Codice di Procedura Civile


LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO IV
Norme per le controversie in materia di lavoro
CAPO I
Delle controversie individuali di lavoro
SEZIONE II
Del procedimento
PARAGRAFO 2
Delle impugnazioni

Art. 433

Giudice d'appello
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. L'appello contro le sentenze pronunciate nei processi relativi alle controversie previste nell'articolo 409 deve essere proposto con ricorso davanti alla corte di appello territorialmente competente in funzione di giudice del lavoro.

II. Ove l'esecuzione sia iniziata, prima della notificazione della sentenza, l'appello può essere proposto con riserva dei motivi che dovranno essere presentati nel termine di cui all'articolo 434.


GIURISPRUDENZA

Mutamento del rito da ordinario a speciale in primo grado - Erronea introduzione dell'appello con il rito ordinario - Applicabilità dell'art. 436 c.p.c. - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
Nelle controversie in materia di locazione in cui sia stato disposto il mutamento del rito da ordinario a speciale in primo grado, qualora l'appello venga erroneamente proposto con atto di citazione, non trova applicazione l'art. 436 c.p.c., che impone la notificazione della memoria di costituzione contenente l'appello incidentale, dovendo l'appellato adeguarsi alle forme del rito ordinario prescelto dall'appellante. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza di appello che, in una causa locatizia trattata in primo grado secondo il rito speciale, aveva dichiarato inammissibile il gravame incidentale proposto con comparsa non notificata, ancorché il giudizio di appello fosse stato introdotto con citazione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 09 Marzo 2020, n. 6658.


Codice della strada - Mutamento del rito in appello - Omessa assegnazione termine per integrazione degli atti e notifica a contumace - Necessità - Esclusione - Fondamento.
Nel giudizio di opposizione a verbale di accertamento di violazioni di norme del codice della strada, instaurato successivamente all'entrata in vigore del d.lgs. n. 150 del 2011 e soggetto, perciò, ove non diversamente stabilito dal medesimo d.lgs., al rito del lavoro, il giudice dell'appello, allorché provveda al mutamento del rito, non è tenuto alla fissazione del termine perentorio ex art. 4 del d.lgs. citato per consentire l'eventuale integrazione degli atti introduttivi, né a fare notificare la relativa ordinanza alla parte contumace. A questa conclusione deve giungersi sia perché, ai sensi dell'art. 2 del menzionato d.lgs., trovano applicazione le disposizioni del codice di procedura civile concernenti la disciplina dell'appello ad eccezione, fra gli altri, dell'art. 439, che regola proprio il cambiamento del rito in appello, sia in quanto, in tale grado, sono già intervenute le decadenze a carico delle parti, costituite o contumaci, sicché non è ravvisabile la stessa "ratio" sottesa alle prescrizioni di cui all'art. 426 c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 29 Ottobre 2018, n. 27340.


Alimenti - Azione del figlio ex art. 702-bis c.p.c. - Scelta di iscrizione alla facoltà universitaria - Condizioni di reddito - Rilevanza.
La scelta di iscriversi ad una facoltà universitaria, terminati gli studi superiori, configura una scelta libera e volontaria (in luogo di quella lavorativa) non idonea a fondare la pretesa di pagamento di un assegno alimentare; se pur sia realizzazione di una legittima aspirazione, lo studente deve parametrarla alle proprie condizioni di reddito. Lo stesso vale per i costi di istruzione e dei libri stessi che non possono ricondursi alla categoria dei bisogni primari posti a carico dei congiunti. (Alessia Petra Beccuti) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 22 Dicembre 2015.