Codice Civile


LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO VI
Delle società cooperative e delle mutue assicuratrici
CAPO I
Delle società cooperative
SEZIONE V
Delle modificazioni dell'atto costitutivo

Art. 2545-terdecies

Insolvenza
TESTO A FRONTE

I. In caso di insolvenza della società, l'autorità governativa alla quale spetta il controllo sulla società dispone la liquidazione coatta amministrativa. Le cooperative che svolgono attività commerciale sono soggette anche al fallimento.

II. La dichiarazione di fallimento preclude la liquidazione coatta amministrativa e il provvedimento di liquidazione coatta amministrativa preclude la dichiarazione di fallimento.


GIURISPRUDENZA

Impresa sociale – Natura – Fallimento – Presupposti – Società cooperativa.
L'impresa sociale rappresenta un tertium genus che non è né impresa commerciale, né impresa agricola, ma, appunto, "sociale", ossia impresa caratterizzata da mutualità esterna, ovvero a beneficio della collettività, e sottoposta ad un regime speciale, che ne esclude la fallibilità, in ragione del riconoscimento legislativo dell'idoneità dell'attività esercitata a soddisfare interessi di carattere generale.

Da tale considerazione discende che per assoggettare un'impresa sociale a fallimento non ci si possa limitare a dimostrare l'astratto carattere commerciale dell'attività svolta (posto che all'interno dell'elenco delle attività di cui all'art. 2 del D.Lgs. 112/2017 rientrano attività espressamente commerciali, come ad esempio "lett. o): attivita' commerciali, produttive, di educazione e informazione, di promozione, di rappresentanza, di concessione in licenza di marchi di certificazione, svolte nell'ambito o a favore di filiere del commercio equo e solidale"), bensì debba dimostrarsi l'insussistenza dei requisiti per ritenere l'impresa di natura sociale, unico elemento che potrebbe consentire di escludere l'applicabilità dell'art. 14 ,2 comma, D.Lgs. n. 122 del 2017.

Se è vero, infatti, che il fine mutualistico non esclude in sé la natura di imprenditore commerciale di una cooperativa, atteso che l'art. 2545 terdecies c.c. ne prevede espressamente la fallibilità, la questione della sottoponibilità al fallimento della cooperativa sociale, come ben evidenziato dalla resistente, è oggi posta in discussione in ragione di quanto previsto dall'art. 14, 2 comma, D.Lgs. n. 122 del 2017, che anche per le imprese sociali aventi forma di cooperativa sembra imporre la sottoposizione a liquidazione coatta amministrativa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Siracusa, 05 Maggio 2021.


Società cooperativa - Imprenditore commerciale - Presupposti - Lucro oggettivo - Necessità - Fine mutualistico - Compatibilità - Conseguenze - Fallibilità - Fattispecie.
Lo scopo di lucro (c.d. lucro soggettivo) non è elemento essenziale per il riconoscimento della qualità di imprenditore commerciale, essendo individuabile l'attività di impresa tutte le volte in cui sussista una obiettiva economicità dell'attività esercitata, intesa quale proporzionalità tra costi e ricavi (cd. lucro oggettivo), requisito quest'ultimo che, non essendo inconciliabile con il fine mutualistico, ben può essere presente in una società cooperativa, la quale pertanto, ove svolga attività commerciale, in caso di insolvenza, può essere assoggettata a fallimento, in applicazione dell'art. 2545 terdecies c.c. (Nella specie, la S.C. ha confermato la dichiarazione di fallimento di una società cooperativa che gestiva impianti sportivi e centri di fisioterapia, svolgendo anche attività remunerate in favore di terzi). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Ottobre 2019, n. 25478.


Società cooperative - Attività - Valutazione della natura commerciale - Lettura dei dati di bilancio - Compatibilità con lo scopo mutualistico - Criteri.
Ai fini dell'assoggettabilità al fallimento di una società cooperativa, l'indagine circa la natura imprenditoriale della sua attività può essere concentrata in via esclusiva sui dati di bilancio, qualora dagli stessi emerga una sproporzione tra ricavi e costi di dimensioni tali da essere oggettivamente incompatibile con la prevalenza di uno scopo mutualistico. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 04 Febbraio 2019, n. 3202.


Società cooperative e consorzi di produttori aventi ad oggetto attività agricole - Esenzione dal fallimento - Valutazione del giudice - Contenuto.
Ai fini dell’esonero dal fallimento delle società cooperative fra imprenditori agricoli e dei consorzi di produttori che commercializzano i prodotti degli associati, occorre procedere alla verifica: a) della forma sociale e della qualità dei soci; b) dello svolgimento di attività agricole in senso proprio o di attività “connesse” alle prime, anche in via esclusiva, da parte della società o del consorzio, ai sensi dell’art. 2135, comma 3, c.c.; c) dell’apporto prevalente dei soci o della destinazione prevalente a questi ultimi di beni e servizi diretti alla cura ed allo sviluppo del ciclo biologico, ai sensi dell’art. 2, comma 2, d.lgs. n. 228 del 2001. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Giugno 2018, n. 831.


Fallimento – Società cooperativa – Scopo di lucro – Qualità di imprenditore commerciale – Irrilevanza – Individuazione dell'attività di impresa ove sussista una obiettiva economicità dell'attività esercitata – Proporzionalità tra costi e ricavi.
Lo scopo di lucro (c.d. lucro soggettivo) non è elemento essenziale per il riconoscimento della qualità di imprenditore commerciale, essendo individuabile l'attività di impresa tutte le volte in cui sussista una obiettiva economicità dell'attività esercitata, intesa quale proporzionalità tra costi e ricavi (cd. lucro oggettivo), requisito quest'ultimo che, non essendo inconciliabile con il fine mutualistico, ben può essere presente anche in una società cooperativa, pur quando essa operi solo nei confronti dei propri soci. Tant'è che anche tale società ove svolga attività commerciale può, in caso di insolvenza, essere assoggettata a fallimento in applicazione dell'art. 2545-terdecies c.c."

[Con riguardo al caso di specie, la Corte di cassazione ha, poi, rilevato che “a maggior ragione la predetta commercialità risulta esattamente affermata allorché, prescindendo dalle enunciazioni dell'oggetto sociale e dai requisiti iscrizionali, nonché dal parere ministeriale (elementi non vincolanti), l'attività dell'ente - indagata ai fini fallimentari in contraddittorio con i creditori - risulti contaminata da rilevanti operazioni che, per natura e complessità, appaiano incompatibili con lo scopo mutualistico. Esse oltretutto, nella vicenda, non risultano né ipotizzate di una qualche strumentalità occasionale rispetto alle principali finalità dell'ente, né circoscritte a singole deviazioni di gestione ed in realtà appaiono, nell'accertamento condotto dal giudice di merito, prive di qualunque giustificazione rispetto alla rivendicata esenzione concorsuale.”] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 13 Aprile 2017, n. 9567.


Fallimento – Soggetti fallibili – Società cooperativa – Lucro oggettivo – Fine mutualistico – Esclusione.
Lo scopo di lucro (c.d. lucro soggettivo) non è elemento essenziale per il riconoscimento della qualità di imprenditore commerciale, essendo individuabile l'attività di impresa tutte le volte in cui sussista una obiettiva economicità dell'attività esercitata, intesa quale proporzionalità tra costi e ricavi (cd. lucro oggettivo), requisito quest'ultimo che, non essendo inconciliabile con il fine mutualistico, ben può essere presente anche in una società cooperativa, pur quando essa operi solo nei confronti dei propri soci. Ne consegue che anche tale società, ove svolga attività commerciale, in caso di insolvenza, può essere assoggettata a fallimento in applicazione dell'art. 2545 terdecies cod. civ.". (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 12 Luglio 2016.


Fallimento - Società cooperativa - Imprenditore commerciale - Presupposti - Lucro oggettivo - Necessità - Fine mutualistico - Compatibilità - Fallibilità - Fattispecie.
Lo scopo di lucro (c.d. lucro soggettivo) non è elemento essenziale per il riconoscimento della qualità di imprenditore commerciale, essendo individuabile l'attività di impresa tutte le volte in cui sussista una obiettiva economicità dell'attività esercitata, intesa quale proporzionalità tra costi e ricavi (cd. lucro oggettivo), requisito quest'ultimo che, non essendo inconciliabile con il fine mutualistico, ben può essere presente anche in una società cooperativa, pur quando essa operi solo nei confronti dei propri soci. Ne consegue che anche tale società ove svolga attività commerciale può, in caso di insolvenza, può essere assoggettata a fallimento in applicazione dell'art. 2545 terdecies cod. civ. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza dichiarativa di fallimento di una società cooperativa avente quale oggetto la commercializzazione verso terzi di prodotti agricoli conferiti dai soci, dei quali la società incassava il prezzo, senza che sia risultato provato che tutte le operazioni di vendita ed incasso compiute dalla società siano state seguite dal completo versamento del denaro ai soci). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Marzo 2014.


Società cooperativa esclusivamente mutualistica - Dichiarazione di insolvenza - Accertamento giudiziario anteriore alla liquidazione coatta amministrativa - Debiti - Limite minimo di cui all'art. 15 legge fall. - Inapplicabilità - Fondamento.
In tema di liquidazione coatta amministrativa, la dichiarazione di insolvenza della società cooperativa esclusivamente mutualistica, a norma dell'art. 195 legge fall., non è preclusa dalla circostanza che l'ammontare dei suoi debiti, scaduti e non pagati, sia complessivamente inferiore a trentamila euro, non applicandosi, in questo caso, l'art. 15, ultimo comma, della medesima legge, che ha carattere eccezionale e non è suscettibile di applicazione analogica ad ipotesi diversa dalla dichiarazione di fallimento dell'impresa insolvente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Aprile 2013, n. 9681.