LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO III
Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e della conservazione della garanzia patrimoniale
CAPO V
Dei mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale
SEZIONE II
Dell'azione revocatoria

Art. 2903

Prescrizione dell'azione
TESTO A FRONTE

I. L'azione revocatoria si prescrive in cinque anni dalla data dell'atto.


GIURISPRUDENZA

Revocatoria fallimentare - Amministrazione straordinaria - Azione revocatoria - “Dies a quo” del termine di prescrizione - Approvazione del programma di cessione dei beni aziendali - Fondamento.
Il termine di prescrizione per l'esercizio dell'azione revocatoria da parte di una società in amministrazione straordinaria decorre dal momento dell'approvazione del programma di cessione dei beni aziendali e non dalla nomina del Commissario straordinario, come invece avveniva in base alla precedente disciplina di cui alla l. n. 95 del 1979, poiché l'art. 49 del d.lgs. n. 270 del 1999 nel disporre che l'azione revocatoria fallimentare può essere proposta dal Commissario straordinario "soltanto se è stata autorizzata l'esecuzione di un programma di cessione dei complessi aziendali", prevede l'avveramento di una specifica condizione per l'esercizio dell'azione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03 Dicembre 2018, n. 31194.


Revocatoria ordinaria proseguita dal curatore fallimentare - Termine di prescrizione - Decorrenza - Dalla data dell'atto impugnato - Fondamento - Interruzione ad opera di uno dei creditori - Efficacia a favore del fallimento - Sussistenza.
Nel giudizio di revocazione ordinaria di un atto di disposizione patrimoniale compiuto dal debitore, qualora sopravvenga il fallimento di questi, il curatore può subentrare nell'azione in forza della legittimazione accordatagli dall'art. 66 l.fall., accettando la causa nello stato in cui si trova, sicché trattandosi di azione che il curatore trova nella massa fallimentare e si identifica con quella che i creditori avrebbero potuto esperire prima del fallimento, per un verso, la prescrizione decorre anche nei confronti della curatela, ai sensi dell'art. 2903 c.c., dalla data dell'atto impugnato, per l'altro, l'interruzione della prescrizione ad opera di uno dei creditori, cui sia subentrato il curatore ex art. 66 cit., giova alla massa fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 04 Luglio 2018, n. 17544.


Revocatoria fallimentare - Esercizio dell'azione revocatoria da parte del commissario straordinario - “Dies a quo” - Condizione ex art. 49 del d.lgs. n. 270 del 1999 - Preventiva autorizzazione all'esecuzione di un programma di cessione dei complessi aziendali - Rilevanza - Conseguenze - Regime anteriore ex legge n. 95 del 1979 - Inapplicabilità.
In tema di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, sotto il vigore della nuova disciplina di cui al d.lgs. n. 270 del 1999, l'azione revocatoria fallimentare può essere proposta, ex art. 49 del predetto decreto, dal commissario straordinario "soltanto se è stata autorizzata l'esecuzione di un programma di cessione dei complessi aziendali, salvo il caso di conversione della procedura in fallimento". Ne consegue che, con riferimento al “dies a quo” per l’esperimento dell’azione, non può trovare applicazione il regime anteriore della legge n. 95 del 1979, secondo cui la revocatoria fallimentare è esperibile solo dalla data del decreto che dispone l'apertura della procedura e la nomina del commissario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 15 Settembre 2017, n. 21516.


Azione ex art. 66 l.fall. - Natura ordinaria - Effetti derivanti dalla dichiarazione di fallimento - Applicabilità del termine di decadenza triennale ex art. 69-bis, comma 1, l.fall. - Esclusione - Fondamento.
In materia di fallimento, l'azione revocatoria che il curatore esperisca ai sensi dell’art. 66 l.fall. non è soggetta al termine triennale di decadenza ex art. 69-bis l.fall., a tale interpretazione conducendo argomenti di natura sia letterale (atteso che il primo degli articoli citati stabilisce che l’esercizio dell’azione avvenga ‘secondo le norme del codice civile’, così come il secondo sancisce, per parte propria, che il regime da esso recato si applichi alle sole azioni ‘disciplinate’ dalla sezione della legge fallimentare in cui è collocato), sia sistematica, posto che l’azione conserva natura di revocatoria ordinaria, sia, infine, teleologica, apparendo irragionevole ipotizzare un indebolimento della tutela delle ragioni creditorie allorché esse involgano interessi - quelli della massa dei creditori - di valenza superiore a quello di cui è portatore un singolo creditore privato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 04 Aprile 2017, n. 8680.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Amministrazione straordinaria ex l. n. 95 del 1979 - Azione revocatoria fallimentare - Termine di prescrizione - Decorrenza - Dal decreto di apertura della procedura e di nomina del commissario - Fondamento.
In tema di amministrazione straordinaria ai sensi della legge 3 aprile 1979, n. 95, l'azione revocatoria fallimentare è esperibile solo dalla data del decreto che dispone l'apertura della procedura e la nomina del commissario, essendo quest'ultimo l'unico soggetto legittimato all'esercizio della suddetta azione, con la conseguenza che il relativo termine di prescrizione non decorre dalla dichiarazione dello stato di insolvenza, bensì solo dalla data del decreto di nomina del commissario governativo, ossia dal momento in cui, a norma dell'art. 2935 cod. civ., il diritto può essere fatto valere. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Luglio 2014.