LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO VII
Della filiazione
CAPO II
Della filiazione naturale e della legittimazione
SEZIONE I
Della filiazione naturale
PARAGRAFO 2
Della dichiarazione giudiziale della paternità e della maternità naturale

Art. 273

Azione nell'interesse del minore o dell'interdetto
TESTO A FRONTE

I. L'azione per ottenere che sia giudizialmente dichiarata la paternità o la maternità [naturale] può essere promossa, nell'interesse del minore, dal genitore che esercita la potestà prevista dall'articolo 316 o dal tutore. Il tutore però deve chiedere l'autorizzazione del giudice, il quale può anche nominare un curatore speciale. (1)

II. Occorre il consenso del figlio per promuovere o per proseguire l'azione se egli ha compiuto l'età di quattordici (2) anni.

III. Per l'interdetto l'azione può essere promossa dal tutore previa autorizzazione del giudice.



_______________
(1) L'art. 32, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154, ha soppresso, con effetto dal 7 febbraio 2014, la parola «naturale» e sostituito la parola «potestà» con le parole: «responsabilità genitoriale». (2) L'art. 32, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154, ha sostituito, con effetto dal 7 febbraio 2014, la parola «sedici» con la parola: «quattordici».

GIURISPRUDENZA

Dichiarazione giudiziale di paternità e maternità - Legittimazione - Attiva - Del genitore esercente la potestà - Sussistenza - Fondamento - Estensione ex lege del potere di rappresentanza del minore - Conseguenze - Spendita espressa della circostanza dell'agire in rappresentanza - Necessità - Limiti.
L'art. 273 c.c., nel contemplare che l'azione per ottenere la declaratoria giudiziale di paternità o maternità naturale, può essere promossa, nell'interesse del figlio minore, dal genitore esercente la potestà, configura un'estensione - rispetto ad un diritto personale del figlio - del potere di rappresentanza "ex lege" spettante al genitore, e mira a tutelare esclusivamente detto minore, sulla base della presunzione di un suo interesse all'accertamento dello "status". Ad un tal riguardo, non occorre che il genitore esercente la potestà genitoriale sul figlio minore, dichiari espressamente di agire in nome e per conto del figlio o comunque nell'interesse dello stesso, ma si rende sufficiente che, dal contesto complessivo del ricorso, emerga che il ricorrente agisca nell'interesse del minore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Dicembre 2018, n. 32309.


Disconoscimento di paternità - Rinuncia all’azione da parte del padre proponente - Ammissibilità - Indisponibilità del diritto - Possibilità di riproposizione dell’azione, anche da parte dello stesso padre - Sussistenza.
Il genitore può rinunziare all’azione di disconoscimento della paternità che abbia promosso ma, vertendosi in materia di diritti indisponibili, in relazione ai quali non è ipotizzabile rinuncia o transazione, l'azione può essere successivamente riproposta, dallo stesso genitore e pure dal figlio che abbia raggiunto la maggiore età. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Giugno 2017, n. 14879.