibera assembleare in cui gli sia riconosciuto un diritto nei confronti della società.

L'accertamento del conflitto di interesse di cui all'art. 78, comma 2°, c.p.c. deve essere compiuto in astratto "ex ante" e non in concreto "ex post".

Per la nomina del curatore speciale, è sufficiente che si configuri un conflitto anche solo potenziale. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata)
Tribunale Genova, 24 Novembre 2016.


Azione ex art. 263 c.c. nel testo risultante dal d.lgs. n. 154 del 2013 - Nomina di un curatore speciale in rappresentanza del minore - Necessità - Sussistenza - Fondamento - Inosservanza - Conseguenze.
In tema di impugnativa di riconoscimento di figlio nato fuori dal matrimonio, per difetto di veridicità, è necessaria, a pena di nullità del relativo procedimento per violazione del principio del contraddittorio, la nomina di un curatore speciale per il minore, legittimato passivo e litisconsorte necessario, dovendosi colmare la mancanza di una espressa previsione in tal senso dell'art. 263 c.c. (anche nella formulazione successiva al d.lgs. n. 154 del 2013) mediante una interpretazione costituzionalmente e convenzionalmente orientata in quanto la posizione del minore si pone, in via generale ed astratta, in potenziale conflitto di interessi con quella dell'altro genitore legittimato passivo, non potendo stabilirsi "ex ante" una coincidenza ed omogeneità d'interessi in ordine né alla conservazione dello "status", né alla scelta contrapposta, fondata sul "favor veritatis" e sulla conoscenza della propria identità e discendenza biologica. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Febbraio 2016, n. 1957.


Conflitto genitoriale – Scelta da porre in essere nell’interesse del minore – Questione che richiede un intervento immediato (nel caso di specie: intervento terapeutico) – Nomina di un curatore speciale con possibilità di adottare soluzione prima dell’udienza – Ammissibilità .
Il giudice, nel suo prudente apprezzamento e previa adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, può sempre procedere alla nomina di un curatore speciale in favore del fanciullo, avvalendosi della disposizione dettata dall'art. 78 c.p.c., che non ha carattere eccezionale, ma costituisce piuttosto un istituto che è espressione di un principio generale, destinato ad operare ogni qualvolta sia necessario nominare un rappresentante all'incapace; la nomina del curatore speciale prescinde da un’istanza di parte e può essere disposta d’ufficio dal giudice, In particolare, il curatore speciale può essere designato quando appaia necessario che sia una terza persona a rappresentare il minore. Il contenuto delle misure protettive del minore non deve essere stereotipato e automatico ma mirare, nel caso concreto, ad offrire una soluzione effettiva e celere del problema. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19 Giugno 2014.


Conflitto genitoriale – Interesse del minore – Conflitto con entrambe le figure genitoriali – Nomina di un curatore speciale ex officio al Minore – Sussiste.
Il giudice, nel suo prudente apprezzamento e previa adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, può sempre procedere alla nomina di un curatore speciale in favore del fanciullo, avvalendosi della disposizione dettata dall'art. 78 c.p.c., che non ha carattere eccezionale, ma costituisce piuttosto un istituto che è espressione di un principio generale, destinato ad operare ogni qualvolta sia necessario nominare un rappresentante all'incapace; la nomina del curatore speciale prescinde da un’istanza di parte e può essere disposta d’ufficio dal giudice, posto che l’art. 9 della Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei fanciulli, fatta a Strasburgo il 25 gennaio 1996, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 20 marzo 2003 n. 77, stabilisce che, nei procedimenti riguardanti un minore, l'autorità giudiziaria ha il potere di designare un rappresentante speciale che lo rappresenti in tali procedimenti motu proprio (Corte Cost. 83/2011). In particolare, il curatore speciale può essere designato quando appaia necessario che sia una terza persona a rappresentare il minore, per la temporanea inadeguatezza dei genitori a prendere di mira e salvaguardare l’interesse primario del figlio e per la situazione di insanabile contrasto tra gli stessi nella lettura della realtà dei fatti. In questo caso, sarà il curatore speciale ad assumere la rappresentanza del minore per tutti gli atti indicati dal giudice e, in particolare, avrà il compito di rappresentare il fanciullo anche nel processo pendente. Ove il curatore sia stato scelto in persona di un Avvocato, potrà essere questi a costituirsi direttamente in giudizio per il fanciullo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Maggio 2014.


Conflitto genitoriale – Decisione assunta nell’interesse della minore – Coinvolgimento della minore ed apprezzamenti di tipo giuridico – Nomina di un curatore speciale alla minore – Ammissibilità – Sussiste..
Il giudice, nel suo prudente apprezzamento e previa adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, può sempre procedere alla nomina di un curatore speciale in favore del fanciullo, avvalendosi della disposizione dettata dall'art. 78 cod. proc. civ., che non ha carattere eccezionale, ma costituisce piuttosto un istituto che è espressione di un principio generale, destinato ad operare ogni qualvolta sia necessario nominare un rappresentante all'incapace. La nomina de qua prescinde da una istanza di parte posto che l’art. 9 della Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei fanciulli, fatta a Strasburgo il 25 gennaio 1996, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 20 marzo 2003, n. 77 stabilisce che, nei procedimenti riguardanti un minore, l'autorità giudiziaria ha il potere di designare un rappresentante speciale che lo rappresenti in tali procedimenti motu proprio. Nemmeno può dubitarsi circa l’opportunità di adottare scelte giudiziale meglio modellate sull’esigenza di tutela del minore (secondo il dizionario internazionale: cd. accomodamenti procedurali). Come noto, la Corte EDU ha proprio condannato l’Italia, nella gestione dei conflitti genitoriali aventi ad oggetto minori, per la natura delle misure adottate, giudicate “stereotipate ed automatiche” (Corte Eur. Dir. Uomo, sez. II, sentenza 29 gennaio 2013, Affaire Lombardo c/ Italia; Corte Eur. Dir. Uomo, sent. 2 novembre 2010, affaire P. c/ Italia). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 12 Febbraio 2013.


Società a responsabilità limitata - Revoca dell'amministratore - Richiesta avanzata prima dell'esercizio dell'azione - Presupposti - Nomina di curatore speciale - Necessità .
Nel caso in cui al momento dell'esercizio dell'azione sociale di responsabilità, ovvero della richiesta di revoca dell'amministratore avanzata prima dell'esercizio dell'azione, la persona fisica che il socio assume abbia cagionato pregiudizio al patrimonio sociale per violazione dei doveri ad essa incombenti ex art. 2476, comma 1, c.c., sia ancora titolare (in base alla specifica regola statutaria) del potere di rappresentanza sostanziale della società (artt. 2475 e 2475-bis c.c.), da esercitarsi anche nel processo relativo a tali azioni (di merito e cautelare), è necessario, in funzione della valida instaurazione del rapporto processuale anche nei confronti della società (litisconsorte necessario), che prima dell'inizio del processo ovvero del procedimento relativo alle azioni stesse alla persona giuridica venga nominato curatore speciale ex art. 78, comma 2, c.p.c.: e ciò in ragione dell'evidente ed attuale conflitto di interessi fra rappresentante (l'amministratore che sia anche dotato del potere di rappresentanza della società) e rappresentato (la società). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 09 Novembre 2012.