LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO X
Della disciplina della concorrenza e dei consorzi
CAPO I
Della disciplina della concorrenza
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 2596

Limiti contrattuali della concorrenza
TESTO A FRONTE

I. Il patto che limita la concorrenza deve essere provato per iscritto. Esso è valido se circoscritto ad una determinata zona o ad una determinata attività, e non può eccedere la durata di cinque anni.

II. Se la durata del patto non è determinata o è stabilita per un periodo superiore a cinque anni, il patto è valido per la durata di un quinquennio.


GIURISPRUDENZA

Patto di non concorrenza – Rapporti verticali – Applicabilità della disciplina comunitaria – Valutazione sulla liceità del patto – Importanza del trasferimento del know how.
La disciplina dei limiti contrattuali della concorrenza di cui all’art.2956 c.c. ha una applicazione residuale e non corrispondente con la normativa nazionale antitrust, che è modellata su quella comunitaria e si applica ogni qual volta il patto di non concorrenza sia suscettibile di restringere o falsare il gioco della concorrenza all’interno del mercato comunitario o di quello nazionale.
Il patto di non concorrenza, durante e dopo la cessazione dei rapporti verticali, è disciplinato espressamente dall’art.5 del Regolamento CE 2790/99.
Il trasferimento di know how è un fattore molto importante per la valutazione della liceità e indispensabilità delle restrizioni alla concorrenza perché sono proprio i vantaggi, in termini di incremento dell’efficienza e di investimento dovuti al trasferimento di know how, a giustificare le restrizioni volte alla sua protezione. [Nella fattispecie, il giudice non aveva ravvisato le condizioni di liceità di un patto di non concorrenza imposto in conseguenza della cessazione di un contratto di franchising.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 27 Gennaio 2017.


Concorrenza sleale - Onere delle prova – Presunzioni – Sussistenza

Concorrenza sleale - Storno dipendenti - Sviamento e accaparramento di clientela – Divulgazione di nominativi di clienti e dei prezzi praticati – Sussistenza – Storno dipendenti – Società in liquidazione – Stato d’insolvenza – Sussistenza – Fondamento
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Nella materia pertinente in genere agli illeciti concorrenziali occorre valutare la ricorrenza o meno di elementi probatori di natura presuntiva, in quanto tali convergenti nel complesso alla dimostrazione del fatto dedotto da chi ha agito in giudizio, il tutto attraverso una valutazione unitaria e non con giudizi distinti e parcellizzati. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)

Si prefigura quale attività illecita lo storno dei dipendenti o collaboratori, con esperienza pluriennale nel settore, costituenti la rete commerciale della società bersaglio, collocati in posizione apicale, contigua a quella dell’amministratore delegato o direttore generale, del settore commerciale, incluso il marketing, direttamente connesso sia all’assistenza tecnica sia al procacciamento d’affari.

Si prefigura quale attività illecita lo sviamento e accaparramento della clientela effettuato tramite la diffusione pubblicitaria ingannevole circa l’utilizzo abusivo del marchio di esclusiva disponibilità sul territorio italiano da parte della società bersaglio. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 30 Giugno 2015.