LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO VIII
Dell'azienda
CAPO I
Disposizioni generali

Art. 2555

Nozione
TESTO A FRONTE

I. L'azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa.


GIURISPRUDENZA

Azienda – Definizione – Circolazione e trasferimento elementi – Presupposti

Sequestro ex art. 670 c.p.c. – Restituzione azienda – Fumus boni iuris – Insussistenza
.
La ricostruzione dogmatica del concetto di azienda, di beni aziendali, deve procedere tramite la necessaria applicazione dei principi che governano il diritto di proprietà e d’impresa indicati nell’art. 41 Cost. rappresentati dalla libertà d’iniziativa economica privata, utilità sociale, sicurezza, libertà e dignità umana, che devono essere coordinati secondo un giudizio assiologico e tramite la tecnica del bilanciamento. Secondo l’orientamento esposto si deve distinguere tra azienda, che è il complesso di beni in senso proprio di cui all’art. 2555 cod. civ. e che ai sensi dell’art. 810 c.c. sono le cose che possono formare oggetto di diritti, e il patrimonio aziendale che comprende i contratti, i debiti e i crediti, di cui agli artt. 2558, 2559, 2560 cod. civ.
Sul piano letterale, le disposizioni in esame fanno riferimento a contratti, crediti e debiti come elementi esterni all’azienda tuttavia alla stessa collegati da una relazione di strumentalità ovvero di inerenza. Quindi, deve escludersi che il legislatore preveda il trasferimento dei contratti inerenti all’azienda concependoli come elementi indefettibili della stessa e al fine di garantirne l’immutabilità nella vicenda circolatoria, l’art. 2558 cod. civ. ha la funzione di tutelare l’iniziativa economica dei privati limitando il trasferimento ai soli beni aziendali, cioè alle cose che possono formare oggetto di diritti, ed evitando di vincolare necessariamente l’imprenditore acquirente alle scelte gestionali del suo dante causa, tramite l’automatica cessione dei contratti inerenti all’azienda. Sul piano dell’analisi assiologica si può concludere che il legislatore ha riconosciuto prevalenza alla tutela della libertà di iniziativa economica delle parti rispetto all’esigenza di garantire la capacità produttiva dell’azienda corredata dagli elementi, in particolare i contratti, che costituiscono il patrimonio aziendale. Tale ricostruzione è diretta a tutelare l’iniziativa economica privata consentendo, in particolare, alla parte acquirente l’individuazione e la selezione dei beni essenziali per l’esercizio dell’impresa, escludendo, pertanto, un concetto unitario di azienda, come bene autonomo distinto dai beni che la compongono, che implicherebbe il trasferimento automatico e diretto di tutti gli elementi che ne fanno parte. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)

Sulla base dell’interpretazione sistematica degli artt. 2558, 2559, 2560 cod. civ., per cui gli elementi estranei all’azienda ma facenti parte del patrimonio aziendale e che possono essere ricompresi in una vicenda circolatoria fondata solo su un titolo negoziale, la Curatela del fallimento della cedente potrà avere diritto alla restituzione solo dei beni che erano originariamente nella disponibilità della società fallita con esclusione, quindi, di tutti gli elementi, rappresentati da beni acquistati da altre società, contratti, crediti e debiti inerenti all’azienda che sono il risultato dell’esercizio dell’attività di impresa di queste ultime. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 28 Dicembre 2017.


Concordato preventivo – Scioglimento dei contratti pendenti – Affitto di azienda – Retrocessione al proponente – Effetti.
In caso di scioglimento del contratto di affitto di azienda autorizzato ex art. 169-bis legge fall., il proponente il concordato preventivo subentra nei rapporti in essere al momento della retrocessione dell’azienda, ivi compreso il contratto di locazione dei locali ove l’attività viene in concreto esercitata. (Roberto Cicerone) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 21 Dicembre 2016.


Azienda commerciale - Acquisizione al fallimento - Terzo cessionario dell'azienda o titolare di titolo autonomo ed anteriore al fallimento sui singoli beni appresi - Tutele esperibili - Fattispecie.
Con riguardo ad azienda commerciale, che sia stata inventariata tra le attività del fallimento e presa in consegna dal curatore (art. 88 l.fall.) - il quale è immesso "ope legis" nel possesso dei beni detenuti dal fallito - il terzo, che assuma di essersi reso cessionario dell'azienda medesima prima dell'instaurazione della procedura concorsuale o che vanti sui singoli beni appresi un titolo autonomo ed anteriore al fallimento, trova esclusiva tutela nel procedimento di verificazione dello stato passivo, nei modi e nei termini contemplati dall'art. 103 l. fall. per la rivendicazione, restituzione e separazione di cose mobili possedute dal fallito, salva solo l'autonoma tutela, esperibile in sede di cognizione, per gli eventuali provvedimenti abnormi di acquisizione dei suddetti beni alla massa. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ritenuto inammissibile l'azione possessoria proposta nei confronti del curatore per aver proceduto all'inventario presso la sede della società fallita, pur avendovi rinvenuto una diversa società con oggetto sociale identico). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Dicembre 2015, n. 25931.


Concordato preventivo - Continuità indiretta - Continuità aziendale - Sussistenza - Elemento rilevante costituito dalla continuazione della vita dell'azienda.
A seguito dell'introduzione dell'articolo 186 bis L.F., anche il concordato cd. con continuità indiretta è ascrivibile alla categoria del concordato con continuità aziendale, dovendosi avere riguardo alla continuazione della vita dell'azienda sia che avvenga in capo all'originario imprenditore sia che avvenga in capo a terzi affittuari o acquirenti. Da ciò consegue che le operazioni straordinarie (cessione, affitto, conferimento aziendale), seppure volte ad un mutamento della originaria compagine aziendale, non possono dirsi prive del requisito della continuità sotto forma di risanamento traslativo indiretto, che pure è ricompreso nel concetto della continuità aziendale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24 Marzo 2015.


Fallimento – Azione revocatoria fallimentare avente ad oggetto azienda contenente marchio ed insegna – Provvedimenti cautelari – Competenza della Sezione Specializzata in Materia di Impresa.
Nel caso di azione cautelare avente ad oggetto la richiesta di sequestro giudiziario di un ramo aziendale costituito da beni mobili, marchio registrato ed insegna la competenza è demandata alla Sezione Specializzata in Materia di Impresa e non al tribunale fallimentare competente ex art. 24 L.F.. (Giovanni Noschese) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 11 Febbraio 2015.


Trasferimento di azienda - Conferimento mediante sottoscrizione di aumento di capitale sociale riservato - Cessione - Applicazione dell’articolo 2112 c.c. - Omessa annotazione nell’elenco dipendenti - Irrilevanza - Violazione del principio di effettività del capitale sociale - Irrilevanza.
Il conferimento del ramo di azienda realizza una vicenda traslativa dei beni organizzati in forma di impresa simile alla cessione e comunque tale da rientrare nel più ampio concetto di trasferimento di cui all’articolo 2112 c.c. e ciò anche nell’ipotesi in cui il conferimento venga attuato a titolo di sottoscrizione di aumento di capitale riservato. Pertanto, tutti i rapporti di lavoro relativi all’azienda conferita si intendono trasferiti alla società conferitaria indipendentemente dal fatto della loro annotazione dell’elenco dipendenti e dalla violazione del principio dell’effettività del capitale sociale di cui all’articolo 2464 c.c., posto che quest’ultima norma attiene al rapporto societario e non incide su quello di lavoro facente capo all’azienda ceduta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 31 Dicembre 2013.


Concordato con continuità aziendale - Affitto di azienda in esercizio precedente alla domanda di concordato - Prosecuzione dell'attività per mezzo dell’affittuario dell'azienda, senza obbligo di acquisto - Fattispecie di cui all'articolo 186 bis L.F. - Insussistenza..
Ove l’imprenditore abbia concesso in affitto la propria azienda in epoca precedente alla presentazione della proposta concordataria – avanzata ai sensi dell’art. 186 bis L.F. – e in quest’ultima si preveda la prosecuzione dell’attività per mezzo dell’affittuario della stessa azienda, senza che sia contestualmente previsto un obbligo di acquisto a suo carico entro un dato termine, non può trovare applicazione la speciale disciplina dettata dall’art. 186 bis L.F., non potendo qualificarsi la fattispecie come concordato con continuità aziendale. (Salvatore Saija) (Riproduzione riservata) Tribunale Patti, 12 Novembre 2013.


Azienda commerciale - Acquisizione al fallimento - Terzo cessionario dell'azienda prima della instaurazione della procedura concorsuale - Tutela esperibile.
Con riguardo ad azienda commerciale, che sia stata inventariata tra le attività del fallimento e presa in consegna dal curatore (art. 88 legge fall.) - il quale è immesso "ope legis" nel possesso dei beni detenuti dal fallito - il terzo, che assuma di essersi reso cessionario dell'azienda medesima prima dell'instaurazione della procedura concorsuale, trova tutela nel procedimento di verificazione dello stato passivo, nei modi e nei termini contemplati dall'art. 103 legge fall. per la rivendicazione, restituzione e separazione di cose mobili possedute dal fallito, salva l'autonoma tutela esperibile dal terzo stesso in sede di cognizione, in relazione ad eventuali provvedimenti abnormi di acquisizione dei beni in questione alla massa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03 Novembre 1994, n. 9046.