Codice Civile


LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO III
Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e della conservazione della garanzia patrimoniale
CAPO II
Dei privilegi
SEZIONE II
Dei privilegi sui mobili
PARAGRAFO 2
Dei privilegi sopra determinati mobili

Art. 2758

Crediti per tributi indiretti
TESTO A FRONTE

I. I crediti dello Stato per i tributi indiretti hanno privilegio sui mobili ai quali i tributi si riferiscono e sugli altri beni indicati dalle leggi relative, con l'effetto da esse stabilito.

II. Eguale privilegio hanno i crediti di rivalsa verso il cessionario ed il committente previsti dalle norme relative all'imposta sul valore aggiunto, sui beni che hanno formato oggetto della cessione o ai quali si riferisce il servizio.

III. Il privilegio, per quanto riguarda l'imposta di successione, non ha effetto in pregiudizio dei creditori che hanno esercitato il diritto di separazione dei beni del defunto da quelli dell'erede.


GIURISPRUDENZA

Concordato preventivo – Credito rivalsa IVA – Riconoscimento privilegio speciale – Esclusione.
Nell’ambito del procedimento di concordato preventivo, la constatata mancanza dei beni sui quali esercitare il privilegio speciale derivante dalla rivalsa IVA, ex art. 2758 co. 2 c.c., comporta che il relativo credito deve qualificarsi come credito chirografario sicché i titolari dello stesso, potendo venire soddisfatti solo in percentuale, avranno diritto di esprimere il proprio voto in ordine alla proposta concordataria, rilevandosi che la antergazione del credito riconosciuta in astratto dalla legge, presuppone un rapporto diretto con il bene che deve essere sempre valutato in concreto e deve permanere fino al momento della realizzazione del credito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 12 Settembre 2019.


Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - Credito del professionista ex art. 2751 bis c.c. - Pagamento in sede di riparto parziale - Emissione di fattura da parte del percettore - Credito di rivalsa dell'IVA - Natura - Credito di massa - Configurabilità - Esclusione - Privilegio speciale ex art. 2758, comma 2, c.c. - Applicabilità - Utile collocazione in sede concorsuale - Mancanza - Indebito arricchimento - Configurabilità - Esclusione.
Il credito di rivalsa IVA di un professionista che, eseguite prestazioni a favore di imprenditore poi dichiarato fallito ed ammesso per il relativo capitale allo stato passivo in via privilegiata, emetta la fattura per il relativo compenso in costanza di fallimento, non è qualificabile come credito di massa, da soddisfare in prededuzione ai sensi dell'art. 111, comma 1, l.fall., in quanto la disposizione dell'art. 6 del d.P.R. n. 633 del 1972, secondo cui le prestazioni di servizi si considerano effettuate all'atto del pagamento del corrispettivo, non pone una regola generale rilevante in ogni campo del diritto, ma individua solo il momento in cui l'operazione è assoggettabile ad imposta e può essere emessa fattura (in alternativa al momento di prestazione del servizio), cosicché, in particolare, dal punto di vista civilistico la prestazione professionale conclusasi prima della dichiarazione di fallimento resta l'evento generatore anche del credito di rivalsa IVA, autonomo rispetto al credito per la prestazione, ma ad esso soggettivamente e funzionalmente connesso. Il medesimo credito di rivalsa, non essendo sorto verso la gestione fallimentare, come spesa o credito dell'amministrazione o dall'esercizio provvisorio, può giovarsi del solo privilegio speciale di cui all'art. 2758, comma 2, c.c., nel caso in cui sussistano beni – che il creditore ha l'onere di indicare in sede di domanda di ammissione al passivo – su cui esercitare la causa di prelazione. Nel caso, poi, in cui detto credito non trovi utile collocazione in sede di riparto, nemmeno è configurabile una fattispecie di indebito arricchimento, ai sensi dell'art. 2041 c.c., in relazione al vantaggio conseguibile dal fallimento mediante la detrazione dell'IVA di cui alla fattura, poiché tale situazione è conseguenza del sistema di contabilizzazione dell'imposta e non di un'anomalia distorsiva del sistema concorsuale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 17 Gennaio 2017, n. 1034.


Credito tributario per tassa automobilistica - Impossibilità di riconoscere il privilegio di cui all’art. 2752, co.3, c.c - Natura chirografaria del credito.
Il credito per tassa automobilistica non è assistito dal privilegio di cui all’art. 2752, comma 3, c.c. riferendosi questa norma esclusivamente ai tributi comunali e provinciali, come si evince dall’interpretazione autentica della norma offerta dall'art. 13, comma 13, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 12 Gennaio 2016.


Concordato preventivo – Declassamento in chirografo del credito di rivalsa iva ex art. 2758 c.c. – Perizia di stima ex art. 160 secondo comma l. fall. – Necessità – Esclusione – Condizioni – Giacenze di beni sui quali insiste il privilegio non identificati né identificabili – Sufficienza.
E’ legittima la proposta che declassa a chirografo i crediti da rivalsa iva senza alcuna relazione ex art. 160 secondo comma l. fall. ove la proponente ritenga insussistenti i presupposti di fatto necessari per il riconoscimento del privilegio in quanto le giacenze di magazzino risultano costituite da beni non identificati né identificabili, attesa dunque la carenza delle condizioni per procedere ad alcuna relazione giurata. Ai fini del riconoscimento del privilegio di rivalsa iva, è dunque necessario che il bene sia presente nel patrimonio del debitore e riferibile alle fatture non pagate e non a precedenti cessioni. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 24 Dicembre 2015.


Concordato preventivo – Declassamento in chirografo del credito di rivalsa iva ex art. 2758 c.c. – Contestazione della data di riferimento della perizia di stima ex art. 160 secondo comma l. fall. – Questione  attinente la convenienza economica della proposta – Sussistenza .
Con riferimento al privilegio del credito di rivalsa iva ex art. 2758 c.c. da riconoscere nei limiti del valore delle giacenze, la doglianza relativa alla data presa a riferimento per la stima del magazzino ex art 160 secondo comma l. fall. (nella specie, non al momento della proposta concordataria ma ad una data successiva), è questione relativa alla convenienza ed alla fattibilità economica e non giuridica del concordato, come tale demandata al giudizio esclusivo del ceto creditorio. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 24 Dicembre 2015.


Concordato preventivo – Irregolarità contabili pregresse – Rilevanza ai fini della revoca dell’ammissione ex art. 173 l. fall. – Esclusione – Condizioni – Esposizione corretta nella domanda di concordato – Sufficienza.
In riferimento ad operazioni gestorie potenzialmente pregiudizievoli poste in essere dall’organo amministrativo anteriormente alla presentazione del concordato, va escluso il carattere decettivo del comportamento del debitore, ai fini dell’art. 173 l. fall., ogni qual volta egli abbia dato conto in merito a dette operazioni in sede di ammissione al concordato. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 24 Dicembre 2015.


Concordato preventivo - Credito di rivalsa Iva - Privilegio speciale - Sussistenza.
Anche nell'ambito del concordato preventivo, al credito di rivalsa iva, vantato dal cedente di beni o al prestatore di servizi, deve essere riconosciuto il privilegio speciale di cui all'articolo 2758, comma 2, c.c. sui beni che hanno formato oggetto della cessione o ai quali si riferisce il servizio, salvo che nella proposta di concordato sia diversamente previsto ai sensi e con le modalità previste dall'articolo 160, comma 2, L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 03 Dicembre 2014.


Responsabilità patrimoniale - Cause di prelazione - Privilegi speciali su determinati mobili - Crediti per tributi indiretti - Conai - Credito per contributi ambientali - Privilegio ex art. 2958 cod. civ. - Esclusione - Fondamento.
Il contributo dovuto al CONAI, legato alla produzione di imballaggi e parametrato alla quantità, al peso e alla tipologia del materiale di cui essi sono costituiti (art. 224, comma 3, lett. h, del d.lgs. 30 aprile 2006, n. 152), in quanto segno diretto della immissione nell'ambiente di rifiuti di un certo tipo e non segno indiretto di capacità reddituale, non partecipa della natura dei tributi indiretti e, pertanto non gode del privilegio ad essi riconosciuto dall'art. 2758, primo comma, cod. civ. (peraltro in favore dello Stato e non di soggetti privati, qual è il consorzio). Né v'è spazio per un'interpretazione estensiva - considerati i limiti lessicali - ovvero analogica della citata disposizione con riferimento alla disciplina della tariffa integrata ambientale (c.d. "TIA 2", art. 238 del d.lgs. n. 152 del 2006), atteso che quest'ultima non è un tributo indiretto, ma una tassa di scopo, cui compete il diverso privilegio di cui all'art. 2752, ultimo comma, cod. civ.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Ammissione - Credito privilegiato - Pagamento integrale - Necessità - Inesistenza, nel patrimonio del debitore, di bene gravato da privilegio speciale - Irrilevanza - Condizioni - Conseguenze - Fattispecie successiva al d.lgs. n. 169 del 2007.
Anche nel concordato preventivo, come riformato dal d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, vale la regola generale, secondo cui, a differenza che nel fallimento, la mancanza nel compendio patrimoniale del debitore del bene gravato da privilegio non impedisce l'esercizio del diritto di prelazione, con la conseguenza che il credito va soddisfatto integralmente; ciò a condizione, però, che il proponente non si sia avvalso della facoltà, introdotta dal novellato art. 160, terzo comma, legge fall., di limitare la soddisfazione dei creditori privilegiati alla sola parte del loro credito, che troverebbe capienza nell'ipotesi di liquidazione del bene gravato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Credito privilegiato - Pagamento integrale - Necessità - Inesistenza, nel patrimonio del debitore, di bene gravato da privilegio speciale - Irrilevanza - Ragioni - Conseguenze - Fattispecie anteriore al d.lgs. n. 169 del 2007..
La disciplina del concordato preventivo, vigente anteriormente alle modifiche di cui al d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169 (inapplicabile, nella specie, "ratione temporis"), caratterizzata dalla inapplicabilità dell'art. 54 legge fall., e dalla condizione essenziale ed indefettibile dell'integrale pagamento dei creditori privilegiati, comporta che, a differenza del fallimento, la mancanza nel compendio patrimoniale del debitore del bene gravato da privilegio non ne impedisce l'esercizio, con la conseguenza che il credito resta privilegiato ed è concretamente riconoscibile la prelazione in sede di riparto dell'attivo. In un tale contesto, infatti, il privilegio assume rilevanza esclusivamente come qualità del credito, che, ex art. 2745 cod. civ., sorge privilegiato in ragione della sua causa secondo le disposizioni di legge, mantenendo, poi, tale qualità per l'intera procedura. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Maggio 2013, n. 12064.


Privilegi - Servizio raccolta rifiuti - Credito del Conai - Privilegio di cui all'articolo 2758 c.c. - Esclusione..
Il credito del Conai, concessionario ex lege del pubblico servizio di raccolta dei rifiuti di imballaggio, non gode del privilegio di cui all'articolo 2758 c.c., non essendo ad esso attribuibile la natura del tributo indiretto dello Stato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 14 Giugno 2012.