LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO IV
Della tutela giurisdizionale dei diritti
CAPO II
Dell'esecuzione forzata
SEZIONE I
Dell'espropriazione
PARAGRAFO 3
Effetti della vendita forzata e dell'assegnazione

Art. 2919

Effetto traslativo della vendita forzata
TESTO A FRONTE

I. La vendita forzata trasferisce all'acquirente i diritti che sulla cosa spettavano a colui che ha subìto l'espropriazione, salvi gli effetti del possesso di buona fede. Non sono però opponibili all'acquirente diritti acquistati da terzi sulla cosa, se i diritti stessi non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori intervenuti nell'esecuzione.


GIURISPRUDENZA

Esecuzione immobiliare – Confisca del bene pignorato – Trascrizione della confisca – Diritti reali di garanzia iscritti anteriormente – Prevalenza della misura di sicurezza patrimoniale – Tutela del terzo – Incidente di esecuzione

Esecuzione immobiliare – Aggiudicazione del bene staggito – Confisca del bene pignorato – Inopponibilità del vincolo penale al terzo aggiudicatario in sede esecutiva
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È principio generale dell'ordinamento quello per cui gli effetti della confisca penale (di qualunque natura) prevalgono sui diritti dei terzi creditori del soggetto in danno del quale la confisca è operata, anche se si tratta di diritti reali di garanzia iscritti anteriormente; pertanto, la confisca penale intervenuta prima  del pignoramento prevale senz’altro su quest’ultimo, sul piano civile, indipendentemente dalla data della sua trascrizione, mentre la eventuale tutela dei diritti dei creditori pignoranti è possibile solo in sede penale. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

Il principio generale della prevalenza degli effetti della confisca penale sui diritti dei terzi creditori anche se garantiti da iscrizioni anteriori, opera ove il provvedimento ablativo (a prescindere dalla sua trascrizione) intervenga nel momento in cui il bene confiscato risulti ancora di proprietà del condannato e non nel caso in cui il medesimo bene,  in sede di esecuzione forzata, sia stato già oggetto di un provvedimento di aggiudicazione in favore di un terzo. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 30 Novembre 2018, n. 30990.


Espropriazione forzata - Opposizione all'esecuzione - Ordinanza di trasferimento con provvedimento di rilascio ex art. 560 c.p.c. da parte del terzo conduttore dei beni oggetto di esecuzione.
Il contratto di locazione ultranovennale, registrato e trascritto, prima del pignoramento, ma successivo all'iscrizione dell'ipoteca, sugli stessi beni oggetto di esecuzione, è opponibile al terzo aggiudicatario. (Domenico Di Stasi) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 14 Giugno 2018.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - In genere - Immobile abusivo - Nullità - Esclusione - Fondamento.
È valida la vendita di un immobile abusivo eseguita nell'ambito di una procedura esecutiva individuale oppure concorsuale, come il fallimento, non trovando per essa applicazione, a norma dell'art. 40, comma 5, della l. n. 47 del 1985, le nullità previste dal comma 2 dello stesso articolo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Ottobre 2015.


Procedure concorsuali - Natura coattiva o meno delle vendite - Distinzione - Criterio - Trasferimento del bene a prescindere dal consenso del proprietario

Procedure concorsuali - Vendite coattive - Norme applicabili

Procedure concorsuali - Vendite poste in essere dal curatore a prescindere dal procedimento disciplinato dal codice di procedura civile - Preferenza per la procedura di vendita snella

Procedure concorsuali - Valutazione di legittimità della procedura di vendita attuata con forme diverse da quelle del codice di procedura civile - Valutazione svincolata dal rispetto delle prescrizioni codicistiche - Principi cardine - Pubblicità e natura competitiva del procedimento

Procedure concorsuali - Vendite del curatore attuate con criteri diversi da quelli previsti dal codice di procedura civile - Proroga del termine per il versamento del prezzo - Ammissibilità
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Ciò che qualifica le vendite come coattive non è la riconducibilità del trasferimento ad un decreto del giudice dell'esecuzione o del giudice delegato al fallimento, bensì la circostanza che il trasferimento della proprietà del bene avvenga a prescindere dal consenso del soggetto titolare del diritto di proprietà. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La qualificazione della vendita come forzata (o coattiva) comporta esclusivamente l'applicazione ad essa della speciale disciplina prevista dagli articoli 2919 e seguenti c.c. e non la necessità di rispettare le norme di cui agli articoli 570 e seguenti c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'articolo 107 legge fall., ove autorizza il curatore a prescindere dalla procedura della vendita senza incanto, così come disciplinata dal codice di procedura civile, esprime la preferenza per una procedura di vendita maggiormente snella, la quale deve considerarsi la regola, rispetto all'opzione più formalistica che conduca alla necessaria applicazione dei principi codicistici che governano le vendite forzate. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La valutazione di legittimità della procedura di vendita attuata con forme negoziali alternative a quelle previste dal codice di procedura civile, consentita dalla previsione dell'articolo 107 legge fall., è svincolata dal rigido rispetto delle prescrizioni codicistiche ed è ancorata esclusivamente al rispetto dei due principi che governano la liquidazione dell'attivo fallimentare qualora le vendite siano eseguite dal curatore con forme negoziali: l'idoneità della pubblicità che deve precedere la vendita e la natura competitiva del procedimento utilizzato per l'individuazione del soggetto acquirente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il fatto che le vendite siano poste in essere dal curatore ai sensi dell'articolo 107 legge fall., al di fuori delle rigide prescrizioni procedimentali dettate dal codice di procedura civile, consente la concessione di una proroga del termine previsto per il versamento del prezzo tutte le volte che ciò risponda a valutazioni di opportunità effettuate nell'interesse della massa dei creditori o, nel caso la vendita riguardi un'azienda, dai lavoratori già assunti dalla società aggiudicataria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Bergamo, 10 Settembre 2015.


Procedure concorsuali - Vendite coattive - Norme applicabili.
La qualificazione della vendita come forzata (o coattiva) comporta esclusivamente l'applicazione ad essa della speciale disciplina prevista dagli articoli 2919 e seguenti c.c. e non la necessità di rispettare le norme di cui agli articoli 570 e seguenti c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 10 Settembre 2015.


Procedure concorsuali - Vendite poste in essere dal curatore a prescindere dal procedimento disciplinato dal codice di procedura civile - Preferenza per la procedura di vendita snella.
L'articolo 107 legge fall., ove autorizza il curatore a prescindere dalla procedura della vendita senza incanto, così come disciplinata dal codice di procedura civile, esprime la preferenza per una procedura di vendita maggiormente snella, la quale deve considerarsi la regola, rispetto all'opzione più formalistica che conduca alla necessaria applicazione dei principi codicistici che governano le vendite forzate. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 10 Settembre 2015.


Procedure concorsuali - Valutazione di legittimità della procedura di vendita attuata con forme diverse da quelle del codice di procedura civile - Valutazione svincolata dal rispetto delle prescrizioni codicistiche - Principi cardine - Pubblicità e natura competitiva del procedimento.
La valutazione di legittimità della procedura di vendita attuata con forme negoziali alternative a quelle previste dal codice di procedura civile, consentita dalla previsione dell'articolo 107 legge fall., è svincolata dal rigido rispetto delle prescrizioni codicistiche ed è ancorata esclusivamente al rispetto dei due principi che governano la liquidazione dell'attivo fallimentare qualora le vendite siano eseguite dal curatore con forme negoziali: l'idoneità della pubblicità che deve precedere la vendita e la natura competitiva del procedimento utilizzato per l'individuazione del soggetto acquirente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 10 Settembre 2015.


Procedure concorsuali - Vendite del curatore attuate con criteri diversi da quelli previsti dal codice di procedura civile - Proroga del termine per il versamento del prezzo - Ammissibilità.
Il fatto che le vendite siano poste in essere dal curatore ai sensi dell'articolo 107 legge fall., al di fuori delle rigide prescrizioni procedimentali dettate dal codice di procedura civile, consente la concessione di una proroga del termine previsto per il versamento del prezzo tutte le volte che ciò risponda a valutazioni di opportunità effettuate nell'interesse della massa dei creditori o, nel caso la vendita riguardi un'azienda, dai lavoratori già assunti dalla società aggiudicataria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 10 Settembre 2015.


Pignoramento del bene locato e stipulazione della locazione in violazione del disposto dell'art 560 cod proc civ - Inopponibilita della locazione al fallimento.
La locazione, che, già al momento della dichiarazione del fallimento del locatore, sia inopponibile ai creditori, per effetto di un pregresso pignoramento del bene locato ed in quanto stipulata in violazione del disposto dell'art 560 cod proc civ, resta inopponibile alla massa, a norma dell'art 107 della legge fallimentare, a prescindere dalle scelte operate dal curatore in ordine alla prosecuzione della procedura espropriativa in corso ed anche se l'immobile sia oggetto di vendita e di aggiudicazione in Sede fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Novembre 1980, n. 6020.