Codice Civile


LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO IV
Della tutela giurisdizionale dei diritti
CAPO I
Disposizioni generali

Art. 2908

Effetti costitutivi delle sentenze
TESTO A FRONTE

I. Nei casi previsti dalla legge, l'autorità giudiziaria può costituire, modificare o estinguere rapporti giuridici, con effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa.


GIURISPRUDENZA

Sentenza di accoglimento della domanda di riduzione di legittima - Contenuto - Capo costitutivo e Capo di condanna - Rapporti - Corrispettività o dipendenza - Conseguenze in ordine all’esecutorietà immediata del capo di condanna.
La sentenza di accoglimento della domanda di riduzione della quota di legittima racchiude due statuizioni, l'una, sempre uguale, consistente nell'accertamento della lesione della predetta quota e nella risoluzione, con effetto costitutivo limitato alle parti, delle disposizioni negoziali lesive, l'altra, avente contenuto di condanna, che si pone con la statuizione costitutiva in rapporto variabile, a seconda che la reintegra richieda la previa divisione di beni ereditari, con conseguente condanna di uno dei condividenti al pagamento del conguaglio, oppure unicamente il versamento da parte del donatario del controvalore della quota, ai sensi dell'art.560 c.c; pertanto, solo nel secondo caso, integrandosi un rapporto di "dipendenza" tra capo costitutivo e capo condannatorio, quest'ultimo è immediatamente eseguibile, ex art. 282 c.p.c., indipendentemente dal passaggio in giudicato del primo, mentre, nel primo caso, venendo in considerazione un rapporto di "corrispettività" tra i due capi della sentenza, l'esecuzione di quello di condanna ne presuppone il passaggio in giudicato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 13 Maggio 2021, n. 12872.


Prescrizione – Atti interruttivi – Notifica di accertamento tecnico preventivo finalizzato all’azione di risoluzione del contratto – Interruzione della prescrizione – Esclusione.
Nei casi di azioni costitutive, finalizzate a ottenere dal giudice la costituzione, modificazione o estinzione di un rapporto giuridico o di uno status (art. 2908 c.c.), l’effetto interruttivo della prescrizione può essere provocato solo con la notifica della relativa domanda giudiziale: in tali casi, il debitore non è tenuto a eseguire una prestazione in adempimento del diritto di credito altrui e quindi non può essere costituito in mora con diffida stragiudiziale ai sensi degli artt. 2943, comma 4, e 1219 c.c., ma gli deve essere piuttosto notificata la citazione a giudizio per interrompere il termine di prescrizione.

L’effetto interruttivo derivante dalla notificazione della domanda giudiziale in tanto può verificarsi in quanto quella domanda sia effettivamente e concretamente volta ad ottenere la risoluzione contrattuale, non ammettendo tale domanda equipollenti.

Da tali considerazioni discende che - in relazione alla domanda di risoluzione contrattuale - la notificazione del ricorso per accertamento tecnico preventivo non può avere efficacia interruttiva della prescrizione ai sensi dell’art. 1495, comma 3, c.c., in quanto l’effetto costitutivo (recte: risolutivo) non può in alcun modo essere correlato alla richiesta di un mero accertamento, ancorché finalizzato all’attivazione della garanzia per i vizi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 19 Luglio 2018.


Società a responsabilità limitata – Azione di merito di revoca dell’amministratore – Legittimazione del socio – Esclusione.
Il socio di società a responsabilità limitata non dispone dell’azione di merito volta ad ottenere la revoca dell’amministratore, misura, questa, che può essere invece richiesta in via cautelare ai sensi dell’art. 2476, per gravi irregolarità, al fine di esercitare l’azione di merito di condanna dell’amministratore al risarcimento del danno patito dalla società. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24 Agosto 2016.


Azione cautelare – Ordine di esecuzione a carico del contraente receduto – Ammissibilità.
È consentito al giudice di valutare, in via cautelare e provvisoria, la legittimità o meno della risoluzione di un contratto. Invero, nessun effetto costitutivo nascerebbe dall’ordine del giudice di adempiere in conformità a quanto contrattualmente previsto dalle parti, trattandosi di un ordine di eseguire condotte negoziali secondo il contenuto volitivo predeterminato dalle parti e, pertanto, senza alcuna violazione del divieto sancito dall’art.2908 c.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 25 Luglio 2016.