LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO VI
Della locazione
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 1591

Danni per ritardata restituzione
TESTO A FRONTE

I. Il conduttore in mora a restituire la cosa è tenuto a dare al locatore il corrispettivo convenuto fino alla riconsegna, salvo l'obbligo di risarcire il maggior danno.


GIURISPRUDENZA

Impossibilità sopravvenuta del godimento dell'immobile a causa di evento non imputabile al debitore – Risoluzione del contratto – Art. 1591 c.c. – Applicabilità Esclusione – Fondamento – Art. 1463 c.c. – Applicabilità – Conseguenze – Domanda di restituzione dell’immobile – Necessità – Danno da ritardata restituzione – Oneri probatori gravanti sul locatore.
In caso di risoluzione del contratto di locazione per impossibilità sopravvenuta per causa non imputabile alle parti (nella specie per lo stato di inagibilità dell'immobile conseguente ad evento sismico), non trova applicazione l'art. 1591 c.c. - non essendo configurabile il godimento, anche di mero fatto, dei beni già locati e la possibilità di una utilizzazione diretta o di un reimpiego da parte del locatore dei beni stessi nel periodo tra la cessazione del contratto e la effettiva riconsegna - ma la disciplina generale dettata dall'art. 1463 c.c. Ne consegue che il locatore è tenuto, per far valere il diritto alla restituzione del bene, a formulare apposita domanda - valendo essa a rendere imputabile al conduttore il ritardo - e, per ottenere il risarcimento del danno per ritardata restituzione, a dare prova di aver subito un effettivo pregiudizio dalla mancata disponibilità dell'immobile, non potendo tale pregiudizio ritenersi sussistente in re ipsa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 26 Settembre 2019, n. 23987.


Impiegato dello Stato - Alloggio assegnato in concessione - Qualificazione come casa familiare - Configurabilità - Assegnazione in sede di separazione personale al coniuge non concessionario - Ammissibilità - Fondamento - Conseguenze.
L'alloggio assegnato in concessione, a titolo oneroso, ad un impiegato civile dello stato, a norma dell'art. 3 della l. n. 329 del 1949, è qualificabile come "casa familiare", in quanto viene ceduto, ancorché in correlazione con le prestazioni lavorative, al fine di soddisfare le esigenze abitative del dipendente pubblico e dei componenti della sua famiglia. Detto alloggio, pertanto, in caso di separazione personale, può essere attribuito, anziché al concessionario, all'altro coniuge affidatario della prole, ai sensi dell'art. 155, comma 4, c.c., ratione temporis applicabile; su quest'ultimo graveranno, in caso di cessazione del rapporto concessorio, gli obblighi inerenti all'occupante, quali quello di pagamento del corrispettivo convenuto per l'utilizzo dell'alloggio, salvo il maggior danno, ai sensi dell'art. 1591 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Marzo 2018, n. 5575.


Locazione - Esecuzione forzata - Rilascio bene immobile - Adempimento dell'obbligazione di riconsegna a carico del conduttore.
L'obbligazione di restituzione resta inadempiuta ogniqualvolta il locatore non riacquisti la completa disponibilità dell'immobile locato, in modo da farne uso secondo la sua destinazione. Con la conseguenza che, anche ove il locatore torni formalmente in possesso dell'immobile (coattivamente ai sensi dell'art. 608 cod. proc. civ. od anche spontaneamente mediante consegna delle chiavi da parte del conduttore), ma questo risulti inutilizzabile perché ancora occupato da cose del conduttore, la norma di riferimento continua ad essere quella dell'art. 1591 cod. civ. Vanno, infatti, tenuti distinti i termini e gli effetti dell'esecuzione forzata per rilascio e l'adempimento dell'obbligazione di restituzione dell'immobile locato. Questo adempimento per impedire la mora e le conseguenze dell'art. 1591 cod. civ. deve essere esatto e quindi, qualora si tratti di locazione di immobile, deve consistere nel rilascio dell'immobile libero e sgombro da beni che non debbano essere consegnati al locatore, in modo che questi rientri nella piena ed effettiva disponibilità dell'immobile. (Gregorio Troilo) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 04 Aprile 2017, n. 8675.


Canone - Obbligo di pagamento - Persistenza

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Fra i rapporti preesistenti al fallimento e non sciolti in conseguenza dello stesso che si trasmettono alla amministrazione del fallimento e continuano nei confronti del curatore, così come sussistenti tra le parti originarie, vanno ricompresi i rapporti di locazione di immobili destinati all'Esercizio di attività imprenditoriale e - come conseguenza - anche le situazioni possessorie da essi dipendenti e le relative obbligazioni, ivi compresa quella di corrispondere al locatore il canone sino all'effettiva riconsegna dell'immobile, sulla base del disposto dell'art. 1591 cod. civ., nei termini e nell'ammontare pattuiti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Aprile 1982, n. 2428.