Codice Civile


LIBRO SECONDO
Delle successioni
TITOLO I
Disposizioni generali sulle successioni
CAPO X
Dei legittimari
SEZIONE II
Della reintegrazione della quota riservata ai legittimari

Art. 563

Azione contro gli aventi causa dai donatari soggetti a riduzione
TESTO A FRONTE

I. Se i donatari contro i quali è stata pronunziata la riduzione hanno alienato a terzi gli immobili donati e non sono trascorsi venti anni dalla trascrizione della donazione, il legittimario, premessa l'escussione dei beni del donatario, può chiedere ai successivi acquirenti, nel modo e nell'ordine in cui si potrebbe chiederla ai donatari medesimi, la restituzione degli immobili.

II. L'azione per ottenere la restituzione deve proporsi secondo l'ordine di data delle alienazioni, cominciando dall'ultima. Contro i terzi acquirenti può anche essere richiesta, entro il termine di cui al primo comma , la restituzione dei beni mobili, oggetto della donazione, salvi gli effetti del possesso di buona fede.

III. Il terzo acquirente può liberarsi dall'obbligo di restituire in natura le cose donate pagando l'equivalente in danaro.

IV. Salvo il disposto del numero 8) dell'articolo 2652, il decorso del termine di cui al primo comma e di quello di cui all'articolo 561, primo comma, è sospeso nei confronti del coniuge e dei parenti in linea retta del donante che abbiano notificato e trascritto, nei confronti del donatario e dei suoi aventi causa , un atto stragiudiziale di opposizione alla donazione. Il diritto dell'opponente è personale e rinunziabile. L'opposizione perde effetto se non è rinnovata prima che siano trascorsi venti anni dalla sua trascrizione.


GIURISPRUDENZA

Opposizione ex art. 617 c.p.c. – Trascrizione opposizione donazione ex art. 563 c.c. anteriore alla trascrizione pignoramento, ma successiva all’iscrizione ipotecaria – Legittimità ordine di annotazione dell’inefficacia della trascrizione opposizione donazione alla procedura esecutiva.
La trascrizione dell’opposizione alla donazione, quale atto stragiudiziale, è priva di quell’effetto prenotativo tipico della trascrizione della domanda giudiziale il cui scopo è solo quello di interrompere il termine di cui al primo comma dell’art. 563 c.c., non trattandosi di una formalità conseguente ad alcuna domanda o richiesta svolta dal coniuge o dai figli del donante.

La trascrizione dell’opposizione alla donazione ha, pertanto, un’efficacia inferiore rispetto alla trascrizione di una domanda giudiziale e, nonostante ciò, il giudice dell’esecuzione non ne può ordinare la cancellazione con il decreto di trasferimento al pari delle trascrizioni delle domande giudiziali.

Deve, dunque, ritenersi legittima l’ordinanza con la quale il Giudice dell’esecuzione ordina al Conservatore di annotare l’inefficacia della trascrizione dell’opposizione alla donazione nei confronti della procedura esecutiva in ipotesi in cui la suddetta trascrizione sia successiva all’iscrizione ipotecaria del creditore procedente ed anteriore alla trascrizione del pignoramento immobiliare da quest’ultimo promosso.

Ciò in quanto, in tale ipotesi, nulla impedisce alla Banca di dar corso all’espropriazione immobiliare né, in ipotesi in cui il donante sia ancora in vita, vi possono essere, a seguito di tale trascrizione, pronunce tali da poter pregiudicare il processo esecutivo considerato che la suddetta trascrizione ha solo l’effetto di interrompere un termine e non certo quello di determinare un effetto prenotativo dell’eventuale pronuncia, tipico delle domande giudiziali. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Udine, 30 Settembre 2020.


Trascrizione stragiudiziale opposizione alla donazione - Trascrizione con riserva - Reclamo.
L’impossibilità di trascrivere l’opposizione in presenza di un atto dispositivo che, sebbene stipulato in forza di un negozio nominalmente diverso, in realtà dissimuli una donazione, determina l’ingiusta conseguenza di veder sacrificate le aspettative dei prossimi congiunti del donante, i quali sarebbero di fatto privati del beneficio della sospensione di cui all’art. 563, comma 4, c.c. (Felice Cicconi) (Simone Gasparroni) (riproduzione riservata) Appello Roma, 13 Giugno 2017.


Scissione societaria - Responsabilità solidale nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto - Beneficio di previa escussione - Esclusione - Beneficium ordinis.
L'articolo 2506-quater, comma 3, c.c. (così come in precedenza l'articolo 2504-decies, comma 2), nella parte in cui prevede che, nel caso di scissione, "ciascuna società è solidalmente responsabile, nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto ad essa assegnato o rimasto, dei debiti della società scissa non soddisfatti dalla società cui fanno carico" non riconosce un beneficio di previa escussione, poiché, nei casi in cui è previsto, tale beneficio è sempre riferito al patrimonio (artt. 563, 1944, 2268, 2304 c.c.) o al debitore da sottoporre ad esecuzione forzata (artt. 2393-bis e 2868 c.c.), mentre la norma in esame presuppone solo che i crediti da far valere siano rimasti insoddisfatti; la disposizione prevede, dunque, solo un beneficium ordinis, il quale presuppone esclusivamente la costituzione in mora del debitore (Cass., sez. III, 4 giugno 2009, n. 12896). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 2016.


Scissione societaria - Responsabilità solidale nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto - Determinazione della misura della garanzia patrimoniale - Esclusione - Determinazione della misura del credito azionabile nei confronti delle società non beneficiarie della scissione - Responsabilità dell'intero debito della società cui il debito è trasferito o mantenuto - Responsabilità delle altre società nei limiti della quota di loro spettanza.
Il limite, previsto dall'articolo 2506-quater, comma 3, c.c. del "valore effettivo del patrimonio netto" assegnato o rimasto alla società escussa, definisce la misura del credito azionabile nei confronti delle società non beneficiarie della scissione e non la misura della garanzia patrimoniale prestata dal debitore; ne consegue che ciascuna delle società risultanti dalla scissione può essere chiamata a rispondere solidalmente del passivo consolidato, ma solo la società cui il debito è trasferito o mantenuto ne risponde per intero, mentre le altre società ne rispondono solo nei limiti della quota di loro spettanza su quanto al momento della scissione era effettivamente disponibile per il soddisfacimento dei creditori, per cui è effettivamente possibile affermare che la norma tende a mantenere integre le garanzie dei creditori sociali e non certo ad accrescerle. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 2016.


Scissione societaria - Responsabilità nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto - Responsabilità solidale - Sussistenza - Debitori solidali che rispondono in misura diversa della medesima prestazione.
Le limitazioni previste dall'articolo 2506-quater, comma 3, c.c., per il caso di scissione ossia quella del beneficium ordinis e quella del limite di responsabilità, non escludono la solidarietà tra tutti i debitori, perché, come precisa l'articolo 1293 c.c., "la solidarietà non è esclusa dal fatto che i singoli debitori siano tenuti ciascuno con modalità diverse" e perché lo stesso articolo 2504-decies c.c. prevede espressamente la solidarietà tra debitori che per definizione rispondono in misura diversa della medesima prestazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 2016.