Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO V
Dei titoli di credito
CAPO I
Disposizioni generali

Art. 1992

Adempimento della prestazione
TESTO A FRONTE

I. Il possessore di un titolo di credito ha diritto alla prestazione in esso indicata verso presentazione del titolo, purché sia legittimato nelle forme prescritte dalla legge.

II. Il debitore, che senza dolo o colpa grave adempie la prestazione nei confronti del possessore, è liberato anche se questi non è il titolare del diritto.


GIURISPRUDENZA

Pagamento di un debito con somma di denaro idonea all’estinzione dello stesso - Onere del creditore di provare l’imputazione ad un debito diverso - Deduzione del debitore dell'estinzione del debito mediante assegno - Inapplicabilità del principio - Fondamento.
Il principio per cui, in caso di pagamento mediante una somma di denaro idonea all'estinzione del debito, spetta al creditore, che sostenga una diversa imputazione, allegare e provare l'esistenza del debito diverso, nonché la sussistenza delle condizioni necessarie per la dedotta differente imputazione, non si applica allorché il debitore eccepisca l'estinzione del debito fatto valere in giudizio per effetto dell'emissione di un assegno che, per sua natura, ingenera una presunzione circa l'esistenza di un rapporto fondamentale idoneo a giustificare la nascita di un'obbligazione cartolare, il cui superamento grava sul debitore medesimo, che deve dimostrare il collegamento tra il debito azionato e quello cartolare, con conseguente estinzione del primo per effetto della dazione dell'assegno. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 04 Giugno 2021, n. 15708.


Revocatoria fallimentare - Consegna al creditore, da parte del debitore, di assegno bancario o circolare all'ordine di terzo e da questi girato in bianco - Pagamento del debitore al creditore - Sussistenza - Revocabilità - Condizioni.
In tema di revocatoria fallimentare, la consegna al proprio creditore, da parte del debitore, di un assegno bancario o circolare all'ordine di altro soggetto, e da questi girato in bianco, si presume, salvo prova contraria, che integri pagamento da parte del debitore stesso che abbia operato la consegna ed è come tale revocabile nel concorso dei presupposti di cui all'art. 67 l.fall. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Gennaio 2019, n. 1871.


Buoni postali fruttiferi emessi dalla Cassa depositi e prestiti – Natura – Tasso di interesse – Remunerazione – Tabella riportata sul retro dei titoli – Irrilevanza – Modificabilità successiva.
I buoni postali fruttiferi emessi dalla Cassa depositi e prestiti e di cui Poste Italiane è distributore, non sono titoli di credito né titoli di debito pubblico ma documenti di legittimazione e ciò esclude l’applicabilità dell’art. 1992, comma 1, c.c.

Il rapporto che nasce dalla sottoscrizione di questi contratti ed in forza del quale Poste Italiane è tenuta a restituire il capitale con gli interessi (artt. 171, 178, d.p.r. 29 marzo 1973, n. 156) è di natura contrattuale e regolato secondo le condizioni stabilite al momento della emissione dei titoli stessi e richiamate nel documento.

Nel caso di modifica dei tassi successiva all’emissione, la tabella riportata sul retro dei buoni postali fruttiferi indicante il tasso di interesse si dove ritenere integrata (ossia, modificata) dalla tabella, messa a disposizione dei risparmiatori presso gli uffici postali, quale risultante dal decreto ministeriale, con la precisazione che non si tratta di modifica retroattiva, perché destinata ad operare in corso di rapporto non ancora esaurito e a produrre effetto in un momento successivo all’entrata in vigore del decreto ministeriale comportante la variazione del saggio di interessi, secondo il meccanismo previsto dall’art. 173, 2° co., d.p.r. n. 156/1973. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 19 Maggio 2017.


Assegno bancario – Clausola di non trasferibilità – Pagamento al falsus procurator del beneficiario – Mancata verifica della sussistenza del potere rappresentativo – Responsabilità.
Quando l’assegno non trasferibile sia presentato da persona che adduca di agire in nome e per conto del prenditore in forza di rappresentanza legale o negoziale, la banca, in quanto tenuta a controllare la coincidenza del presentatore con il prenditore ai sensi ed agli effetti dell'art. 43 del r.d. n. 1736/43, ha l'onere di acquisire prova di tale rappresentanza, anche attraverso un mero esame comparativo della sottoscrizione del presentatore con quelle costituenti lo specimen dei rappresentanti della società beneficiaria, restando liberata da responsabilità, in caso di pagamento al "falsus procurator", solo ove sussistano gli estremi dell'adempimento senza dolo o colpa al creditore apparente. (Antonio Volanti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 29 Settembre 2014.


Assegno bancario – Clausola di non trasferibilità – Pagamento a persona diversa dal beneficiario – Responsabilità di natura contrattuale.
Qualora la banca negoziatrice consenta, in violazione delle specifiche regole poste dall'art. 43 R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736, l'incasso di un assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità, a persona diversa dal beneficiario del titolo, incorre — nei confronti di tutti i soggetti nel cui interesse quelle regole sono dettate e che, per la violazione di esse, abbiano sofferto un danno — in una responsabilità di natura contrattuale con conseguente obbligo risarcitorio. (Antonio Volanti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 10 Luglio 2014.


Assegno bancario – Clausola di non trasferibilità – Pagamento a persona diversa dal prenditore o dal banchiere giratario per l'incasso – Responsabilità della banca – Ininfluenza della colpa della banca negoziatrice.
L'art 43. secondo comma, R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736, (c.d. legge sull'assegno bancario) nel disporre che colui che paga un assegno non trasferibile a persona diversa dal prenditore o dal banchiere giratario per l'incasso risponde del pagamento, regola in modo autonomo l'adempimento dell'assegno non trasferibile, con deviazione sia dalla disciplina generale del pagamento dei titoli di credito con legittimazione variabile, sia dal disposto di diritto comune delle obbligazioni di cui all'art. 1189 cod. civ., che libera il debitore che esegua il pagamento in buona fede in favore del creditore apparente, con relativo onere probatorio a carico del solvens. Invece, la banca che abbia effettuato il pagamento in favore di chi non è legittimato — compresa la banca negoziatrice che è responsabile ex art. 43 della legge assegni per l'accertamento della legittimazione del presentatore dell'assegno — non è liberata dalla originaria obbligazione finché non paghi al prenditore esattamente individuato (o al banchiere giratario per l’incasso), e ciò a prescindere dall’elemento della colpa nell’errore sulla identificazione dello stesso prenditore, derivando la responsabilità della banca dalla violazione dell’obbligazione ex lege posta a suo carico dall’art. 43, secondo comma, del citato R.D. di pagare l’assegno esclusivamente al prenditore. (Antonio Volanti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 10 Luglio 2014.


Assegno bancario – Previsione dell’art. 43 l. ass. – Deroga alla disciplina del codice civile in materia di errore – Errore incolpevole del debitore – Ininfluenza – Rischio dell’identificazione del prenditore del titolo – Grava sul debitore.
Il chiaro disposto dell’art. 43 l.a. sarebbe inutile e pleonastico ove inteso, seguendo la giurisprudenza meno rigorosa, quale mera conferma alla regola generale già enunciata dall'art. 1992, comma 2, c.c. in quanto solo una lettura più rigorosa della medesima norma consente di valorizzare il suo vero contenuto precettivo, evidentemente volto a derogare alla regola generale del codice civile nel senso che l'errore, ancorché senza colpa, nel pagamento di un assegno intrasferibile, non libera mai il debitore, gravando su di lui il rischio dell'identificazione del prenditore del titolo. (Antonio Volanti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 10 Luglio 2014.


Assegno bancario – Previsione dell’art. 43 l. ass. – Pagamento in favore di persona palesemente distinta rispetto al beneficiario – Errore incolpevole del debitore – Insussistenza.
Peraltro può senz'altro escludersi il carattere incolpevole dell'errore commesso dalla banca avendo questa proceduto al pagamento degli assegni in favore di una persona che era palesemente distinta rispetto al beneficiario dei titoli negoziati e che neppure ha posto in essere alcuna azione volta a creare una pur fallace apparenza di legittimazione in proprio capo. (Antonio Volanti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 10 Luglio 2014.