LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO V
Dei titoli di credito
CAPO I
Disposizioni generali

Art. 1997

Efficacia dei vincoli sul credito
TESTO A FRONTE

I. Il pegno, il sequestro, il pignoramento e ogni altro vincolo sul diritto menzionato in un titolo di credito o sulle merci da esso rappresentate non hanno effetto se non si attuano sul titolo.


GIURISPRUDENZA

Esecuzione forzata - Mobiliare presso terzi - Accertamento dell'obbligo del terzo - Ordinanza di assegnazione - Pagamento da parte del terzo mediante assegno bancario o circolare – Successivo pignoramento, a carico del creditore assegnatario, del credito oggetto della ordinanza – Conseguenze – Inoperatività dell’art. 2917 c.c. - Fondamento.
In tema di espropriazione presso terzi, ove il “debitor debitoris”, destinatario di un’ordinanza di assegnazione del credito, emetta in pagamento di essa un assegno (bancario o circolare), ciò impedisce, ove in seguito il terzo debitore riceva la notifica di un pignoramento del credito oggetto dell'ordinanza di assegnazione a carico del detto creditore assegnatario, di considerare esistente, agli effetti dell'art. 2917 c.c. ed ai fini dell'esecuzione introdotta con il detto pignoramento, il credito pignorato, ancorché l'assegno non sia stato pagato o non risulti la relativa prova, in quanto l’emissione di un assegno e l'incorporazione del credito nel titolo comportano, ai sensi dell'art. 1997 c.c., che il vincolo di un pignoramento possa realizzarsi solo tramite il pignoramento del titolo e considerato che l'emissione dell'assegno, quale causa efficiente dell’estinzione del credito nella dimensione anteriore all'incorporazione è, agli effetti dell'art. 2917 c.c., precedente al pignoramento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 04 Agosto 2017, n. 19485.


Pignoramento - Requisiti - Apprensione, trascrizione sul titolo e nel libro soci - Necessità - Conseguenze dell'assenza di uno dei requisiti - Inefficacia del pignoramento nei confronti del giratario - Fattispecie.
In base al principio generale di incorporazione, di cui è espressione l’art. 1997 c.c., il pignoramento sul diritto menzionato in un titolo di credito (al pari del pegno, del sequestro e di ogni altro vincolo) non ha effetto nei confronti del giratario se non si attua mediante annotazione sul titolo, necessitando, altresì, della sua materiale apprensione, mentre nessuna rilevanza riveste la condizione soggettiva di buona o mala fede del portatore. Con specifico riferimento ai titoli nominativi, tale regime giuridico generale trova riscontro nella legislazione speciale in tema di vincoli reali sulle azioni, posto che l’art. 3, comma 3, del r.d. n. 239 del 1942 dispone che pignoramenti, sequestri ed altre opposizioni debbono essere eseguiti sul titolo, occorrendo, inoltre, la corrispondente annotazione sul registro dell’emittente (il cd. “libro soci”) ai sensi dell’art. 2024 c.c. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva ritenuto l’efficacia del pignoramento di titoli azionari, opponibile al possessore, per il solo fatto dell’annotazione nel libro soci in data anteriore alla serie continua di girate). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Gennaio 2017, n. 1588.


Sequestro in generale di un diritto menzionato in un titolo di credito – Annotazione del vincolo sul titolo e sul libro soci – Necessità esclusivamente ai fini dell’opponibilità a terzi cessionari non legittimati..
Il combinato disposto degli artt. 1997, 2024 e 2022, comma 3, c.c. stabilisce che il sequestro di un diritto menzionato in un titolo di credito non ha effetto nei confronti dell’emittente se non si attua sul titolo e che tale attuazione avviene mediante annotazione a cura e responsabilità della società emittente. Le dette annotazioni sul titolo e sul libro soci servono, tuttavia, solo affinché la società emittente possa rendere opponibile il vincolo a terzi cessionari nei modi previsti nei termini di legge. (Edgardo Riccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 14 Maggio 2013.