Codice Civile


LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO III
Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e della conservazione della garanzia patrimoniale
CAPO II
Dei privilegi
SEZIONE II
Dei privilegi sui mobili
PARAGRAFO 1
Dei privilegi generali sui mobili

Art. 2752

Crediti per tributi diretti dello Stato, per imposta sul valore aggiunto e per tributi degli enti locali
TESTO A FRONTE

I. Hanno privilegio generale sui mobili del debitore i crediti dello Stato per l'imposta sul reddito delle persone fisiche, per le imposte e le sanzioni dovute secondo le norme in materia di imposta sul reddito delle persone fisiche, imposta sul reddito delle persone giuridiche, imposta sul reddito delle societa', imposta regionale sulle attivita' produttive ed imposta locale sui redditi. (1)

II. Hanno altresì privilegio generale sui mobili del debitore i crediti dello Stato per le imposte, le pene pecuniarie e le soprattasse dovute secondo le norme relative all'imposta sul valore aggiunto.

III. Hanno lo stesso privilegio, subordinatamente a quello dello Stato, i crediti per le imposte, tasse e tributi dei comuni e delle province previsti dalla legge per la finanza locale e dalle norme relative all'imposta comunale sulla pubblicità e ai diritti sulle pubbliche affissioni.



__________________________
(1) L'art. 23, comma 37, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, entrato in vigore il 6 luglio 2011, ha sostituito le parole: "per l'imposta sul reddito delle persone fisiche, per l'imposta sul reddito delle persone giuridiche, per l'imposta regionale sulle attivita' produttive e per l'imposta locale sui redditi, diversi da quelli indicati nel primo comma dell'articolo 2771, iscritti nei ruoli resi esecutivi nell'anno in cui il concessionario del servizio di riscossione procede o interviene nell'esecuzione e nell'anno precedente" sono sostituite dalle seguenti: "per le imposte e le sanzioni dovute secondo le norme in materia di imposta sul reddito delle persone fisiche, imposta sul reddito delle persone giuridiche, imposta sul reddito delle societa', imposta regionale sulle attivita' produttive ed imposta locale sui redditi". La disposizione si osserva anche per i crediti sorti anteriormente all'entrata in vigore del presente decreto. La Corte Costituzionale, con sentenza 4 luglio 2013, n. 170, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del seguente periodo «La disposizione si osserva anche per i crediti sorti anteriormente all'entrata in vigore del presente decreto». La medesima sentenza della Corte costrituzionale ha altresì dichiarato l'inconstituzionalità del comma 40 del citato art. 23, l D.L. 6 luglio 2011, n. 98, il quale disponeva che «40. I titolari di crediti privilegiati, intervenuti nell'esecuzione o ammessi al passivo fallimentare in data anteriore alla data di entrata in vigore del presente decreto, possono contestare i crediti che, per effetto delle nuove norme di cui ai precedenti commi, sono stati anteposti ai loro crediti nel grado del privilegio, valendosi, in sede di distribuzione della somma ricavata, del rimedio di cui all'articolo 512 del codice di procedura civile, oppure proponendo l'impugnazione prevista dall'articolo 98, comma 3, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, nel termine di cui all'articolo 99 dello stesso decreto.»

GIURISPRUDENZA

Tassa automobilistica - Privilegio - Sussistenza.
Il credito per l’importo della tassa automobilistica dovuta alla Regione è assistito dal privilegio generale di cui all’art. 2752 c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 07 Settembre 2021, n. 24071.


Domanda ex art. 103 l.fall. - Avente ad oggetto somme di denaro - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie relativa all'azione intrapresa dell'ente impositore di tributi nei confronti del concessionario per la riscossione.
In caso di insolvenza del concessionario della riscossione di tributi e della conseguente ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria, l'ente impositore non può esperire l'azione di rivendica e restituzione, ex art. 103 legge fall., delle somme riscosse e versate dal concessionario su conti correnti bancari e postali a sé intestati, poiché tali somme, ex artt. 1852 e 1834 comma 1 c.c., non sono di proprietà dell'intestatario del conto corrente, ma della banca, che assume l'obbligo di restituire al titolare del conto altrettante cose dello stesso genere, mentre l'ente impositore vanta per la corresponsione delle medesime somme un diritto di credito nei confronti del concessionario. (In attuazione del predetto principio, la S.C. ha confermato la pronuncia del tribunale che aveva rigettato la domanda ex art. 103 l.f. proposta dall'ente impositore, accogliendone la domanda subordinata, di ammissione al passivo del credito in via privilegiata ex art. 2752 c.c.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 27 Ottobre 2020, n. 23477.


Spedizioniere doganale - Ricezione dall'importatore di somme per il pagamento dei tributi doganali - Dilazione - Successivo inadempimento - Escussione delle garanzie da parte dell'Agenzia delle dogane e surroga dei garanti nei confronti dell'importatore - Credito di quest'ultimo nei confronti dello spedizioniere dichiarato fallito - Ammissione al passivo in via chirografaria - Necessità - Fondamento.
In tema di accertamento del passivo, il credito vantato dall'importatore nei confronti dello spedizioniere doganale dichiarato fallito che, ricevute dall'importatore le somme necessarie al pagamento dei tributi, poi non ne abbia curato il pagamento, così provocando l'escussione delle garanzie da parte dell'Agenzia delle dogane e la surroga dei garanti nei confronti dell'importatore, non gode del privilegio ex art. 2752 c.c., perché lo spedizioniere, ancorché legittimato al pagamento dei tributi doganali, è solo un mandatario dell'importatore, il quale è l'unico soggetto passivo del rapporto tributario e quindi non ha rivalsa o regresso nei confronti dello spedizioniere, né può agire surrogandosi all'Erario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 04 Febbraio 2020, n. 2454.


Opposizione allo stato passivo - Credito della Regione per la tassa automobilistica - Privilegio ex art. 2752, comma 4, c.c. - Sussistenza - Fondamento.
In sede di ammissione allo stato passivo fallimentare, deve riconoscersi alla Regione il privilegio in relazione al credito tributario vantato per la tassa automobilistica, perché il privilegio generale mobiliare per i crediti tributari degli enti locali è volto ad assicurare agli enti medesimi la provvista dei mezzi economici necessari per l'adempimento dei loro compiti istituzionali, previsti dalla Costituzione, sicché l'espressione "legge per la finanza locale", contenuta nell'art. 2752, comma 4, c.c., non va riferita ad una legge specifica istitutiva della singola imposta, bensì a tutte le disposizioni che disciplinano i tributi degli enti locali, con interpretazione estensiva da applicarsi anche ai tributi regionali e confermata dall'art. 13, comma 13, del d.l. n. 201 del 2011, conv. con modif. dalla l. n. 214 del 2011, in riferimento ai tributi comunali e provinciali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 04 Ottobre 2019, n. 24836.


Aggio del concessionario - Ammissione al passivo del credito - Inerenza al tributo riscosso ai fini del privilegio - Esclusione - Fondamento.
L'aggio costituisce il compenso spettante al concessionario esattore per l'attività svolta su incarico e mandato dell'ente impositore ed il relativo credito non muta la sua natura di corrispettivo per un servizio reso in base al soggetto (contribuente, ente impositore o entrambi "pro quota") a carico del quale, a seconda delle circostanze, è posto il pagamento: pertanto, in sede di accertamento al passivo dei crediti insinuati dal concessionario, il credito per aggio non può in alcun modo essere considerato inerente al tributo riscosso e non è quindi assistito dal relativo privilegio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Ottobre 2019, n. 24588.


Privilegio generale ex art. 2752, comma 1, c.c. come novellato dall’art. 23, comma 37, d.l. n. 98 del 2011 - Applicazione anche ai crediti sorti in epoca anteriore alla modifica - Accertamento del passivo non ancora definitivo - Ammissibilità - Condizioni - Fattispecie.
Il privilegio generale sui mobili per i crediti erariali deve essere riconosciuto anche per il periodo antecedente alla novella dell'art. 2752, comma 1, c.c., introdotta dall'art. 23, comma 37, del d.l. n. 98 del 2011, conv. con modif. dalla l. n. 111 del 2011, purché sia ancora in corso il procedimento di accertamento del passivo e il creditore istante abbia formulato tempestivamente – dopo l'entrata in vigore della riforma (6 luglio 2011) – la relativa domanda di riconoscimento del rango privilegiato. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto inammissibile una domanda di insinuazione al privilegio, formulata per la prima volta in sede di opposizione allo stato passivo, dopo che nell'originaria domanda di partecipazione al concorso, depositata prima della modifica dell'art. 2752 c.c., era stato richiesto soltanto il rango chirografario, senza tuttavia invocare il privilegio ora spettante, dopo che la novella era già entrata in vigore, prima che il giudice delegato dichiarasse esecutivo lo stato passivo ex art. 96 l.fall.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Ottobre 2019, n. 24587.


Privilegi – Tassa portuale di sbarco – Applicazione dell’art. 2752 c.c..
Il privilegio generale mobiliare previsto dall'art. 2752 c.c. dev'essere riconosciuto in via estensiva alla tassa portuale di cui all'art. 33 della l. n. 82 del 1963, come modificato dall'art. 28, comma 6, della l. n. 84 del 1994.

Si deve, infatti evidenziare che la tassa portuale di imbarco e sbarco delle merci, prevista dalla L. 28 gennaio 1994, n. 84, art. 28, comma 6, già introdotta dalla L. 9 febbraio 1963, n. 82, soltanto per alcuni porti e poi estesa a tutti i porti - non è collegata in termini di corrispettivo del godimento di un servizio, sebbene abbia come presupposto l'effettuazione di operazioni di imbarco e sbarco all'interno di uno dei porti indicati dalla legge (Cass., sez. 5, n. 13822/2007), ma evidenzia gli elementi identificativi dei tributi e una causa del credito giustificatrice del privilegio. E ciò in considerazione:

a) della matrice legislativa della prestazione imposta, poichè il tributo nasce direttamente in forza della legge, e non in un rapporto sinallagmatico tra le parti, risultando irrilevante l'autonomia contrattuale;
b) della doverosità della prestazione, che comporta un'ablazione delle somme e la loro attribuzione ad un ente pubblico, cui i soggetti tenuti al pagamento non possono sottrarsi, e la legge non dà alcun rilievo alla volontà delle parti;
c) del nesso con la spesa pubblica, nel senso che la prestazione è destinata allo scopo di apprestare i mezzi per il fabbisogno finanziario dell'ente impositore, trattandosi di un tributo con il quale il contribuente viene chiamato a concorrere al mantenimento delle funzioni pubbliche svolte dall'autorità portuale per il funzionamento dell'area affidata alle sue cure (Cass., sez. 5, n. 20018/2017).

La suddetta tassa, in aggiunta al gettito delle tasse erariali e di ancoraggio, già acquisite al bilancio dello Stato, è attribuita alle autorità portuali - che costituiscono enti pubblici non economici sul piano funzionale e finanziario, dotati di pubblici poteri (Cass., S.U., n. 3733/2016) - al fine di assicurarne la autonomia finanziaria e di promuovere l'autofinanziamento delle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria in ambito portuale (L. n. 296 del 2006, art. 1, commi 982 e 985). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 08 Ottobre 2018, n. 24738.


Fallimento - Sanzione tributaria - Divieto di traslare tale pena pecuniaria su soggetti diversi dall'autore dell'illecito.
L'obbligazione nascente dalla sanzione tributaria, sebbene ascrivibile al genus delle obbligazioni di diritto pubblico essendo l'Amministrazione finanziaria controparte contrattuale, sottostà all'applicazione delle norme di diritto civile; dunque, in quanto la sanzione tributaria costituisce un credito, tale credito sarà sottoposto alla disciplina civilistica sia che si verta nella fase fisiologia del rapporto obbligatorio - e un esplicito richiamo in tal senso è rinvenibile all'art. 2752 c.c., che assegna privilegio generale sui mobili del debitore ai crediti dello Stato per le imposte e le sanzioni sia che si verta nell'ambito di una procedura concorsuale, dovendo l'amministrazione finanziaria soddisfarsi secondo le regole del concorso, nei modi stabiliti dalla legge.

Al fallimento non è applicabile analogicamente il principio dell'intrasmissibilità della sanzione tributaria agli eredi, di cui al D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 8, in primo luogo, dovendosi ritenere tassativa tale ipotesi d'intrasmissibilità e, in secondo luogo, non ricorrendo i presupposti della trasmissione in quanto il fallimento non equivale alla morte dell'imprenditore bensì costituisce una procedura concorsuale liquidatoria a carattere universale volta al soddisfacimento dei creditori dell'imprenditore il quale non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni (L. Fall., art. 5), senza che si verifichi alcun fenomeno successorio. Inoltre, la stessa giurisprudenza di questa Corte ha rilevato che con la dichiarazione di fallimento il contribuente non viene privato della sua qualità di soggetto passivo del rapporto tributario (Cass. 3427/2002) anche nel corso della procedura concorsuale. Accanto a queste argomentazioni di ordine sistematico, vi è anche l'esigenza della certezza dell'adempimento del contribuente, non potendo trasformarsi il fallimento in un modo per sfuggire al pagamento delle sanzioni amministrative, in danno all'erario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 27 Settembre 2018, n. 23322.


Privilegio generale sui mobili – Art. 2752 cod. civ. – Tributi degli enti locali – Sono compresi anche i tributi regionali – Tassa automobilistica (c.d. bollo auto).
L’art. 2952, comma 3, cod. civ. che riconosce il privilegio generale sui beni mobili ai crediti per imposte, tasse e tributi previsti dalla legge per la finanza locale si applica ai tributi di tutti gli enti locali, comprese le regioni (nella specie, il tribunale in sede di opposizione allo stato passivo ha riconosciuto il privilegio generale sui mobili previsto dall’art. 2952 cod. civ. al credito della Regione per la tassa automobilistica). Tribunale Vicenza, 12 Settembre 2018.


Permesso di costruire - Oneri di costruzione - Prestazione patrimoniale ascrivibile alla categoria dei tributi locali - Privilegio ex art. 2752 c.c. - Sussistenza.
Il contributo sul costo di costruzione consiste in una prestazione patrimoniale ascrivibile alla categoria dei tributi locali, in quanto il prelievo non si basa, come nel caso degli oneri di urbanizzazione, sui costi collettivi derivanti dall’insediamento di un nuovo edificio ma sull’incremento di ricchezza immobiliare determinato dall’intervento edilizio; poiché la pretesa del comune ha natura di prestazione patrimoniale imposta per ragioni di pubblica utilità, è dunque preferibile la riconduzione dell’onere di costruzione alla categoria dei tributi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 18 Gennaio 2018.


Privilegi - Legge per la finanza locale - Rinvia a legge specifica istitutiva della singola imposta - Esclusione.
Ai fini del riconoscimento del privilegio di cui all'art. 2752, comma 3, c.c., va precisato che l'espressione «legge per la finanza locale», non rinvia ad una legge specifica istitutiva della singola imposta, bensì a tutte le disposizioni che disciplinano i tributi comunali e provinciali, così come chiarito dall'art. 13, comma 13, del d.l. n. 201 del 2011, conv., con modif., dalla l. n. 214 del 2011. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 18 Gennaio 2018.


Fallimento - Accertamento del passivo - Ammissione al passivo del credito in via privilegiata - Interessi sul credito - Diritto di prelazione - Estensione agli accessori - Specifica domanda - Necessità - Fondamento - Fattispecie.
In tema di ammissione al passivo del credito per interessi, l’estensione a tale credito del diritto di prelazione accordato dalla legge a quello per capitale, ex art. 54, comma 3, l.fall., non comporta la sottrazione degli accessori alla necessità di una specifica domanda, ai fini della quale occorre l’indicazione di tutti gli elementi necessari per il calcolo degli interessi, e quindi almeno la data di scadenza del credito e il tasso applicabile, onde consentire di verificare l’esatta determinazione dell’importo richiesto, anche in relazione al trattamento differenziato previsto per gli interessi maturati successivamente alla dichiarazione di fallimento. (Principio affermato con riferimento ad un credito di natura tributaria; la S.C. ha confermato il provvedimento di ammissione al passivo in via chirografaria del relativo credito per interessi – ribadendo che per esso l’estensione del privilegio resta disciplinata dall’art. 2749 c.c., in forza del richiamo di cui all'art. 54, comma 3, l.fall. –, essendosi la creditrice limitata, sia nell’istanza di insinuazione che nell’opposizione, alla mera indicazione dell’importo complessivamente dovuto per gli accessori, ancorché distinto da quello relativo alla sorte capitale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Settembre 2017, n. 21459.


Ammissione al passivo - Crediti tributari - Privilegio - Sospensione degli interessi ex art. 55 l.fall. - Inapplicabilità.
In tema di ammissione al passivo fallimentare, la sospensione del corso degli interessi prevista dall'art. 55 l.fall. non si applica ai crediti tributari in quanto assisti da privilegio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 10 Marzo 2017, n. 6319.


Privilegi - Causa del credito - Natura sostanziale - Crediti erariali - Privilegio ex art. 2752, comma 1, c.c. - Efficacia retroattiva - Art. 23, comma 37, d.l. 6 luglio 2011, n. 98 - Limite del giudicato.
È indice della natura sostanziale dei privilegi la circostanza che la prelazione è accordata dalla legge in considerazione della causa del credito. (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata)

L’efficacia retroattiva posta dall’art. 23, comma 37, d.l. 6 luglio 2011, n. 98, al privilegio erariale di cui l’art. 2752. comma 1, c.c., dopo la sentenza 1 luglio 2013, n. 170, della Corte Costituzionale, persiste con il solo limite del rispetto del giudicato. (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata)
Tribunale Como, 03 Ottobre 2016.


Fallimento - Accertamento del passivo - Ammissione al passivo - Tariffa rifiuti - Privilegio ex art. 2752, comma 3, c.c. - Spettanza - Fondamento.
La tassa rifiuti (TARI) ha sostituito, a decorrere dall'1 gennaio 2014, i preesistenti tributi dovuti ai comuni dai cittadini, enti ed imprese quale pagamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (noti in precedenza con gli acronimi di TARSU e, successivamente, di TIA e TARES), conservandone, peraltro, la medesima natura tributaria, quale entrata pubblica costituente "tassa di scopo", che mira a fronteggiare una spesa di carattere generale, con ripartizione dell'onere sulle categorie sociali che da questa traggono vantaggio, senza alcun rapporto sinallagmatico tra la prestazione da cui scaturisce l'onere ed il beneficio che il singolo riceve. Ne consegue che al credito relativo si applica il privilegio previsto dall'art. 2752, comma 3, c.c., in quanto tale norma, con l'espressione «legge per la finanza locale», non rinvia ad una legge specifica istitutiva della singola imposta, bensì a tutte le disposizioni che disciplinano i tributi comunali e provinciali, così come chiarito dall'art. 13, comma 13, del d.l. n. 201 del 2011, conv., con modif., dalla l. n. 214 del 2011, che ha fornito un'interpretazione autentica del menzionato comma. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Giugno 2016, n. 12275.


Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Insolvenza dell'ente concessionario per la riscossione tributi - Insinuazione al passivo dell'ente impositore - Credito per il riscosso nei confronti dei contribuenti - Natura privilegiata - Fondamento.
L'esazione delle imposte pubbliche viene espletata attraverso l'affidamento del servizio ad un ente privato in forza di un atto amministrativo avente natura di concessione, sicché quello che si instaura tra tale soggetto e l'ente impositore non è un rapporto privatistico di mandato, bensì concessorio, articolato sulle scansioni delle potestà di diritto pubblico, perché finalizzato a riscuotere i tributi con l'obbligo di riversarli all'ente impositore, detratto l'aggio convenuto, sicché, in caso di insolvenza del concessionario e di sua conseguente ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria, legittimamente l'ente impositore insinua al passivo il proprio credito in via privilegiata ex art. 2752 c.c., poiché lo stesso riguarda i tributi già incassati dai contribuenti, i quali non perdono i caratteri propri dell'entrata fiscale disperdendosi nell'attivo patrimoniale della società, ma mantengono la loro natura, restando ancorati alla finalità pubblicistica cui gli stessi sono funzionali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 22 Febbraio 2016, n. 3449.


Credito tributario per tassa automobilistica - Impossibilità di riconoscere il privilegio di cui all’art.2758 c.c. - Natura chirografaria del credito.
Il credito per tassa automobilistica non è assistito dal privilegio di cui all’art. 2758 c.c. per essere la tassa automobilistica un tributo non regionale ma indiretto dello Stato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 12 Gennaio 2016.


Accordo di Ristrutturazione ex art. 182 bis l. fall. – Transazione Fiscale ex art. 182 ter l. fall. prevedente il pagamento a saldo e stralcio di interessi e sanzioni maturati su crediti dello Stato ex art. 2752 c.c. – Ammissibilità – Sussistenza.
Può essere prestata adesione dell’Agenzia delle Entrate alla proposta di Transazione Fiscale ex art. 182 ter l. fall., formulata nell’ambito di Accordo di Ristrutturazione ex art 182 bis l. fall., prevedente il pagamento a stralcio di interessi e sanzioni maturati su crediti dello Stato (nella specie, IVA, ritenute e IRAP), malgrado la natura privilegiata dei predetti accessori sancita dall’art. 2752 c.c. come modificato dal d.l. 6 luglio 2011 n.98 convertito in l. 15 luglio 2011 n.111, a condizione che il trattamento non sia peggiorativo rispetto a quello degli altri creditori chirografari e ferme le ulteriori condizioni previste dalla norma speciale fallimentare.

(Fattispecie in cui l’Agenzia delle Entrate ha accolto la proposta di Transazione Fiscale prevedente il pagamento del 100 % della sorte dei tributi entro 24 mesi dall’omologazione dell’Accordo di Ristrutturazione, maggiorati di interessi legali fino al saldo, nonché il pagamento del 26 % delle somme dovute a titolo di interessi e sanzioni collegati ai tributi certificati come dovuti dall’Agenzia delle Entrate, assistiti da interessi legali fino al saldo, entro il termine di 120 giorni dall’omologazione dell’Accordo medesimo.
La proposta prevedeva altresì l’accensione di ipoteca volontaria di secondo grado sull’immobile della società debitrice nonché il rilascio - da parte del terzo promittente acquirente dell’azienda sociale - di fideiussione bancaria dell’importo di 250.000 euro dovuto a saldo prezzo dalla cessionaria d’azienda e da corrispondersi entro un anno dalla stipulazione dell’atto definitivo di trasferimento dell’azienda). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Agenzia delle Entrate Rimini, 19 Giugno 2015.


Privilegi - Tributi locali - Interpretazione estensiva della norma di cui all'articolo 2752, comma 3, c.c. - Ammissibilità - Limitazione ai soli tributi imposti da Stato, comuni e province.
Il richiamo alla finanza locale contenuto nell'articolo 2752 c.c., ai fini del riconoscimento del privilegio ai tributi locali, può essere interpretato in via estensiva in ragione della causa del credito con riferimento a qualsivoglia atto astrattamente generatore dell'imposizione, purché si tratti di tributo imposto dallo Stato o da comuni e province, essendo questi ultimi i soli enti locali specificamente indicati nella norma. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16 Giugno 2015.


Privilegi - Tributi locali - Interpretazione estensiva della norma contenuta nell'articolo 2752, comma 3, c.c. - Ammissibilità - Limitazione ai soli tributi imposti da Stato, comuni e province.
Si deve escludere la possibilità di riconoscere il privilegio di cui all'articolo 2752, comma 3, c.c. ai tributi dovuti per imposte regionali diverse da quelle espressamente previste, in quanto non pare sussistere alcun dubbio circa il fatto che il legislatore, anche successivamente alla nascita delle regioni, abbia inteso limitare la portata applicativa della norma solamente a comuni e province, tant'è che, allorquando ha introdotto il privilegio per i tributi regionali, lo ha fatto espressamente solo per alcuni di essi, parificandoli direttamente a quelli dello Stato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16 Giugno 2015.


Privilegi - Accise - Entrata in vigore dell’art. 34 sexies del d.l. 179/2012 - Estensione ai rivenditori.
A seguito dell’entrata in vigore dell’art. 34 sexies del d.l. 179/2012, il privilegio per accise di cui agli artt. 16 d.lgs. 540/1995 e 2752 c.c. deve intendersi esteso anche ai rivenditori, equiparati ai fini della concessione del suddetto privilegio ai soggetti passivi del tributo.

Tale modifica si applica ai crediti sorti successivamente al 20/10/2012, come può desumersi oltre che dal dato letterale dell’art. 39 del d.l. 179/2012, dai principi discendenti da C. Cost. 16 d.lgs. 540/1995 e 2752 c.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Ravenna, 10 Giugno 2015.


Privilegi - Imposta di rivalutazione degli immobili di cui al D.L. 185/2008 - Privilegio di cui agli artt. 2752, 2749 e 2778 n. 18 c.c..
Al credito relativo al mancato pagamento dell’imposta di rivalutazione degli immobili di cui al d.lgs. 185/2008, sostitutiva di quella sul reddito delle società, va riconosciuto il privilegio di cui agli artt. 2752, 2749 e 2778 n. 18 c.c. Non pare invero contestabile che l’imposta in oggetto, espressamente definita “sostitutiva” di quelle sul reddito (dei soggetti passivi specificamente indicati all’art. 15 del citato d.lgs. 2008), sia caratterizzata da un’identità di ratio rispetto all’imposta sul reddito delle società, essendo analoga la causa del credito, che a norma dell’art. 2745 c.c. rappresenta la ragione giustificatrice di qualsiasi privilegio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 14 Aprile 2015.


Concessionario della riscossione in A.S. – Richiesta d’insinuazione al passivo da parte di ente impositore locale per credito tributario munito di privilegio, ex art. 2752 c.c. – Permanenza della natura privilegiata del credito anche successivamente al pagamento del contribuente debitore, e prima che le somme riscosse siano state riversate all’ente locale da parte del concessionario, dichiarato fallito.
Il privilegio, diversamente dal pegno e dall’ipoteca, trova fondamento nella legge, la quale stabilisce che questo “è accordato in considerazione della causa del credito” (art. 2745 c.c.). La natura privilegiata del credito, quindi, deriva dallo scopo pratico o della giustificazione economica del credito e si ricollega quindi alla ratio legis che stabilisce le singole ipotesi di privilegio. In questo senso, la ratio del privilegio in questione è chiara, derivando dall’esigenza di assicurare all’ente locale le risorse necessarie per l’erogazione dei servizi. Appare quindi evidente che la natura privilegiata del credito costituisce una qualità intrinseca del credito stesso, e siccome è individuata sulla base della ratio legis appare “svincolata” dalla qualità dei soggetti coinvolti nel rapporto obbligatorio e connessa essenzialmente alla natura tributaria del credito per come derivante dalla legge.
Con riferimento, invece, al tema se il privilegio riconosciuto all’ente creditore dall’art. 2752, u.c., c.c. debba intendersi riferito al “solo” patrimonio di uno specifico debitore, ovvero al soggetto o ai soggetti che, nei vari momenti della vicenda riscossiva del credito tributario, sono debitori di tale obbligazione, la seconda soluzione appare essere preferibile. In primo luogo perché già nella fase genetica del credito tributario spesso il debitore non è unico, molteplici sono i casi in cui i debitori sono più d’uno e non v’è dubbio che il credito sia privilegiato nei confronti di tutti i debitori. Tipico esempio è quello del condebitore solidale, ovvero del sostituto d’imposta il quale “subisce” la natura privilegiata da credito anche se egli non è il debitore in senso stretto ma un delegato solvendi ex lege. Davanti all’evidenza di una scelta legislativa in base alla quale il credito è qualificato come privilegiato nell’esclusivo interesse del creditore e al fine di garantire l’incasso dello stesso per interessi pubblici non sembra che possa essere esclusa la natura privilegiata anche nei confronti dell’esattore mantenendo il credito, come detto, la sua natura tributaria sino all’effettivo incasso da parte dell’ente. (Luca Solaini) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 14 Luglio 2014.


Responsabilità patrimoniale - Cause di prelazione - Privilegi speciali su determinati mobili - Crediti per tributi indiretti - Conai - Credito per contributi ambientali - Privilegio ex art. 2958 cod. civ. - Esclusione - Fondamento.
Il contributo dovuto al CONAI, legato alla produzione di imballaggi e parametrato alla quantità, al peso e alla tipologia del materiale di cui essi sono costituiti (art. 224, comma 3, lett. h, del d.lgs. 30 aprile 2006, n. 152), in quanto segno diretto della immissione nell'ambiente di rifiuti di un certo tipo e non segno indiretto di capacità reddituale, non partecipa della natura dei tributi indiretti e, pertanto non gode del privilegio ad essi riconosciuto dall'art. 2758, primo comma, cod. civ. (peraltro in favore dello Stato e non di soggetti privati, qual è il consorzio). Né v'è spazio per un'interpretazione estensiva - considerati i limiti lessicali - ovvero analogica della citata disposizione con riferimento alla disciplina della tariffa integrata ambientale (c.d. "TIA 2", art. 238 del d.lgs. n. 152 del 2006), atteso che quest'ultima non è un tributo indiretto, ma una tassa di scopo, cui compete il diverso privilegio di cui all'art. 2752, ultimo comma, cod. civ.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Privilegi - Crediti erariali - Sanzioni - Modifica all'articolo 2752 c.c. - Retroattività - Illegittimità costituzionale..
È costituzionalmente illegittimo l’art. 23, comma 37, ultimo periodo, e comma 40, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, per violazione dei principi di uguaglianza e di ragionevolezza di cui all’art. 3 Cost. e per violazione dell’art. 117, comma 1, Cost., in relazione all’art. 6 della CEDU, nella parte in cui consente di applicare il nuovo regime dei privilegi erariali di cui al nuovo testo dell’art. 2752 c.c. anche nelle procedure fallimentari in cui lo stato passivo esecutivo sia già divenuto definitivo, così superando il cosiddetto giudicato “endo-fallimentare”. (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 04 Luglio 2013, n. 170.


Concordato preventivo - Credito privilegiato - Pagamento integrale - Necessità - Inesistenza, nel patrimonio del debitore, di bene gravato da privilegio speciale - Irrilevanza - Ragioni - Conseguenze - Fattispecie anteriore al d.lgs. n. 169 del 2007..
La disciplina del concordato preventivo, vigente anteriormente alle modifiche di cui al d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169 (inapplicabile, nella specie, "ratione temporis"), caratterizzata dalla inapplicabilità dell'art. 54 legge fall., e dalla condizione essenziale ed indefettibile dell'integrale pagamento dei creditori privilegiati, comporta che, a differenza del fallimento, la mancanza nel compendio patrimoniale del debitore del bene gravato da privilegio non ne impedisce l'esercizio, con la conseguenza che il credito resta privilegiato ed è concretamente riconoscibile la prelazione in sede di riparto dell'attivo. In un tale contesto, infatti, il privilegio assume rilevanza esclusivamente come qualità del credito, che, ex art. 2745 cod. civ., sorge privilegiato in ragione della sua causa secondo le disposizioni di legge, mantenendo, poi, tale qualità per l'intera procedura. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Maggio 2013, n. 12064.


Fallimento - Effetti - Per i creditori - Debiti pecuniari - Interessi - Credito IVA - Privilegio generale sui mobili ex art. 2752, terzo comma, cod. civ. - Credito per interessi - Estensione - Limiti - Fondamento..
In caso di fallimento del contribuente, il privilegio generale sui mobili del debitore, riconosciuto dall'art. 2752, terzo comma, cod. civ., ai crediti dello Stato per le imposte, le pene pecuniarie e le sopratasse dovute secondo le norme relative all'imposta sul valore aggiunto, si estende, ai sensi dell'art. 2749 cod. civ., richiamato dall'art. 54 legge fall, anche al credito per interessi, ma solo nei limiti di quelli dovuti per l'anno in corso alla data di apertura della procedura concorsuale e per l'anno anteriore, nonché di quelli maturati successivamente, in misura legale, fino alla data di deposito del progetto di riparto, nel quale il credito sia soddisfatto sia pure parzialmente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Settembre 2012, n. 16084.


Decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 - Riconoscimento del privilegio ai crediti ammessi al passivo in via chirografaria - Mancata proposizione di opposizione ex articolo 98 l.f. e di domanda tardiva - Proposta di concordato che limita gli impegni assunti ai soli crediti ammessi al passivo - Legittimazione all'opposizione dell’agente per la riscossione dei tributi - Infondatezza..
I titolari di crediti privilegiati ammessi al passivo fallimentare in data anteriore all'entrata in vigore dell'articolo 23, comma 37, del decreto legge 6 luglio 2011, hanno l'onere, al fine di ottenere il riconoscimento del privilegio introdotto dalla citata normativa, di proporre l'impugnazione prevista dall'articolo 98, comma 3, legge fallimentare; in mancanza di tale iniziativa o della proposizione di una domanda tardiva, essi non potranno validamente opporsi alla omologazione della proposta di concordato fallimentare nella quale il proponente si sia avvalso della facoltà di limitare gli impegni assunti ai soli creditori ammessi al passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pinerolo, 23 Luglio 2012.


Privilegi – Irap – Modifica dell’art. 2752 c.c. da parte della legge 159/2007 – Natura sostanziale – Retroattività della norma – Esclusione..
L’articolo 39, comma 2, della legge 159/2007 laddove innova l’art. 2752, comma 1, codice civile includendo tra “i crediti dello Stato aventi privilegio generale sui beni mobili del debitore” anche quelli inerenti all’imposta Irap, non è applicabile a fattispecie anteriori all’entrata in vigore della novella, atteso che la predetta disposizione, al pari delle altre in tema di privilegi, non è destinata ad operare sul piano processuale, perchè si limita a modificare il concorso sostanziale dei creditori sul patrimonio del debitore, in considerazione della causa del credito e perchè, in quanto norma sostanziale, ed in mancanza di disposizioni transitorie, non dispone che per l’avvenire e non ha effetto retroattivo ai sensi dell’art. 11 delle disposizioni sulla legge in generale. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 15 Dicembre 2009, n. 0.


Privilegi – Irap – Modifica dell’art. 2752 c.c. da parte della legge 159/2007 – Natura interpretativa – Esclusione..
Non può ritenersi che la norma di cui all’art. 2752 codice civile, come modificato dalla legge 159/2007, abbia natura interpretativa ovvero di interpretazione autentica con possibilità di applicazione ai rapporti ancora in corso. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 15 Dicembre 2009, n. 0.


Irap – Natura privilegiata del tributo in base all’art. 2752 c.c. nel testo previgente – Esclusione..
Non è possibile accordare all’Irap il privilegio di cui all’art. 2752 comma I c.c. nella sua previgente formulazione neppure in base ad una interpretazione estensiva della norma. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 15 Dicembre 2009, n. 0.


Privilegi - I.C.I. Imposta comunale sugli immobili – Privilegio – Esclusione..
L’art. 2752 codice civile, che prevede il privilegio per i crediti relativi ad imposte, tasse e tributi dei comuni e delle province previsti dalla legge sulla finanza locale, ha inteso riferirsi solo ai crediti previsti dal R.D. n. 1175/1931 e poiché le norme che istituiscono privilegi non sono suscettibili di applicazione analogica, si deve ritenere che, in mancanza di espressa previsione normativa, il credito dei comuni per l’I.C.I. non sia assistito da privilegio alcuno. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 12 Ottobre 2009.