LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO III
Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e della conservazione della garanzia patrimoniale
CAPO IV
Delle ipoteche
SEZIONE VI
Dell'ordine delle ipoteche

Art. 2855

Estensione degli effetti della iscrizione
TESTO A FRONTE

I. L'iscrizione del credito fa collocare nello stesso grado le spese dell'atto di costituzione d'ipoteca, quelle della iscrizione e rinnovazione e quelle ordinarie occorrenti per l'intervento nel processo di esecuzione. Per il credito di maggiori spese giudiziali le parti possono estendere l'ipoteca con patto espresso, purché sia presa la corrispondente iscrizione.

II. Qualunque sia la specie d'ipoteca, l'iscrizione di un capitale che produce interessi fa collocare nello stesso grado gli interessi dovuti, purché ne sia enunciata la misura nell'iscrizione. La collocazione degli interessi è limitata alle due annate anteriori e a quella in corso al giorno del pignoramento, ancorché sia stata pattuita l'estensione a un maggior numero di annualità; le iscrizioni particolari prese per altri arretrati hanno effetto dalla loro data.

III. L'iscrizione del capitale fa pure collocare nello stesso grado gli interessi maturati dopo il compimento dell'annata in corso alla data del pignoramento, però soltanto nella misura legale e fino alla data della vendita.


GIURISPRUDENZA

Concessione di garanzie reali per debiti scaduti - Revocabilità - Fondamento.
L'adempimento di un debito scaduto, pur comportando una diminuzione della garanzia patrimoniale generale, non è soggetto a revoca, ai sensi dell'art. 2901, comma 3, c.c., perché, una volta che si siano verificati gli effetti della mora, costituisce atto dovuto. Tale ultima disposizione, invece, non si applica, né in via di interpretazione estensiva né per analogia, nel caso di concessione di ipoteca per debito già scaduto, atteso che si tratta di un negozio di disposizione patrimoniale che, essendo fondato sulla libera determinazione del debitore, è aggredibile con azione revocatoria ex artt. 2901 e 2902 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 22 Gennaio 2020, n. 1414.


Espropriazione forzata - Istanza di assegnazione - Offerta di pagamento di una somma pari alla differenza fra il credito e il prezzo.
Il creditore procedente assegnatario di un bene immobile che vanti un credito per sorte capitale ed interessi di cui agli artt. 2855, commi 2 e 3, c.c. superiore al prezzo base d’asta può essere esonerato, laddove nella procedura non vi siano altri creditori privilegiati di cui all’art. 498 c.p.c., dal versamento della differenza tra il suo credito in linea capitale e il prezzo base, atteso che la finalità dell’art. 589, 2° comma, c.p.c. è quella di agevolare la proposizione di istanze di assegnazione evitando, nel contempo, al creditore di dover anticipare somme che gli verrebbero comunque restituite. (Stefano Vitale) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 06 Luglio 2018.


Ammissione al passivo - Crediti assistiti da privilegio generale - Corso degli interessi - Disciplina vigente prima del d.lgs. n. 5 del 2006 - Liquidazione massa attiva sufficiente - Sospensione degli interessi - Sussiste.
In tema di ammissione al passivo fallimentare, ai sensi del combinato disposto dell art. 2749 c.c. e dell'art. 54, comma 3, l.fall., nel testo vigente prima della novella introdotta dal d.lgs. n. 5 del 2006, il credito assistito da privilegio generale continua a produrre interessi dopo la dichiarazione di fallimento e fino a quando sia stata liquidata una massa attiva sufficiente al soddisfacimento integrale del medesimo credito privilegiato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Marzo 2018, n. 6587.


Esecuzione immobiliare – Spese in privilegio per atti conservativi o di espropriazione – Elencazione – Spese legali creditori intervenuti – Disciplina.
Nell’ambito dell’esecuzione immobiliare, per la distribuzione delle somme ricavate dalla vendita rientrano nelle spese sostenute per atti conservativi o di espropriazione, da porre in prededuzione a norma dell’art. 2770 c.c., esclusivamente quelle sostenute per spese e compensi del pignoramento, quelle della relazione notarile, della CTU, della pubblicità, nonché i compensi del difensore della parte che ha portato avanti la procedura esecutiva, normalmente coincidente con il creditore pignorante, oltre alle eventuali spese per atti conservativi, tra le quali non rientrano le spese di iscrizione ipotecaria. Il grado delle ulteriori spese di procedura, quali le altre spese legali sostenute dai creditori, normalmente intervenuti, che non abbiano posto in essere atti di impulso della procedura esecutiva, segue quello del credito cui afferiscono. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Civitavecchia, 23 Aprile 2016.


Esecuzione forzata – Estensione del privilegio ipotecario agli interessi moratori maturati dopo il compimento dell’annata in corso alla data del pignoramento – Ammissibilità – Esecuzione forzata – Intervento del creditore ipotecario – Estensione del privilegio ipotecario agli interessi moratori ex art. 2855, comma 3 c.c. – Decorrenza.
Ai sensi del comma terzo dell’articolo 2855 c.c., sono assistiti dal privilegio ipotecario - oltre le specifiche spese (per l’atto di costituzione dell’ipoteca volontaria, per l’iscrizione e la rinnovazione dell’ipoteca, quelle ordinarie per l’intervento nel processo esecutivo), non solo il capitale iscritto (nei limiti dell’iscrizione del credito effettivamente esistente) ed i soli interessi corrispettivi maturati sul parte capitale iscritto nell’annata in corso al momento del pignoramento (o, in caso di azionamento del credito in via di intervento, al momento di questo) e nel biennio anteriore, purché ne sia enunciata la misura, ma - pure gli interessi, di qualunque natura - e cioè, non rilevando se qualificabili come corrispettivi o moratori - ed al tasso legale via via vigente, maturati successivamente alla annata in corso al momento del pignoramento, ovvero, in caso di azionamento del credito in via di intervento, al momento di questo, sino alla vendita del bene oggetto di ipoteca. (Matteo Tassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 28 Luglio 2014, n. 17044.


Accertamento del passivo - Mutuo - Penale per risoluzione anticipata - Privilegio - Insussistenza..
A norma degli artt. 54 L.F. e 2855 c.c. a, vanno collocati in privilegio ipotecario soltanto gli interessi e le spese, mentre rimangono escluse altre voci accessorie, quali eventuali commissioni e/o provvigioni pretese dal mutuante, non contemplate espressamente dalle disposizioni regolanti il privilegio, insuscettibili per la loro natura tipica di estensione analogica. E’ pertanto irrilevante a questo fine il richiamo operato dal creditore alle note riportate nel quadro D della nota di iscrizione ipotecaria, laddove la determinazione della somma per la quale era stata concessa l’ipoteca comprende tutte le voci contrattuali, ma non vale certamente ad ampliare il dettato normativo a crediti non previsti come privilegiati. (Maria Peralda) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 20 Giugno 2013.


Cessione del credito successiva al pignoramento - Annotazione - Trasmissione del vincolo ipotecario - Efficacia nei confronti dei creditori - Fondamento - Applicabilità analogica della disciplina dettata in materia fallimentare - Esclusione.
In tema di negozi dispositivi dell' ipoteca (presi in considerazione dal primo comma dell'art. 2843 cod. civ.) l'annotazione nei registri immobiliari del trasferimento, da farsi a margine dell'iscrizione ipotecaria, ha carattere necessario e, quindi, costitutivo del nuovo rapporto ipotecario dal lato soggettivo, rappresentando un elemento integrativo indispensabile della fattispecie del trasferimento, con l'effetto di sostituire al cedente o surrogante il cessionario o surrogato, non solo nella pretesa di credito (che già opera in ragione del negozio), ma altresì nella prelazione nei confronti dei creditori concorrenti, per cui la mancata annotazione nei confronti dei terzi priva di effetti la trasmissione del vincolo; tuttavia, la regola di efficacia è diversa, avuto riguardo alla distribuzione della somma ricavata dalla esecuzione, non applicandosi anche l'art. 2916 cod. civ. ma esclusivamente l'art.2843 cod. civ., in base al quale viene imposta l'annotazione ai fini identificativi del soggetto cessionario del credito e della garanzia , senza alcuna valenza costitutiva della garanzia in sè, che già è presente ed iscritta; con la conseguenza che tale trasmissione, non determinando alcun pregiudizio per i creditori, è efficace nei confronti di questi ultimi; nè sussistono elementi di identità di fattispecie tali da affermare una applicazione, al di fuori della disciplina concorsuale, della più rigorosa norma di cui all'art.45 legge fall., che non opera distinzioni in seno alle formalità necessarie a rendere opponibili gli atti ai terzi, comprensive dunque non solo di quelle iscrizionali dell'ipoteca, se posteriori al fallimento, ma anche di quelle di annotazione del vincolo in favore di nuovo soggetto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Agosto 2007, n. 17644.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Per i creditori - Ripartizione dell'attivo tra creditori privilegiati, ipotecari e pignoratizi - Somme attribuite al fallimento da una procedura esecutiva immobiliare in corso alla data dello stesso - Distribuzione - Criteri - Credito assistito da iscrizione ipotecaria - Interessi da considerare collocati nello stesso grado del credito - Determinazione - Data - Riferimento - Originario pignoramento - Esclusione - Dichiarazione del fallimento - Riferimento - Necessità.
Le somme attribuite al fallimento da una procedura esecutiva immobiliare in corso alla data del fallimento e proseguita ad istanza della curatela che sia subentrata al creditore procedente a norma dell'art. 107 legge fall., debbono essere distribuite ai creditori unicamente secondo i criteri del riparto fallimentare, vincolati alle risultanze dello stato passivo esecutivo, essendo inammissibili nella procedura concorsuale qualsiasi forma di riparto ai creditori ammessi al di fuori dalle forme degli art. 109 e 111 legge fall. -, che richiamano, quanto ai creditori concorrenti, le risultanze del procedimento di verificazione dei crediti. Ne consegue che, ai fini dell'applicazione dell'art. 2855 e per la determinazione degli interessi da considerare collocati nello stesso grado del credito assistito da iscrizione ipotecaria, deve aversi riguardo non alla data dell'originario pignoramento bensì a quella della dichiarazione del fallimento, giusto il disposto dell'art. 54, ultimo comma legge fall.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Maggio 1992, n. 5987.


Credito - Credito fondiario - Diritto di prelazione - Estensione agli interessi.
La disciplina dell'estensione del diritto di prelazione agli interessi, posta dagli artt. 2788 e 2855, commi secondo e terzo, cod. civ. e dichiarata applicabile nel fallimento dall'art. 54, ultimo comma, legge fall., opera anche nei riguardi del credito derivante da mutuo fondiario , atteso che le disposizioni sul credito fondiario dettate dal R.d.l. 16 luglio 1905 n. 646 continuano ad applicarsi, nonostante il fallimento del mutuatario ed in relazione alla riserva contenuta nell'art. 51 legge fall., ove prevedono la facoltà della banca mutuante di procedere ad esecuzione individuale e di riscuotere anticipatamente le rendite dell'immobile, ma non interferiscono sui principi che regolano il concorso dei creditori, posti dalla legge fallimentare senza alcun rinvio e riserva di diverse Disposizioni contenute in altre leggi speciali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Dicembre 1988, n. 6952.