Codice Civile


LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO V
Della prescrizione e della decadenza
CAPO I
Della prescrizione
SEZIONE III
Dell'interruzione della prescrizione

Art. 2944

Interruzione per effetto di riconoscimento
TESTO A FRONTE

I. La prescrizione è interrotta dal riconoscimento del diritto da parte di colui contro il quale il diritto stesso può essere fatto valere.


GIURISPRUDENZA

Prescrizione civile - Interruzione - Atto di riconoscimento - Soggetto legittimato - Riconoscimento proveniente da un terzo - Idoneità ad interrompere la prescrizione - Condizioni.
Il riconoscimento del diritto, è idoneo ad interrompere la prescrizione, a norma dell'art. 2944 c.c., purché provenga da colui contro il quale il diritto stesso può essere fatto valere e che ne abbia poteri dispositivi, e non già da un terzo che non sia stato autorizzato dal primo a rendere tale riconoscimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 18 Dicembre 2020, n. 29101.


Rigetto Istanza di vendita imputabile al creditore procedente – Effetto interruttivo istantaneo della prescrizione – Ammissibilità

Mancata trascrizione dell’accettazione dell’eredità – Condotta ascrivibile al creditore procedente – Ammissibilità

Riconoscimento del debito – Proposta per comporre bonariamente la lite – Atto idoneo all’interruzione della prescrizione – Esclusione

Proposta transattiva proveniente da un solo coerede – Riparto dei debiti ereditari – Solidarietà – Esclusione
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Nel caso in cui l’istanza di vendita viene respinta per un comportamento ascrivibile al creditore procedente l’effetto interruttivo della prescrizione è istantaneo e non permanente.
E’ onere del creditore procedente, produrre il provvedimento con cui è stata respinta una precedente l’istanza di vendita, afferente ad una procedura che ha ad oggetto il medesimo immobile staggito in seno all’espropriazione, nella quale è stata sollevata l’eccezione di prescrizione.

E’ onere del creditore procedente, provvedere alla trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità, perché in mancanza la procedura esecutiva non può che arrestarsi.

Non costituisce atto idoneo all’interruzione della prescrizione, una proposta contenente delle trattative per comporre bonariamente una lite, quando dal tenore letterale delle espressioni utilizzate, non appaia una chiara volontà di riconoscere il debito.

La proposta transattiva proveniente da uno solo dei coeredi, genera un eventuale riconoscimento del debito solo nei confronti dell’autore della proposta, non estendendosi agli altri coeredi in virtù del disposto di cui all’art. 752 c.c., considerato che l’obbligazione degli eredi non è solidale ma parziaria. (Antonio De Piano) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 02 Luglio 2020.


Possesso - Effetti - Usucapione - Interruzione e sospensione - Consapevolezza del possessore della spettanza ad altri del diritto reale da lui esercitato - Insufficienza - Volontà "attributiva”.
Ai fini della configurabilità del riconoscimento del diritto del proprietario da parte del possessore, idoneo a interrompere il termine utile per il verificarsi dell'usucapione, ai sensi degli artt. 1165 e 2944 c.c., non è sufficiente un mero atto o fatto che evidenzi la consapevolezza del possessore circa la spettanza ad altri del diritto da lui esercitato come proprio, ma si richiede che il possessore, per il modo in cui questa conoscenza è rivelata o per fatti in cui essa è implicita, esprima la volontà non equivoca di attribuire il diritto reale al suo titolare. Costituendo la c.d. volontà "attributiva" del diritto un requisito normativo del riconoscimento, questa può normalmente desumersi dall'essere state intavolate trattative con i titolari del diritto di proprietà ai fini dell'acquisto in via derivativa, restando invece esclusa quando tali iniziative siano ispirate dalla diversa volontà di evitare lungaggini giudiziarie per l'accertamento dell'usucapione, ovvero di prevenire in via conciliativa la relativa lite. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 26 Ottobre 2018, n. 27170.


Cartella esattoriale – Prescrizione quinquennale del credito – Istanza di rateizzo – Atto di riconoscimento di debito – Esclusione.
In tema di prescrizione del credito tributario, la decorrenza rimane quella quinquennale per il tipo di tributo/contributo contenuto nella cartella di pagamento non opposta (Cass. SS.UU. 23397/2016), pertanto, la mancata opposizione delle cartelle di pagamento notificate nel termine di legge non determina la formazione del titolo esecutivo dalla validità decennale.

In tema di atti interruttivi, l’istanza di rateazione non costituisce atto di riconoscimento del debito, ben potendo il contribuente, proporre domanda di rateizzo del credito presso l’Ente di Riscossione ed nel contempo promuovere azione giudiziale ai fini dell’accertamento della prescrizione del credito (Cfr. Cass. Civ. Sez. Trib., 3347/2017). (Diego Cuccù) (riproduzione riservata)
Tribunale Fermo, 31 Luglio 2017.


Società di capitali – Annotazione di debito nel bilancio – Compenso per l’amministratore – Determinato mediante precedente delibera – Valore di riconoscimento di debito – Sussiste – Interruzione della prescrizione – Sussiste.
Il riconoscimento del diritto, al fine dell’interruzione della prescrizione, non ha natura negoziale, né carattere recettizio, ma richiede solo una manifestazione di consapevolezza dell’esistenza del debito, che può anche essere rivolta ad un terzo ovvero alla generalità. Pertanto costituisce atto idoneo ad interrompere la prescrizione l’annotazione di un debito nel bilancio di una società di capitali nel caso in cui tale annotazione sia accompagnata da tutti gli elementi specificativi dell’obbligazione quali entità, causale, soggetto creditore.
Ove il compenso dell’amministratore sia stato in precedenza determinato, l’approvazione del bilancio che contenga l’indicazione del debito relativo a quel compenso vale come riconoscimento di debito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 17 Ottobre 2016.


Società – Amministratore – Compenso – Indicazione nel bilancio – Riconoscimento di debito.
Seppure la mera approvazione del bilancio non possa costituire deliberazione di determinazione del compenso dell'amministratore, ben può avvenire che - ove il compenso sia stato già in precedenza determinato - l'approvazione del bilancio che contenga l'indicazione del debito relativo a quel compenso valga come riconoscimento di debito; e va da sé che tale distinzione appare razionalmente comprensibile se si pone mente al carattere negoziale della determinazione del compenso e, al contrario, al carattere non negoziale del riconoscimento di debito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 17 Ottobre 2016.


Proponibilità dell’eccezione di interruzione della prescrizione oltre i termini processuali previsti a pena di decadenza – Rilevabilità d’ufficio dell’interruzione della prescrizione se risultante agli atti di causa.
L'eccezione di interruzione della prescrizione integra un'eccezione in senso lato e non in senso stretto e, pertanto, può essere rilevata d'ufficio dal giudice sulla base di elementi probatori ritualmente acquisiti agli atti, dovendosi escludere, altresì, che la rilevabilità ad istanza di parte possa giustificarsi in ragione della (normale) rilevabilità soltanto ad istanza di parte dell'eccezione di prescrizione, giacché non ha fondamento di diritto positivo assimilare al regime di rilevazione di una eccezione in senso stretto quello di una contro-eccezione, qual è l'interruzione della prescrizione. (Paolo Martini) (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata) Appello Genova, 20 Aprile 2016.