Codice Civile


LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO V
Della prescrizione e della decadenza
CAPO I
Della prescrizione
SEZIONE IV
Del termine della prescrizione
PARAGRAFO 2
Delle prescrizioni brevi

Art. 2953

Effetti del giudicato sulle prescrizioni brevi
TESTO A FRONTE

I. I diritti per i quali la legge stabilisce una prescrizione più breve di dieci anni, quando riguardo ad essi è intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato, si prescrivono con il decorso di dieci anni.


GIURISPRUDENZA

Insinuazione al passivo - Credito tributario - Prescrizione maturata dopo la notificazione della cartella - Eccezione del curatore in sede di ammissione al passivo - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza - Fondamento.
L'eccezione di prescrizione del credito tributario maturata successivamente alla notifica della cartella di pagamento, sollevata dal curatore in sede di ammissione al passivo fallimentare, è devoluta alla cognizione del giudice ordinario e non già di quello tributario, segnando la notifica della cartella il consolidamento della pretesa fiscale e l'esaurimento del potere impositivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 20 Maggio 2021, n. 13767.


Cartelle esattoriali – Prescrizione prive di titolo esecutivo – Conversione del termine di prescrizione breve quinquennale – Esclusione.
La Corte d’appello di Torino, in un procedimento d’impugnazione, promosso dall’agente riscossore, in ordine alla sentenza del Tribunale di Verbania, sezione lavoro, inerente la questione principale della prescrizione quinquennale delle cartelle esattoriali prive di titolo esecutivo, accoglie l’orientamento espresso dalla sentenza n. 23397/16 le SS.UU. della Cassazione, confermando la pronuncia di primo grado.

La Corte Torinese chiarisce con le SSUU abbiano infatti escluso che la mancata opposizione, alle cartelle, produca l'effetto della c.d. "conversione" del termine di prescrizione breve quinquennale previsto dall’art. 3, co. 9, della L. n. 335/1995 nel termine decennale di prescrizione di cui al cit. art. 2953 c.c., il quale si applica con riguardo a tutti gli atti - comunque denominati - di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali ovvero di crediti relativi ad entrate dello Stato.

Con l’occasione, la Corte d’appello in questione, esclude altresì la rilevanza della facoltà di riaffido del ruolo da parte dell’ente impositore all’agente della riscossione, affermandone, in assonanza con la Cassazione, una valenza esclusivamente interna.

Precisa, infatti, che l'art. 1 comma 197 della legge n. 145/2018 contempla un termine di prescrizione decennale che è relativo al "riaffido" da parte dell'ente creditore all'agente per la riscossione dei crediti - già oggetto di dichiarazione di "saldo e stralcio" ai sensi del comma 184 e ss. dello stesso art. 1 - rispetto ai quali siano sorte irregolarità o falsità. Tale termine di prescrizione si riferisce ai rapporti interni tra ente creditore e agente della riscossione …. e non si confonde con quello quinquennale valevole nei confronti del soggetto passivo del debito contributivo e di cui si discute invece nel giudizio. (Daniele Folino) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 13 Aprile 2021.


Cumulabilità dell’azione di cui all’art. 24 D.L.vo 46/1999 e art. 615 CPC – Qualifica dell’azione di opposizione all’esecuzione successiva alla maturazione del termine di prescrizione quinquennale da parte del Giudice del merito – Prescrizione quinquennale dei crediti previdenziali – Sussistenza.
La domanda formulata dal ricorrente con cui viene contestata la maturazione del termine prescrizionale quinquennale successivamente alla notifica delle cartelle esattoriali e degli avvisi di addebito, deve essere qualificata come opposizione all’esecuzione pienamente ammissibile non essendo soggetta ad alcun termine decadenziale.

La definitività delle cartelle non opposte nei termini, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito contributivo senza determinare la cd. “conversione” del termine di prescrizione breve (nella specie quinquennale, secondo l’art. 3, commi 9 e 10 della L. 335 del 1995) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell’art. 2953 cod. civ., in quanto la cartella esattoriale, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato (Cfr. Cass. SS.UU. 23397/2016). (Diego Cuccù) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 20 Novembre 2020, n. 26507.


Accertamento del passivo - Somme iscritte a ruolo - Cartella di pagamento notificata dall'agente della riscossione alla società “in bonis” successivamente fallita - Novazione del credito - Insussistenza - Prescrizione decennale - Esclusione - Ragioni.
Ai fini dell'ammissione al passivo fallimentare di somme iscritte a ruolo, l'eventuale notifica della cartella di pagamento (ovvero di altro atto di riscossione coattiva) da parte dell'agente della riscossione nei confronti della società "in bonis" successivamente fallita, non produce effetto novativo della natura del credito, il quale resta assoggettato alla sua specifica disciplina anche in ordine al regime prescrizionale, sicché qualora sia prevista una prescrizione più breve di quella ordinaria, non si rende applicabile il termine decennale di cui all'art. 2953 c.c., salvo che in presenza di un accertamento divenuto definitivo per il passaggio in giudicato di una sentenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Novembre 2020, n. 25028.


Contributi previdenziali - Termine di prescrizione - Art. 3 l. 335/1995 - Quinquennale - Cartella di pagamento - Natura giuridica - Titolo esecutivo - Efficacia di giudicato - Art. 2953 c.c. - Effetti del giudicato sulle prescrizioni brevi - Inapplicabilità.
Il termine di prescrizione in materia di contributi previdenziali è quinquennale (art. 3 della legge n°335/95), non decennale (art. 2953 c.c.). L’ingiunzione avente ad oggetto contributi previdenziali, al pari dell’ingiunzione fiscale, è espressione del potere di auto accertamento e di autotutela della P.A. ed ha natura di atto amministrativo che cumula in sé le caratteristiche del titolo esecutivo e del precetto ma che è priva di attitudine ad acquistare efficacia di giudicato; pertanto la decorrenza del termine per l’opposizione alla cartella esattoriale, pur determinando la decadenza dall’impugnazione ( come appunto nella fattispecie), non produce effetti di ordine processuale ma solo l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito con la conseguente inapplicabilità dell’art. 2953 c.c. ai fini della prescrizione (v. sentenza della Corte di Cassazione n°12263 del 25-5-2007 in tema di ingiunzione fiscale; Cass. sez. un. 23397/2016; Cass. ordinanza 10337/2019).

[Sulla base dell’enunciato principio il Tribunale ha rigettato l’eccezione di prescrizione dell’Agente della Riscossione che intendeva attribuire alla cartella di pagamento per crediti contributivi, l’effetto di una sentenza di condanna passata in giudicato, con conseguente applicazione del più lungo termine prescrizionale di dieci anni ex art. 2953 c.c. ] (Francesco Milanese) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce, 20 Novembre 2019.


Contributi previdenziali – Prescrizione quinquennale.
In assenza di un titolo giudiziale definitivo, che accerti con valore di giudicato l’esistenza del credito contributivo e produca la rideterminazione in 10 anni della durata del termine prescrizionale ex art. 2953 c.c., continua a trovare applicazione, anche nei confronti del soggetto titolare del potere di riscossione, la speciale disciplina della prescrizione del credito prevista dall’art. 3 della Legge n. 335/95 e non ricorrono pertanto i presupposti per l’applicazione della regola generale sussidiaria di cui all’art. 2946 c.c. (Federico Ioncoli) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 02 Maggio 2019.


Assicurazione – Del danno da circolazione di veicoli – Risarcimento operato dall’assicuratore in via transattiva – Azione dell’assicuratore contro il responsabile – In via surrogatoria – Prescrizione decennale – In via di regresso – Prescrizione biennale.
Qualora l’assicuratore definisca transattivamente il giudizio instaurato dall’avente diritto al risarcimento, la sua azione contro il responsabile del sinistro, se si ritiene esercitata in surroga nei diritti dell’originario creditore è soggetta al medesimo periodo di prescrizione, ma l’atto introduttivo del giudizio non può operare con gli effetti permanenti di cui all’art.2945, 2° comma, c.c., perché la declaratoria di intervenuta cessazione della materia del contendere è equiparabile a quella di estinzione.
Se invece si ritiene che l’azione sia esercitata in via di regresso, il dies a quo della prescrizione va individuato nel giorno del pagamento in favore del danneggiato. Vertendosi in materia di danno da circolazione dei veicoli, si applica il termine biennale di prescrizione di cui all’art.2947 c.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 16 Giugno 2018.


Prescrizione del credito portato dalle cartelle esattoriali afferenti contributi previdenziali – Termine quinquennale dalla notificazione delle cartelle – Sussistenza – Disconoscimento esplicito e puntuale di conformità all’originale delle relate di notifica prodotte in copie fotostatica dall’agente della riscossione.
La definitività delle cartelle non opposte nei termini, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito contributivo senza determinare la cd. “conversione” del termine di prescrizione breve (nella specie quinquennale, secondo l’art. 3, commi 9 e 10 della L. 335 del 1995) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell’art. 2953 cod. civ., in quanto la cartella esattoriale, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato (Cfr. Cass. SS.UU. 23397/2016).
In assenza di esplicito disconoscimento agli originali delle relate di notifica prodotte in copia fotostatica dall’Agente della riscossione nel corso giudizio, le stesse, ai sensi dell’art. 2719 cod. civ. hanno il medesimo valore dell’originale e, dunque, costituiscono prova sufficiente dell’avvenuta notifica. (Diego Cuccù) (riproduzione riservata)
Appello Ancona, 12 Maggio 2018.


Cartella esattoriale – Prescrizione quinquennale del credito – Istanza di rateizzo – Atto di riconoscimento di debito – Esclusione.
In tema di prescrizione del credito tributario, la decorrenza rimane quella quinquennale per il tipo di tributo/contributo contenuto nella cartella di pagamento non opposta (Cass. SS.UU. 23397/2016), pertanto, la mancata opposizione delle cartelle di pagamento notificate nel termine di legge non determina la formazione del titolo esecutivo dalla validità decennale.

In tema di atti interruttivi, l’istanza di rateazione non costituisce atto di riconoscimento del debito, ben potendo il contribuente, proporre domanda di rateizzo del credito presso l’Ente di Riscossione ed nel contempo promuovere azione giudiziale ai fini dell’accertamento della prescrizione del credito (Cfr. Cass. Civ. Sez. Trib., 3347/2017). (Diego Cuccù) (riproduzione riservata)
Tribunale Fermo, 31 Luglio 2017.


Prescrizione quinquennale delle cartelle esattoriali contenenti sanzioni amministrative comminate a seguito di violazioni del codice della strada.
Si prescrive nel termine quinquennale la cartella esattoriale avente quale titolo violazioni al codice della strada ai sensi dell'art. 209 C.d.S. che decorre dal giorno in cui è stata commessa la violazione
La cartella esattoriale deve essere giuridicamente equiparata non già al decreto ingiuntivo, bensì al precetto. Deve, infatti, ritenersi che il diritto al pagamento delle sanzioni amministrative comminate a seguito di violazioni del codice della strada sia soggetto alla prescrizione quinquennale e che la cartella esattoriale sia equiparabile al precetto e non al decreto ingiuntivo: ne consegue che non può considerarsi applicabile l’articolo 2953 Cc per effetto della mancata opposizione alla cartella nei termini di legge, dovendo osservarsi che il termine di prescrizione entro il quale deve essere fatta valere l’obbligazione tributaria principale e quella accessoria relativa alle sanzioni non può che essere di tipo unitario e che, nel caso in cui il diritto divenga definitivo non in forza di una sentenza irrevocabile, si applica il termine di prescrizione breve previsto in base alla natura del credito”. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)
Giudice di Pace Milano, 14 Novembre 2016.


Cartella esattoriale - Notifica - Iscrizione di ipoteca - Prescrizione -  Termine quinquennale - Applicabilità - Non applicabilità art. 2953 c.c..
Il contribuente che ha ricevuto la notifica della cartella esattoriale avente ad oggetto contributi previdenziali, può subire l'iscrizione di una ipoteca entro il termine massimo di cinque anni, e l'ipoteca iscritta dopo questo termine è illegittima. L’azione esecutiva rivolta al recupero del credito previdenziale non tempestivamente opposto non è soggetta al termine decennale di prescrizione dell’actio iudicati di cui all’art. 2953 c.c., ma al termine proprio della riscossione dei contributi e quindi al termine quinquennale introdotto dalla legge n. 335/1995. La cartella esattoriale non opposta, infatti, non può assimilarsi ad un titolo giudiziale essendo, al contrario formata unilateralmente dallo stesso ente previdenziale, motivo per cui non può applicarsi al credito ivi contenuto la prescrizione decennale conseguente ad una sentenza di condanna passata in giudicato, ex cit. art. 2953 c.c. La perentorietà del termine fissato dall’art. 24, comma 5, del decreto legislativo n. 46/99, determina effetti analoghi al giudicato ma, in assenza di un’espressa previsione legislativa in tal senso, non possono ritenersi del tutto equiparabili al giudicato di formazione giudiziale. Solo l’accertamento giudiziale può determinare l’allungamento del periodo prescrizionale di un credito (in ipotesi più breve), e ciò, per effetto dell’intervento del sindacato del giudice che ha verificato la fondatezza della pretesa azionata Conseguentemente, la mera non opposizione della cartella di pagamento, non può determinare una modificazione del regime della prescrizione quinquennale dei crediti previdenziali. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 08 Marzo 2016.


Cartella esattoriale – Mancata opposizione – Efficacia di giudicato – Esclusione – Effetti sulle prescrizioni brevi – Applicazione dell’articolo 2953 c.c. – Esclusione.
La cartella di pagamento non opposta è soggetta al termine di prescrizione breve di cinque anni e non a quello decennale, perchè l'art. 2953 c.c. è applicabile soltanto quando il diritto di credito sia divenuto definitivo in forza di sentenza passata in giudicato.

L'art. 2953 c.c. è inapplicabile alla cartella di pagamento non potendosi equiparare quest'ultima alla sentenza.

Gli effetti dell'art. 2953 c.c. non possono e non devono mai essere applicati in via analogica, essendo norma speciale. (Ugo Leonetti) (riproduzione riservata)
Commissione tributaria provinciale Pavia, 30 Marzo 2015.


Cartella esattoriale – Mancata opposizione – Efficacia di giudicato – Esclusione – Effetti sulle prescrizioni brevi – Applicazione dell’articolo 2953 c.c. – Esclusione..
La cartella esattoriale può essere assimilata all’ingiunzione fiscale che, in quanto espressione del potere di accertamento e di autotutela della P.A., ha natura di atto amministrativo, il quale cumula in sé le caratteristiche del titolo esecutivo e del precetto ma è tuttavia priva dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato. La decorrenza del termine per l’opposizione, pur determinando la decadenza dall’impugnazione, non produce effetti di ordine processuale, con la conseguente inapplicabilità dell’art. 2953 c.c., il quale prescrive che “i diritti per i quali la legge stabilisce una prescrizione più breve di dieci anni, quando riguardo ad essi è intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato, si prescrivono con il decorso di dieci anni.” ai fini della prescrizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 10 Maggio 2013.