LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO VIII
Dell'azienda
CAPO I
Disposizioni generali

Art. 2559

Crediti relativi all'azienda ceduta
TESTO A FRONTE

I. La cessione dei crediti relativi all'azienda ceduta, anche in mancanza di notifica al debitore o di sua accettazione, ha effetto, nei confronti dei terzi, dal momento dell'iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese. Tuttavia il debitore ceduto è liberato se paga in buona fede all'alienante.

II. Le stesse disposizioni si applicano anche nel caso di usufrutto dell'azienda, se esso si estende ai crediti relativi alla medesima.


GIURISPRUDENZA

Cessione di azienda bancaria – Cessione da Banca Popolare di Vicenza a Intesa Sanpaolo S.p.A. ex D.L. 99/2017 – Determinazione del contenzioso incluso nella cessione e di quello escluso – Criterio

Cessione di azienda bancaria – Cessione da Banca Popolare di Vicenza a Intesa Sanpaolo S.p.A.  ex D.L. 99/2017 – Determinazione del perimetro della cessione – Prevalenza del criterio temporale su quello dell’oggetto del rapporto – Rapporti a sofferenza
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Dalla lettura combinata delle clausole del contratto 26 giugno 2017, di cessione di azienda bancaria da Banca Popolare di Vicenza a Intesa Sanpaolo S.p.A., e del decreto legge 25 giugno 2017 n. 99, si desume, da un lato, la cessione del contenzioso pendente alla data della stipula e, dall’altro lato, l’estraneità della cessionaria al contenzioso sorto successivamente, anche se ancorato a fatti antecedenti; detta ricostruzione appare del resto coerente con l’intenzione di limitare il trasferimento ai soli contenziosi già pendenti, per i quali il costo è determinabile già al momento del contratto, escludendo le liti successive, a tale data imprevedibili. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

In ordine al contratto 26 giugno 2017, di cessione di azienda bancaria da Banca Popolare di Vicenza a Intesa Sanpaolo S.p.A., interpretato alla luce del decreto legge 25 giugno 2017 n. 99 è possibile affermare che, allo scopo di determinare il perimetro della cessione, la previsione attinente alla cessione delle controversie (che distingue le liti anteriori e quelle posteriori alla cessione) appare un criterio atto a prevalere rispetto a quello dell’oggetto dei rapporti che si trasferiscono; la previsione sulle liti è, infatti, ancorata ad un criterio meramente temporale e non ad un criterio che faccia leva sul contenuto della lite medesima, cosicché nessuna previsione contrattuale consente di affermare che ad Intesa si trasferiscano non tutte le liti pendenti, ma solo quelle che non abbiano ad oggetto rapporti a sofferenza.

Tanto più che detto criterio “contenutistico” non potrebbe concretamente operare prima della conclusione della lite medesima, giacché solo con la decisione definitiva si chiarirebbe se la lite riguardi un credito restitutorio del correntista ovvero un rapporto “a sofferenza”, effettivamente confermato come tale dalla decisione; in proposito, va , inoltre, detto che se si volesse integrare la regola sul trasferimento delle liti pendenti con un criterio che tenga conto dell’oggetto della lite, i confini della cessione rimarrebbero incerti fino alla conclusione del contenzioso: situazione evidentemente incompatibile con la necessità di cristallizzazione di attivo e passivo tipico di una cessione, tanto più di azienda bancaria.

Ne deriva che, in presenza di un “contenzioso civile” pendente al momento dell’accesso alla procedura concorsuale, lo stesso e pertanto il rapporto sottostante vanno ricompresi nella cessione ad Intesa, anche se il contenzioso attiene a rapporti qualificabile a sofferenza.

[Nel caso di specie, il tribunale ha inoltre rilevato l’operatività del cliente all’interno del fido e la mancanza di prova della segnalazione in centrale rischi hanno consentito di escludere che il rapporto fosse qualificabile a sofferenza]. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 01 Giugno 2018.


Azienda – Definizione – Circolazione e trasferimento elementi – Presupposti

Sequestro ex art. 670 c.p.c. – Restituzione azienda – Fumus boni iuris – Insussistenza
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La ricostruzione dogmatica del concetto di azienda, di beni aziendali, deve procedere tramite la necessaria applicazione dei principi che governano il diritto di proprietà e d’impresa indicati nell’art. 41 Cost. rappresentati dalla libertà d’iniziativa economica privata, utilità sociale, sicurezza, libertà e dignità umana, che devono essere coordinati secondo un giudizio assiologico e tramite la tecnica del bilanciamento. Secondo l’orientamento esposto si deve distinguere tra azienda, che è il complesso di beni in senso proprio di cui all’art. 2555 cod. civ. e che ai sensi dell’art. 810 c.c. sono le cose che possono formare oggetto di diritti, e il patrimonio aziendale che comprende i contratti, i debiti e i crediti, di cui agli artt. 2558, 2559, 2560 cod. civ.
Sul piano letterale, le disposizioni in esame fanno riferimento a contratti, crediti e debiti come elementi esterni all’azienda tuttavia alla stessa collegati da una relazione di strumentalità ovvero di inerenza. Quindi, deve escludersi che il legislatore preveda il trasferimento dei contratti inerenti all’azienda concependoli come elementi indefettibili della stessa e al fine di garantirne l’immutabilità nella vicenda circolatoria, l’art. 2558 cod. civ. ha la funzione di tutelare l’iniziativa economica dei privati limitando il trasferimento ai soli beni aziendali, cioè alle cose che possono formare oggetto di diritti, ed evitando di vincolare necessariamente l’imprenditore acquirente alle scelte gestionali del suo dante causa, tramite l’automatica cessione dei contratti inerenti all’azienda. Sul piano dell’analisi assiologica si può concludere che il legislatore ha riconosciuto prevalenza alla tutela della libertà di iniziativa economica delle parti rispetto all’esigenza di garantire la capacità produttiva dell’azienda corredata dagli elementi, in particolare i contratti, che costituiscono il patrimonio aziendale. Tale ricostruzione è diretta a tutelare l’iniziativa economica privata consentendo, in particolare, alla parte acquirente l’individuazione e la selezione dei beni essenziali per l’esercizio dell’impresa, escludendo, pertanto, un concetto unitario di azienda, come bene autonomo distinto dai beni che la compongono, che implicherebbe il trasferimento automatico e diretto di tutti gli elementi che ne fanno parte. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)

Sulla base dell’interpretazione sistematica degli artt. 2558, 2559, 2560 cod. civ., per cui gli elementi estranei all’azienda ma facenti parte del patrimonio aziendale e che possono essere ricompresi in una vicenda circolatoria fondata solo su un titolo negoziale, la Curatela del fallimento della cedente potrà avere diritto alla restituzione solo dei beni che erano originariamente nella disponibilità della società fallita con esclusione, quindi, di tutti gli elementi, rappresentati da beni acquistati da altre società, contratti, crediti e debiti inerenti all’azienda che sono il risultato dell’esercizio dell’attività di impresa di queste ultime. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 28 Dicembre 2017.


Fallimento – Azienda – Retrocessione – Affitto stipulato prima del fallimento – Responsabilità per i debiti contratti dall’affittuario – Sussistenza.
In mancanza della deroga contenuta nell’art. 104-bis l.fall. per l’ipotesi di affitto di azienda stipulato dal curatore, la retrocessione al fallimento di aziende o rami di aziende comporta la responsabilità della procedura per i debiti maturati sino alla retrocessione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Ottobre 2017, n. 23581.


Azienda - Cessione - Successione a titolo particolare - Applicazione delle norme dettate dall’art. 111 c.p.c. - Cessione del ramo d'azienda.
Nel caso di trasferimento d’azienda, nelle controversie aventi ad oggetto rapporti compresi in quell’azienda, il soggetto cessionario assume la veste di successore a titolo particolare con applicazione delle norme dettate dall’art. 111 c.p.c. Anche il trasferimento del ramo d’azienda da una società all’altra configura una successione a titolo particolare nei rapporti preesistenti, successione che, sul piano processuale, determina una prosecuzione del processo in corso tra le parti originarie, ai sensi dell’art. 111 c.p.c. (Francesco Micaletto) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 24 Novembre 2016.


Società – Società di capitali – Società a responsabilità limitata – Cessione d’azienda – Inclusione tra i crediti ceduti del credito risarcitorio vantato dalla società cedente nei confronti di un consigliere d’amministrazione in forza di promossa azione sociale di responsabilità – Esclusione – Ammissibilità dell’intervento nel processo relativo all’azione sociale di responsabilità del cessionario d’azienda qualificatosi successore a titolo particolare nel diritto controverso – Esclusione..
La cessione dell’azienda sociale non include la cessione del credito risarcitorio rinveniente titolo nell’azione sociale di responsabilità, postulando quest’ultima, come ogni atto dispositivo dell’azione sociale di responsabilità (rinuncia, transazione), una preventiva autorizzazione dell’assemblea sociale. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca, 23 Gennaio 2013.


Società – Società di capitali – Società a responsabilità limitata –Decisione dei soci di promuovere l’azione sociale di responsabilità nei confronti di un membro del consiglio d’amministrazione – Sussistenza di un conflitto d’interessi dei soci deliberanti in quanto amministratori di fatto o di diritto – Esclusione – Possibilità di far valere l’eventuale vizio della decisione in via d’eccezione – Esclusione..
Il socio che sia anche amministratore di fatto o di diritto della società non è in conflitto d’interessi con la società nel deliberare l’azione di responsabilità nei confronti di altro amministratore. In ogni caso, l’eventuale vizio della decisione, non essendo sussumibile nella categoria della nullità, non può essere fatto valere in via d’eccezione. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca, 23 Gennaio 2013.


Conferimento di azienda bancaria in società per azioni ex artt. 1 e 16 d.lgs. n. 356 del 1990 - Successione a titolo particolare della società conferitaria nei crediti dell'azienda conferita - Estensione ai diritti di natura risarcitoria esercitabili nei confronti degli organi amministrativi e di controllo dell'azienda trasferita - Configurabilità.
Il conferimento, ai sensi degli artt. 1 e 16 del d.lgs. n. 356 del 1990 di un'azienda bancaria (nella specie una Cassa di Risparmio) in una società per azioni determina la successione a titolo particolare della totalità dei crediti dell'azienda trasferita da parte della società conferitaria senza esclusione di quelli derivanti dal diritto al risarcimento dei danni provocato al patrimonio aziendale dalla "mala gestio" degli organi amministrativi e di controllo dell'ente conferente, in quanto componenti della "universitas" aziendale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Giugno 2007.


Azienda commerciale - Acquisizione al fallimento - Terzo cessionario dell'azienda prima della instaurazione della procedura concorsuale - Tutela esperibile.
Con riguardo ad azienda commerciale, che sia stata inventariata tra le attività del fallimento e presa in consegna dal curatore (art. 88 legge fall.) - il quale è immesso "ope legis" nel possesso dei beni detenuti dal fallito - il terzo, che assuma di essersi reso cessionario dell'azienda medesima prima dell'instaurazione della procedura concorsuale, trova tutela nel procedimento di verificazione dello stato passivo, nei modi e nei termini contemplati dall'art. 103 legge fall. per la rivendicazione, restituzione e separazione di cose mobili possedute dal fallito, salva l'autonoma tutela esperibile dal terzo stesso in sede di cognizione, in relazione ad eventuali provvedimenti abnormi di acquisizione dei beni in questione alla massa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03 Novembre 1994, n. 9046.