LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO V
Dei titoli di credito
CAPO I
Disposizioni generali

Art. 1994

Effetti del possesso di buona fede
TESTO A FRONTE

I. Chi ha acquistato in buona fede il possesso di un titolo di credito, in conformità delle norme che ne disciplinano la circolazione, non è soggetto a rivendicazione.


GIURISPRUDENZA

Titoli di credito – Sequestro giudiziario – Ammissibilità – Titoli girati alla banca per l’incasso.
E’ ammissibile la domanda di sequestro giudiziario dei titoli di credito che siano ancora nella disponibilità del primo prenditore.

La banca alla quale sia girato il titolo per l’incasso, assume la funzione di mera mandataria del contraente diretto al quale i titoli sono stati rilasciati, il quale ne mantiene pertanto la titolarità, con conseguente inapplicabilità della norma di cui all’art. 1994 c.c. che esclude la rivendicazione nei confronti di colui che in buona fede è in possesso di un titolo di credito; è pertanto possibile procedere al sequestro della cambiale girata alla banca per l’incasso, restando sullo sfondo i profili recuperatori tra la banca e cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Latina, 20 Gennaio 2020.


Sequestro giudiziario ex art. 670, n. 1, c.p.c. – Ratio – Requisiti per la concessione della misura cautelare

Cambiale – Controversia sul rapporto causale sottostante all’emissione del titolo –  Girata – Sequestro giudiziario di cambiale – Ammissibilità – Condizioni
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Il sequestro giudiziario disciplinato dall'art. 670, n. 1), c.p.c. costituisce una misura cautelare la cui ratio va individuata nell'esigenza di preservare la conservazione del bene quando ne è controversa la proprietà o il possesso.
Ricorre controversia sulla proprietà o sul possesso del bene, non solo nell'ipotesi di esperimento delle azioni di rivendicazione, reintegrazione o manutenzione, ma anche nel caso in cui sia stata proposta o debba proporsi un'azione personale che richieda una statuizione sulla restituzione o sul rilascio di una cosa da altri detenuta, atteso che nel termine “possesso”, adoperato da detta norma, rientrano anche le ipotesi di detenzione qualificata e non qualificata del bene.
In presenza di tale controversia si ha l’opportunità di provvedere alla custodia temporanea del bene stesso, come richiesto pure ex art. 670 n. 1), c.p.c., se lo stato di fatto esistente in pendenza del giudizio comporti la mera possibilità, sia pure astratta, che si determinino situazioni tali da pregiudicare l'attuazione del diritto controverso.

Non può essere concesso il sequestro giudiziario ex art. 670, n. 1, c.p.c. del titolo cambiario nel caso in cui non è posto in discussione il rapporto causale sottostante all’emissione della cambiale. Inoltre è necessario che la cambiale non sia stata oggetto di girate a persone diverse dal contraente diretto di chi richiede il sequestro, in quanto il terzo possessore in buona fede del titolo di credito non è soggetto a rivendicazione ex art. 1994 c.c. e nei suoi confronti non può essere invocato quel jus ad rem che riposa soltanto su un rapporto causale sottostante all’emissione o al trasferimento e che costituisce il presupposto della misura cautelare, fondata sulla possibilità di una controversia sulla proprietà o sul possesso del titolo stesso. (Alessandro Del Borrello) (Michele D’Ardes) (riproduzione riservata)
Tribunale Vasto, 12 Dicembre 2019.


Assegno circolare - Emissione successiva alla dichiarazione di fallimento - Inefficacia relativa - Configurabilità - Condizioni - Azione promossa dal curatore - Necessità - Conseguenze - Obbligazione di pagamento, da parte della banca emittente, in favore del prenditore - Sussistenza - Fondamento.
In caso di emissione di assegno circolare su richiesta di persona già dichiarata fallita, l'inefficacia di tale atto, al pari di quella degli atti che determinano la successiva circolazione del titolo di credito - se compiuti in pagamento di un credito o di un debito del fallito - può essere dichiarata, ai sensi dell'art. 44 l.fall., nei confronti di tutti i creditori, ma solo a seguito di azione promossa dal curatore fallimentare, trattandosi di inefficacia relativa; in difetto di detta azione del curatore, la banca non può sottrarsi al pagamento dell'assegno circolare, invocando l'inopponibilità alla procedura concorsuale dei trasferimenti per girata del titolo, poichè essa, quando emette un assegno circolare, adempie ad un'obbligazione di provvista nei confronti del richiedente e contestualmente assume, ex artt. 82 e 83 del r.d. n. 1736 del 1933, un'obbligazione cambiaria nei confronti di chiunque risulterà legittimo portatore del titolo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Ottobre 2018, n. 25558.