Codice di Procedura Civile


LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO IV
Dell'espropriazione immobiliare
SEZIONE III
Della vendita e dell'assegnazione
PARAGRAFO 2
Vendita senza incanto

Art. 573

Gara tra gli offerenti
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se vi sono più offerte, il giudice dell'esecuzione invita in ogni caso (1) gli offerenti a una gara sull'offerta più alta.

II. Se sono state presentate istanze di assegnazione a norma dell'articolo 588 e il prezzo indicato nella migliore offerta o nell'offerta presentata per prima e' inferiore al valore dell'immobile stabilito nell'ordinanza di vendita, il giudice non fa luogo alla vendita e procede all'assegnazione. (2)

III. Ai fini dell'individuazione della migliore offerta, il giudice tiene conto dell'entita' del prezzo, delle cauzioni prestate, delle forme, dei modi e dei tempi del pagamento nonche' di ogni altro elemento utile indicato nell'offerta stessa. (3)

IV. Se il prezzo offerto all'esito della gara di cui al primo comma e' inferiore al valore dell'immobile stabilito nell'ordinanza di vendita, il giudice non fa luogo alla vendita quando sono state presentate istanze di assegnazione ai sensi dell'articolo 588. (4)



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(1) L'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132, ha inserito le parole: "in ogni caso".
(2) Comma sostituito dall'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 in sede di conversione dalla L. 6 agosto 2015 n. 132.
(3) Comma aggiunto dall'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132.
(4) Comma aggiunto dall'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 in sede di conversione dalla L. 6 agosto 2015 n. 132.
(*) Le modifiche di cui alle note 1 e 3 si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data del 27 giugno 2015 di entrata in vigore del citato decreto. Quando e' gia' stata disposta la vendita, la stessa ha comunque luogo con l'osservanza delle norme precedentemente in vigore e le disposizioni di cui al presente decreto si applicano quando il giudice o il professionista delegato dispone una nuova vendita.
(*) Le modifiche di cui alle note 2 e 4 si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data del 21 agosto 2015 di entrata in vigore della citata legge di conversione. Quando e' gia' stata disposta la vendita, la stessa ha comunque luogo con l'osservanza delle norme precedentemente in vigore e le disposizioni di cui al presente decreto si applicano quando il giudice o il professionista delegato dispone una nuova vendita.

GIURISPRUDENZA

Esecuzione forzata - Immobiliare - Vendita - Aumento del sesto - Offerte dopo l'incanto - Gara - Partecipazione - Mandatario con procura speciale - Esclusione.
In tema di espropriazione immobiliare, la gara contemplata dall'art. 584 c.p.c. (nel testo vigente "ratione temporis") per il caso in cui, dopo l'incanto, vi sia offerta di "aumento del sesto", è soggetta alle modalità fissate dagli artt. 571 e 573 c.p.c. per la vendita senza incanto. Ne consegue che la partecipazione alla gara stessa deve avvenire di persona ovvero a mezzo di procuratore legale, come previsto dal comma 1 del citato art. 571 c.p.c. a pena di invalidità, non potendosi ritenere consentita la partecipazione tramite mandatario munito di procura speciale, la quale è autorizzata dall'art. 579 c.p.c., in via d'eccezione alle comuni regole processuali, solo per la diversa ipotesi della vendita con incanto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 17 Dicembre 2021, n. 40633.


Espropriazione immobiliare - Vendita - Versamento del prezzo.
L’istanza di rateizzo del versamento del saldo prezzo ai sensi dell’art. 569, comma 3, ult. parte, c.p.c. va proposta all’atto della presentazione dell’offerta (essendo viceversa tardiva se formulata a seguito dell’aggiudicazione): militano in questo senso sia argomenti testuali, desumibili dagli artt. 571, 573 e 574 c.p.c., che sistematici, tenuto conto dell’esigenza di evitare una alterazione delle condizioni concorrenziali della gara tra gli offerenti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 06 Dicembre 2021.


Esecuzione immobiliare - Vendita senza incanto - Pluralità di offerenti - Possibilità di partecipare alla gara con rilancio tra gli offerenti tramite mandatario, non esercente la professione forense, munito di procura speciale - Esclusione - Partecipazione personale dell'offerente o tramite delega a procuratore esercente la professione forense - Necessità.
La differenza strutturale tra vendita senza incanto e vendita con incanto giustifica la diversa previsione, in tema di offerte di acquisto, dettata rispettivamente dall'art. 571 c.p.c. e 579 c.p.c..

Nella vendita senza incanto la gara al rialzo, regolata dall'art. 573 c.p.c., è consentita solo tra offerenti presenti personalmente o tramite procuratore esercente la professione forense, atteso che essa è limitata a coloro che hanno presentato l'offerta di acquisto nel rispetto di quanto disposto dall'art. 571 c.p.c.. (massima ufficiale)
Tribunale Mantova, 25 Novembre 2021.


Covid-19 - Sospensione dei termini processuali - Atti compiuti nel periodo di sospensione - Attività consentite - Limiti.
La sospensione dei termini ex art. 83 D.L. 18/20 ha avuto il limitato significato di “sterilizzare” la giuridica rilevanza dell’arco temporale compreso fra il 9 marzo e il 15 aprile 2020 (poi 11 maggio 2020), cioè di escludere ogni sua rilevanza nell’apprezzamento di atti il cui mancato compimento, in un determinato lasso temporale, comporti per tali soggetti conseguenze deteriori, le quali, con identità di ratio, devono essere evitate anche in capo ai gestori della pubblicità su siti internet e piattaforme per le vendite telematiche.

Nel periodo di sospensione, possono essere svolti gli ordinari compiti dell’esperto stimatore, del custode giudiziario, del professionista delegato, del gestore dei siti internet e del gestore della piattaforma per le vendite telematiche, purché nell’osservanza delle regole di prevenzione collettiva del distanziamento sociale, dell’uso di dispositivi di protezione e dell’evitare riunioni o assembramenti di persone.

In linea generale, l’art. 83 D.L. n. 18/2020 non pone alcun impedimento allo svolgimento delle operazioni di vendita nel periodo di sospensione straordinaria e, a maggior ragione, nel periodo c.d. “cuscinetto” (dal 16 aprile, poi 12 maggio, al 30 giugno 2020, poi 31 luglio), sia che alle stesse presieda il delegato, sia che il giudice dell’esecuzione abbia ritenuto necessario trattenerle innanzi a sé.


La deliberazione sull’offerta (art. 572 c.p.c.) e l’eventuale gara fra più offerenti (art. 573 c.p.c.) non danno luogo a una “udienza” in senso proprio e quindi non sono interessate dal differimento ex officio imposto dall’art. 83, co. 1, D.L. n. 18/2020.

L’attività del Delegato è retta dalla delega (lex specialis) fintanto che la stessa non è revocata o modificata, senza che le norme sopravvenute possano incidere direttamente sul compimento delle operazioni di vendita affidate al professionista (sul punto, v. Cass., n. 24570/2018, per cui le operazioni delegate sono insensibili allo jus superveniens). (Pierfrancesco Marasciulo) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 12 Giugno 2020.


Esecuzione forzata - Immobiliare - Vendita - Aumento del sesto - Offerte dopo l'incanto - Esecuzione forzata - Immobiliare - Vendita - Art. 584 cod. proc. civ., come sostituito dalla legge n. 80 del 2005 - Offerte dopo l'aumento - Facoltà del rincaro - Ulteriore fase del procedimento - Configurabilità - Conseguenze - Partecipazione di soggetti intervenuti all'incanto senza aver superato il prezzo di aggiudicazione provvisoria e di soggetti non intervenuti all'incanto - Ammissibilità - Fondamento.
Nell'esecuzione forzata per espropriazione immobiliare, la fase del rincaro, conseguente alla formulazione di offerte con "aumento del quinto", ai sensi dell'art. 584 cod. proc. civ., - alla luce della sua riscrittura (intervenuta ad opera della legge 14 maggio 2005, n. 80, applicabile, nella specie "ratione temporis") - rappresenta non già il proseguimento del precedente (e concluso) incanto, bensì un'ulteriore fase del procedimento, retta da regole proprie e da un diverso sistema di aggiudicazione, in cui deve nuovamente effettuarsi la verifica della legittimazione a partecipare alla gara, alla quale possono ammettersi anche i soggetti che, intervenuti all'incanto, non avevano superato il prezzo di aggiudicazione provvisoria, non potendosi desumere dal mancato rilancio in quella fase l'intenzione di non superare l'offerta di detto prezzo, né potendosi precludere una loro nuova e libera valutazione del proprio interesse, ingiustificatamente menomandosi, altrimenti, la paritaria e comune libertà di contrattazione. A maggior ragione, non possono essere esclusi dalla gara coloro che non abbiano partecipato al primo incanto per questo solo fatto, senza con ciò ledere gli interessi del debitore e dei suoi creditori nel processo di esecuzione. La nuova formulazione dell'articolo, infatti, non ha apportato alcuna modifica in ordine alla legittimazione alla partecipazione all'incanto, ribadendo la pubblicizzazione con le modalità di cui all'art. 570 cod. proc. civ. e, quindi, rivolta a tutti i possibili interessati. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Luglio 2011.


Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Procedimento relativo - Struttura - Art. 159 cod. proc. civ. - Applicabilità - Condizioni - Limiti.
Il procedimento di liquidazione delle attività fallimentari si presenta, analogamente al processo esecutivo, strutturato non già come una sequenza continua di atti ordinati ad un unico provvedimento finale - secondo lo schema proprio del processo di cognizione - bensì come una successione di subprocedimenti, cioè una serie autonoma di atti preordinati a distinti provvedimenti successivi. Tale autonomia di ciascuna fase rispetto a quella precedente comporta che le situazioni invalidanti, che si producano nella fase che è conclusa dalla ordinanza di autorizzazione della vendita, sono suscettibili di rilievo nel corso ulteriore del processo -mediante reclamo ex art. 26 L.F.- solo in quanto impediscano che il processo consegua il risultato che ne costituisce lo scopo, e cioè l'espropriazione del bene pignorato come mezzo per la soddisfazione dei creditori, mentre ogni altra situazione invalidante, di per sè non preclusiva del conseguimento dello scopo del processo, deve essere eccepita con una distinta impugnazione. Ne consegue che la suddivisione del procedimento esecutivo in fasi autonome strumentalmente propedeutiche a distinti provvedimenti successivi e la immediata impugnabilità dei singoli provvedimenti con i mezzi specifici e nei termini previsti dalla legge comportano una riduzione dell'operatività dell'art. 159 cod. proc. civ., in virtù del quale la nullità di un atto si estende agli atti successivi che ne siano indipendenti, ma tale norma opera altresì nell'ambito degli atti appartenenti a uno stesso subprocedimento, qual è quello della vendita, che si conclude con il trasferimento del bene espropriato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Agosto 2004, n. 16856.


Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Modalità - Offerte in aumento successive all'incanto ed all'aggiudicazione - Sospensione o revoca della vendita - Mancanza - Indizione, da parte del giudice delegato, di un nuovo incanto, in luogo della gara tra gli offerenti - Ulteriori offerte in aumento - Ammissibilità - Esclusione.
In tema di liquidazione dell'attivo fallimentare mediante vendita di immobili, nell'ipotesi in cui il giudice delegato, dopo l'espletamento dell'incanto e la conseguente aggiudicazione, disponga, sulla base di offerte in aumento - senza contemporaneamente provvedere a sospendere o revocare la disposta vendita - anziché la gara tra gli offerenti (artt. 573 e 584 cod. proc. civ., un nuovo incanto, non sono ammesse dopo l'espletamento di questo, con conseguente aggiudicazione, (ulteriori) offerte in aumento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Ottobre 1996, n. 9354.


Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Offerta di un terzo rimasto estraneo e conseguente sospensione della vendita - Condizioni.
Il terzo, il quale, rimasto estraneo al procedimento di vendita di immobile acquisito al fallimento (nella specie, senza incanto), si dichiari successivamente pronto ad offrire un prezzo superiore a quello in base al quale il bene stesso è stato aggiudicato, (ma non ancora trasferito), può conseguire la sospensione della vendita stessa, a norma dell'art. 108 terzo comma della legge fallimentare ed al fine di partecipare ad un'eventuale nuova gara, non in base al mero fatto della maggior entità della propria offerta, ne' in relazione alla denuncia di irregolarità della formazione del prezzo di aggiudicazione, ma solo quando detta offerta, valutata in relazione ad ogni altra circostanza, sia tale da evidenziare che l'indicato prezzo di aggiudicazione "sia notevolmente inferiore a quello giusto". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Luglio 1982, n. 4329.