LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO III
Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e della conservazione della garanzia patrimoniale
CAPO V
Dei mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale
SEZIONE III
Del sequestro conservativo

Art. 2906

Effetti
TESTO A FRONTE

I. Non hanno effetto in pregiudizio del creditore sequestrante le alienazioni e gli altri atti che hanno per oggetto la cosa sequestrata, in conformità delle regole stabilite per il pignoramento.

II. Non ha parimenti effetto in pregiudizio del creditore opponente il pagamento eseguito dal debitore, qualora l'opposizione sia stata proposta nei casi e con le forme stabilite dalla legge.


GIURISPRUDENZA

Sequestro conservativo trascritto su bene immobile - Successiva trascrizione dell'acquisto del bene da parte di un terzo - Sopraggiunta conversione del sequestro in pignoramento - Dichiarazione di fallimento del debitore - Conseguenze - Sostituzione automatica del curatore al creditore procedente - Configurabilità - Intervento del curatore nella procedura esecutiva - Mantenimento degli effetti sostanziali e processuali del pignoramento - Sussistenza - Estensione agli effetti conservativi del sequestro - Limiti - Fondamento - Fattispecie.
Nell'ipotesi in cui, prima della dichiarazione di fallimento, sia stato trascritto da un creditore il sequestro conservativo su un bene immobile, successivamente ceduto dal debitore ad un terzo, con acquisto trascritto anteriormente alla conversione della misura cautelare in pignoramento, a seguito dell'inizio dell'espropriazione forzata sul predetto bene ed a norma dell'art. 107 della legge fall., il curatore si sostituisce al creditore istante, che perde ogni potere di impulso ai sensi dell'art. 51 della legge fall., e tale sostituzione opera di diritto, senza che sia necessario un intervento del curatore o un provvedimento di sostituzione del giudice dell'esecuzione; se il curatore interviene nell'esecuzione, si realizza un fenomeno di subentro nel processo, come manifestazione del più generale potere di disposizione dei beni del fallito ex art. 31 della legge fall., ma non una vera e propria sostituzione processuale ex art. 81 cod. proc. civ., potendo perciò il curatore giovarsi degli effetti sostanziali e processuali del solo pignoramento, ex art. 2913 cod. civ., ma non sostituirsi nelle posizioni giuridiche processuali strettamente personali del creditore istante, dalle quali non deriva i propri poteri, che, invece, hanno fonte nella legge fallimentare. Ne consegue che mentre al curatore, come partecipante alla medesima esecuzione che con lui prosegue, sono inopponibili gli atti pregiudizievoli trascritti successivamente al pignoramento, egli non può giovarsi della inopponibilità degli atti che hanno per oggetto la cosa sequestrata in quanto tale, trattandosi di effetti di cui si avvantaggia, ex art. 2906 cod. civ., solo il creditore sequestrante. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ritenuto opponibile al curatore fallimentare, intervenuto nell'esecuzione in precedenza promossa, il trasferimento immobiliare trascritto dal terzo dopo il sequestro ma prima della sua conversione in pignoramento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Maggio 2019, n. 12061.


Espropriazione forzata – Conflitto tra creditore sequestrante e creditore ipotecario – Effetti del sequestro a favore del creditore sequestrante.
Nella distribuzione delle somme ricavate dalla espropriazione forzata, il conflitto tra creditore sequestrante e creditore ipotecario che abbia iscritto ipoteca successivamente alla trascrizione del sequestro, va risolto, sulla base del combinato disposto degli articoli 2906 e 2916 c.c., nel senso che non si tiene conto della ipoteca iscritta successivamente, ma tale effetto opera soltanto a favore del creditore sequestrante, con la conseguenza che l’ipoteca spiega comunque i suoi effetti nei confronti degli altri creditori.

La trascrizione del sequestro non influisce sulla natura del credito che da chirografario non diviene privilegiato e come tale concorre con gli altri creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 04 Gennaio 2019.


Procedimento civile – Interesse ad agire – Domanda di simulazione assoluta e revocatoria ordinaria – Effetti della conversione del sequestro conservativo in pignoramento immobiliare.
Non sussiste l’interesse ad agire del creditore sequestrante alla declaratoria della simulazione o alla revocatoria della convenzione matrimoniale pregiudizievole stipulata antecedentemente al sequestro, non trascritta ed annotata a margine dell’atto di matrimonio successivamente alla trascrizione del sequestro ma prima della conversione del sequestro conservativo in pignoramento immobiliare, atteso che tale convenzione matrimoniale è inopponibile al creditore sequestrante (art. 2906 c.c.) e che gli effetti previsti dall’art. 2913 c.c. non retroagiscono alla data di trascrizione del sequestro per i creditori intervenuti nella procedura esecutiva. (Stefano Vitale) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 04 Giugno 2018.


Fallimento - Effetti per i creditori - Divieto di esecuzioni individuali - Sequestro - Improponibilità - Giudizio di convalida - Improseguibilità .
In presenza dell'art. 51 legge fall. diretto ad impedire azioni esecutive individuali dal giorno della dichiarazione di fallimento, il sequestro, in quanto determina a favore del creditore sequestrante un vincolo d'indisponibilità sui beni sequestrati in funzione strumentale dell'azione esecutiva individuale, non è neppure ipotizzabile nei confronti dell'imprenditore dichiarato fallito, per l'impossibilità concettuale di concepire in presenza del fallimento, che, in forza dell'art. 52 legge fall. apre il concorso dei creditori sul patrimonio del fallito, sia il vincolo di indisponibilità relativo sia la formazione di un titolo esecutivo in danno della massa dei creditori, su beni che fanno parte del compendio fallimentare. La caducazione del sequestro conservativo per effetto della dichiarazione di fallimento rende improseguibile il giudizio di convalida. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Agosto 1997, n. 7659.


Fallimento post mortem - Separazione del patrimonio del fallito - Prelazione dei creditori del defunto fallito - Trascrizioni o iscrizioni contro l'erede - Irrilevanza - Sequestro conservativo della quota ereditaria - Inopponibilità al fallimento

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Il fallimento post mortem determina la separazione del patrimonio del de cuius da quello dell'erede, con la conseguente prelazione dei beni ereditari, ivi compresi gli immobili, a favore dei creditori del de cuius, prelazione la quale comporta la preferenza loro accordata nell'aggredire il patrimonio separato, nonostante l'esistenza di trascrizioni o iscrizioni anteriori al fallimento, prese contro l'erede. Pertanto, il sequestro conservativo che un creditore abbia ottenuto e trascritto sulla quota ereditaria spettante al debitore sulla successione di persona dichiarata fallita post mortem, e inopponibile al fallimento, ancorché effettuato prima della dichiarazione del fallimento del de cuius e della conseguente annotazione di cui all'art 88 della legge fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Maggio 1972, n. 1648.