Codice Civile


LIBRO TERZO
Della proprietà
TITOLO I
Dei beni
CAPO I
Dei beni in generale
SEZIONE II
Dei beni immobili e mobili

Art. 817

Pertinenze
TESTO A FRONTE

I. Sono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un'altra cosa.

II. La destinazione può essere effettuata dal proprietario della cosa principale o da chi ha un diritto reale sulla medesima.


GIURISPRUDENZA

Cessazione del vincolo pertinenziale - Condizioni - Oggettiva venuta meno della destinazione funzionale tra cosa principale e cosa accessoria - Disposizione della pertinenza in via separata e con atto volontario.
Il vincolo pertinenziale tra la cosa accessoria e la cosa principale cessa quando viene oggettivamente meno la destinazione funzionale tra i due beni e quando l'avente diritto, con atto volontario, dispone separatamente della pertinenza, senza che, in tal caso, sia necessaria un'espressa e formale dichiarazione della volontà della nuova e diversa destinazione della cosa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 21 Luglio 2021, n. 20911.


Cortile condominiale - Trasformazione in area edificabile destinata alla realizzazione di autorimesse - Regime proprietario di tali autorimesse - Condominialità - Fattispecie.
I cortili (e, successivamente all'entrata in vigore della l. n. 220 del 2012, le aree destinate a parcheggio) rientrano, salvo una espressa riserva di proprietà nel titolo originario di costituzione del condominio, tra le parti comuni dell'edificio e la loro trasformazione in un'area edificabile destinata all'installazione, con stabili opere edilizie, di autorimesse a beneficio soltanto di alcuni condomini, sebbene possa incidere sulla regolamentazione del loro uso, non ne comporta, sotto il profilo dominicale, una sottrazione al regime della condominialità. (Nella specie, la S.C. ha evidenziato come la realizzazione delle autorimesse nel cortile condominiale, sia pure in base ad una concessione rilasciata su richiesta di alcuni condomini, ne aveva determinato, in assenza di accordo rivestente la forma scritta, l'acquisto, per accessione e "pro indiviso", in favore di tutti i condomini). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 14 Giugno 2019, n. 16070.


Pertinenze - Soggetto legittimato a destinare durevolmente una cosa al servizio di un'altra - Requisiti - Proprietario di entrambe le cose - Necessità - Difetto - Rapporto obbligatorio convenzionalmente stabilito tra i due proprietari - Necessità.
La costituzione del rapporto pertinenziale presuppone che il proprietario della cosa principale abbia anche la piena disponibilità della pertinenza; in difetto, la destinazione di una cosa al servizio di un'altra può avere luogo solo in forza di un rapporto obbligatorio convenzionalmente stabilito tra il proprietario della cosa principale e quello della cosa accessoria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 30 Ottobre 2018, n. 27636.


Condominio negli edifici – Proprietari di posti auto – Qualità di condomini – Sussistenza – Conseguenze – Presunzione di comproprietà delle parti comuni accessorie rispetto alle singole porzioni immobiliari.
La disciplina del condominio degli edifici è ravvisabile ogni qual volta sia accertato in fatto un rapporto di accessorietà necessaria che lega alcune parti comuni- quali quelle elencate in via esemplificativa dall'art. 1117 c.c.- ad unità o porzioni di proprietà individuale, delle quali le prime rendono possibile l'esistenza stessa o l'uso. Pertanto, anche i proprietari esclusivi di spazi destinati a posti auto compresi nel complesso condominiale possono dirsi condomini, e quindi presumersi comproprietari (nonché obbligati a concorrere alle relative spese, ex art. 1123 c.c.) di quelle parti comuni che, al momento della formazione del condominio, si trovino in rapporto di accessorietà, strutturale e funzionale, con detti spazi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 16 Gennaio 2018, n. 884.


Beni - Pertinenze, differenze dalle cose composte - Costituzione del vincolo - Tra immobile e immobile - Bene comune goduto in maniera più proficua ed intensa da parte di un condomino - Instaurazione di un rapporto di natura pertinenziale rispetto all'unità immobiliare di proprietà esclusiva - Esclusione - Proprietà condominiale - Sussistenza - Derogabilità - Condizioni

Interpretazione clausola regolamento condominiale c.d. contrattuale attributiva uso esclusivo di area comune ad uno o più comproprietari - Criteri - Rilevanza godimento di fatto del bene comune da parte del singolo comunista al fine di accertare instaurazione rapporto di natura pertinenziale in favore di unità immobiliare di sua proprietà esclusiva - Negazione.

Comunione dei diritti reali - Condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - Regolamento di condominio - Contrattuale
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Al fine di accertare se l'uso esclusivo di un'area esterna al fabbricato, altrimenti idonea a soddisfare le esigenze di accesso all'edificio di tutti i partecipanti, sia attribuito ad uno o più condomini, è irrilevante la circostanza che l'area stessa, per la conformazione dei luoghi, sia stata di fatto goduta più proficuamente e frequentemente dal condomino titolare della contigua unità immobiliare adibita ad attività commerciale, occorrendo all'uopo un titolo di fonte negoziale (ravvisabile nel regolamento condominiale c.d. contrattuale) che conferisca al bene natura pertinenziale e la cui interpretazione presuppone un apprezzamento di fatto rimesso al giudice di merito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 04 Settembre 2017, n. 20712.


Responsabilità patrimoniale - Cause di prelazione - Ipoteca - Aeromobile (su) - Costituzione del diritto - Estensione alle pertinenze - Parti di ricambio - Beni di magazzino e materiali di rotazione - Esclusione.
L'art. 1029 cod. nav., il quale estende l'oggetto dell'ipoteca di aeromobile alle pertinenze, identifica queste in termini non difformi dall'art. 817 cod. civ., sicché, al fine della sussistenza del vincolo pertinenziale, richiede un rapporto di strumentalità e complementarietà funzionale, di carattere attuale, non meramente potenziale o futuro. Pertanto, non possono essere incluse in detta ipoteca parti di ricambio e separabili, ovvero, in genere, beni di magazzino e materiali di rotazione, ove siano solo genericamente destinati agli aerei della "flotta", non vincolati da specifica destinazione al singolo aereo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Luglio 1989.


Cause di prelazione - Ipoteca - Oggetto dell'ipoteca - Ipoteca iscritta su stabilimento industriale - Estensione ai macchinari - Condizioni - Fallimento del debitore - Disintegrazione del complesso industriale - Conseguenze.
L'estensione dell'ipoteca iscritta su uno stabilimento industriale ai macchinari in esso impiegati non è riconducibile al disposto dell'art. 2810 n. 1 cod. civ. in tema di pertinenza, dato che detti macchinari, rientrando fra gli elementi del complesso aziendale, globalmente rivolti a realizzare la funzione produttiva, non sono qualificabili come meri accessori al servizio di beni immobili, ma va riconosciuta, ai sensi dell'art. 2811 cod. civ., solo se ed in quanto i macchinari medesimi si presentino incorporati all'immobile, per effetto di una connessione fisica idonea a dar luogo ad un bene complesso (e non quindi per mera adesione con mezzi aventi la sola funzione di ottenerne la stabilità necessaria all'uso). Ove sussista tale incorporazione, l'estensione dell'ipoteca non resta esclusa dalla circostanza che, sopravvenuto il fallimento del debitore, si abbia la disintegrazione del complesso aziendale, con la vendita dei singoli beni in sede concorsuale, poiché una tale successiva scorporazione non può travolgere "ex tunc" il già verificatosi ampliamento dell'oggetto dell'ipoteca in applicazione del citato art. 2811 cod. civ. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Gennaio 1985.