Codice Civile


LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO VI
Del matrimonio
CAPO VI
Del regime patrimoniale della famiglia
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 163

Modifica delle convenzioni
TESTO A FRONTE

I. Le modifiche delle convenzioni matrimoniali, anteriori o successive al matrimonio, non hanno effetto se l'atto pubblico non è stipulato col consenso di tutte le persone che sono state parti nelle convenzioni medesime, o dei loro eredi.

II. Se uno dei coniugi muore dopo aver consentito con atto pubblico alla modifica delle convenzioni, questa produce i suoi effetti se le altre parti esprimono anche successivamente il loro consenso, salva l'omologazione del giudice. L'omologazione può essere chiesta da tutte le persone che hanno partecipato alla modificazione delle convenzioni o dai loro eredi.

III. Le modifiche convenute e la sentenza di omologazione hanno effetto rispetto ai terzi solo se ne è fatta annotazione in margine all'atto del matrimonio.

IV. L'annotazione deve inoltre essere fatta a margine della trascrizione delle convenzioni matrimoniali ove questa sia richiesta a norma degli articoli 2643 e seguenti.


GIURISPRUDENZA

Conto corrente bancario - Azione di nulllità - Ripetizione - Inapplicabilità di determinate clausole o prassi.
L’ammissibilità del gravame ex art. 342 c.p.c., deve essere interpretato nel senso che l'impugnazione deve contenere, a pena di inammissibilità, una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata e, con essi, delle relative doglianze, affiancando alla parte volitiva una parte argomentativa che confuti e contrasti le ragioni addotte dal primo giudice, senza che occorra l’utilizzo di particolari forme sacramentali o la redazione di un progetto alternativo di decisione da contrapporre a quella di primo grado. Inoltre Il Giudice, non deve fermarsi alle espressioni letterali utilizzate dalle parti ma deve indagare e considerare il contenuto sostanziale della domanda come ricavabile, ad esempio, dalle argomentazioni contenute dell’atto introduttivo o negli atti difensivi successivi.

Deve ritenersi sufficiente, ai fini dell’indicazione dell’oggetto del contendere il semplice riferimento ad un rapporto di conto corrente bancario ed anticipo sbf iniziato in un determinato periodo con la convenuta, senza che la mancata indicazione dei numeri identificativi dei rapporti determinino la nullità ex art. 163 cpc (eccezione che deve essere riproposta in appello ex art. 346 cpc).

In virtù del principio generale di diritto in materia bancaria, sussiste interesse ad agire dell’appellante a proporre azione di nullità, nonostante la preclusione alla domanda di ripetizione, in quanto finalizzata ad opporre per il futuro alla banca l’inapplicabilità di determinate clausole o prassi.
Quanto alla CMS la sola indicazione della percentuale e non del criterio di calcolo sul periodo e sulle medie o massime, determina la nullità della relativa clausola ex art. 1346 c.c.. (Giampaolo Morini) (riproduzione riservata)
Appello Firenze, 03 Dicembre 2020.


Fondo patrimoniale – Cessazione volontaria per mutuo consenso dei genitori, mediante “svuotamento” del fondo stesso – Necessità dell’autorizzazione giudiziale – Esclusione..
In materia di fondo patrimoniale, l’articolo 171 c.c. riguarda esclusivamente le ipotesi di cessazione legale del fondo essendo, conseguentemente, ammissibile la cessazione volontaria del fondo patrimoniale per mutuo consenso dei coniugi nelle stesse forme di cui all’art. 163 c.c. pur in presenza di figli minorenni. All’atto pubblico di modifica o di risoluzione dell’atto costitutivo del fondo patrimoniale i coniugi possono addivenire liberamente senza necessità di autorizzazione da parte della autorità giudiziaria, pur in presenza di figli minori. L’autorizzazione è richiesta dall’articolo 169 c.c. soltanto per la alienazione dei beni facenti parte del fondo ovvero per dare in pegno, ipotecare o comunque vincolare beni del fondo nei soli casi di necessità o utilità evidente. Alla revocabilità per mutuo consenso del fondo patrimoniale non può porsi un controllo giudiziario non previsto da alcuna norma di legge e del quale mancherebbero i parametri di valutazione e che si porrebbe in contrasto con l’esigenza di salvaguardia della autonomia privata dei coniugi/genitori. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 06 Marzo 2013.