Codice Civile


LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO III
Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e della conservazione della garanzia patrimoniale
CAPO II
Dei privilegi
SEZIONE II
Dei privilegi sui mobili
PARAGRAFO 2
Dei privilegi sopra determinati mobili

Art. 2761

Crediti del vettore, del mandatario, del depositario e del sequestratario
TESTO A FRONTE

I. I crediti dipendenti dal contratto di trasporto e quelli per le spese d'imposta anticipate dal vettore hanno privilegio sulle cose trasportate finché queste rimangono presso di lui.

II. I crediti derivanti dall'esecuzione del mandato hanno privilegio sulle cose del mandante che il mandatario detiene per l'esecuzione del mandato.

III. I crediti derivanti dal deposito o dal sequestro convenzionale a favore del depositario e del sequestratario hanno parimenti privilegio sulle cose che questi detengono per effetto del deposito o del sequestro.

IV. Si applicano a questi privilegi le disposizioni del secondo e del terzo comma dell'articolo 2756.


GIURISPRUDENZA

Stato passivo - Rivendicazione, restituzione, separazione di cose fungibili o di denaro - Inammissibilità - Domanda di ammissione del credito allo stato passivo - Necessità - Fattispecie.
Le domande di rivendicazione e restituzione, ai sensi dell'art. 103 l.fall., sono ammissibili solo con riguardo a cose mobili determinate nella loro specifica e precisa individualità, non anche in relazione alle cose fungibili e, in particolare, al denaro, restando al loro riguardo configurabile un diritto di credito da far valere nei modi e nelle forme dell’ammissione al passivo ex artt. 93 ss l.fall. (Nella specie, la S.C. ha confermato la pronuncia del tribunale che, nel rigettare un’opposizione allo stato passivo, aveva disatteso la domanda di una società tesa ad ottenere la restituzione di somme che essa assumeva essere detenute dalla fallita per l’esecuzione di un mandato). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Gennaio 2018, n. 1891.


Fallimento – Dichiarato in altro Stato membro dell’Unione Europea – Domanda di accertamento del credito – Domanda di accertamento del privilegio sui beni del fallito – Giurisdizione del Tribunale che ha dichiarato il fallimento.
Ai sensi dell’art.4 Reg. 29.05.2000 n.1346 il creditore deve proporre la relativa domanda di insinuazione avanti al Tribunale che ha dichiarato il fallimento, che ha giurisdizione sull’accertamento del credito.
Posto che il creditore ha prospettato la sua intenzione di proporre un’unica domanda di merito per l’accertamento del suo asserito credito e per l’accertamento della sua asserita garanzia reale sui beni del fallito, è evidente che la carenza di giurisdizione sulla domanda principale riguarda anche la domanda di accertamento della garanzia sui beni del fallito. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 13 Luglio 2015.


Fallimento – Dichiarato in altro Stato membro dell’Unione Europea – Domanda di sequestro sui beni del fallito situati in Italia – Improcedibilità del ricorso cautelare ex art.51 L.F..
Osservato che, a mente dell’art.17 Reg.1346/2000 “la decisione di apertura di una procedura di insolvenza produce in ogni altro Stato membro, senza altra formalità, gli effetti previsti dalla legge dello Stato di apertura”, e che l’art.15 Reg.1346/2000 sancisce che gli effetti della procedura di insolvenza su un procedimento pendente relativo a un bene ricompresso nella massa fallimentare sono disciplinati esclusivamente dalla legge dello Stato membro nel quale il procedimento è pendente, ne discende che il Tribunale italiano dovrebbe dichiarare l’improcedibilità del ricorso cautelare ex art.51 l.f.. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13 Luglio 2015.


Esecuzione per rilascio d’immobile – Beni mobili estranei all’esecuzione – Custode – Disciplina deposito – Applicabilità – Vendita ex art. 2797 cod. civ. – Ammissibilità..
In tema di esecuzione per rilascio di immobili, il soggetto che assume la custodia dei beni mobili che l’esecutato rifiuti di asportare riveste una posizione assimilabile (non già a quella del custode dei beni pignorati o sequestrati, bensì) a quella del depositario di beni mobili per conto del proprietario, atteso che quest’ultimo, con il rifiuto a ritirare gli oggetti, consente ope legis all’applicazione della disciplina del deposito, con la conseguenza che: 1) non spetta al giudice dell’esecuzione fornire autorizzazioni, prescrizioni o quant’altro per l’espletamento dell’attività di custodia, trattandosi di attività che esula dall’ambito dell’esecuzione forzata e che investe piuttosto il rapporto (privatistico) di deposito; 2) il custode-depositario ha un obbligo di conservazione materiale dei beni mobili, ma non anche di amministrazione degli stessi (intesa quale gestione di carattere produttivo); 3) infine, il custode-depositario può non solo richiedere all’esecutato-proprietario in qualunque momento di riprendere i beni, ma anche domandare la vendita degli stessi con le forme di cui all’art. 2797 cod. civ. per il soddisfacimento dei crediti vantati per compenso e spese di conservazione. (Valeria Colandrea) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 29 Ottobre 2013.


Vettore marittimo - Diritto di ritenzione - Collegamento funzionale tra il bene ritenuto e il credito - Sussistenza.
Sussiste un collegamento funzionale tra il bene ritenuto ed il credito vantato sul medesimo bene. Può, pertanto, ritenersi ammissibile l’esercizio di un diritto di ritenzione del vettore marittimo sui beni trasportati, ai sensi degli articoli 2756 e 2761 c.c., a garanzia del pagamento dei crediti dipendenti dal contratto di trasporto. (Dagli articoli 2756 e 2761 deriva un diritto legale di ritenzione a favore del vettore, a garanzia del pagamento dei crediti dipendenti dal diritto di trasporto. Il Tribunale di Roma ha precisato che, in caso di trasporto marittimo, sussiste un collegamento funzionale tra il bene ritenuto ed il credito vantato sul medesimo bene, come richiesto dalla Corte di Cassazione). (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 27 Settembre 2013.