LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO V
Della prescrizione e della decadenza
CAPO I
Della prescrizione
SEZIONE IV
Del termine della prescrizione
PARAGRAFO 3
Delle prescrizioni presuntive

Art. 2958

Corso della prescrizione
TESTO A FRONTE

I. La prescrizione decorre anche se vi è stata continuazione di somministrazioni o di prestazioni.


GIURISPRUDENZA

Vendita di prodotti sottoscosto – Atto di concorrenza sleale – Configurabilità – Condizioni.
La vendita sottoscosto o comunque a prezzi non immediatamente remunerativi, è contraria ai doveri di correttezza ex art. 2598, comma 1, n. 3), c.c. solo se si connota come "illecito antitrust", in quanto posta in essere da un'impresa in posizione dominante e praticata con finalità predatorie di soppressione della concorrenza, traducendosi così in un danno per i consumatori ed il mercato, realizzandosi in tale ipotesi l'illecito concorrenziale da "dumping" interno. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Febbraio 2020, n. 2980.


Concorrenza sleale – Vendita al dettaglio di un prodotto identico ad altro esistente sul mercato – Concorrenza tra distributore e produttore – Sussiste

Concorrenza sleale – Vendita al dettaglio di un prodotto identico ad altro esistente sul mercato – Differenze relative a parti funzionali – Idoneità ad escludere la confusione – Esclusione

Marchio – Di fatto – Riconoscimento e tutela – Presupposti – Riconoscibilità da parte degli utenti
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In materia di concorrenza sleale, sussiste il rapporto di concorrenza tra produttore e distributore, qualora si verta  e si tratti di prodotti pressoché identici e rivolti agli stessi consumatori. Ciò che rileva al fine della sussistenza della concorrenza sleale è il risultato ultimo dell’attività di entrambe le imprese, d’incidere sui bisogni della medesima categoria di consumatori. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)

L’illecito confusorio è un illecito di pericolo e ricorre quando il comportamento appare idoneo a determinare una possibilità di confusione nell’acquirente finale –al quale occorre riferire il giudizio.
Non sono idonee ad escludere la fattispecie di concorrenza sleale per imitazione servile eventuali difformità tra i prodotti in comparazione che siano relative a parti interne del prodotto o a parti funzionali, poiché l’imitazione confusoria, rilevante al fine della concorrenza sleale, cade solo su caratteristiche esteriori, dotate di efficacia individualizzante e quindi idonee a ricollegare il prodotto a una determinata impresa e non su quelle rese necessarie dalle caratteristiche funzionali del prodotto (Cass. 3967/2004; Cass. 29775/2008).
L’imitazione servile va riferita non alla riproduzione di qualsiasi forma del prodotto altrui, ma solo a quella che cade su caratteristiche esteriori idonee, in virtù della loro capacità distintiva, a ricollegare il prodotto ad una determinata impresa. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)

Per il riconoscimento del marchio di fatto, deve provarsi che una percentuale significativa di ambienti interessati riconosca il marchio e lo associ ai prodotti del richiedente la tutela.
La forma di un prodotto può costituire marchio solo se possa essere rappresentato graficamente e se sia adatto a distinguere il prodotto di un impresa da quello di altre imprese. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 17 Dicembre 2015.