Codice Civile


LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO VI
Del matrimonio
CAPO V
Dello scioglimento del matrimonio e della separazione dei coniugi

Art. 150

Separazione personale
TESTO A FRONTE

I. È ammessa la separazione personale dei coniugi.

II. La separazione può essere giudiziale o consensuale.

III. Il diritto di chiedere la separazione giudiziale o l'omologazione di quella consensuale spetta esclusivamente ai coniugi.


GIURISPRUDENZA

Separazione personale - Convenzione stipulata tra i coniugi prima della pronuncia di separazione - Atto di “puntuazione” - Efficacia - Esclusione - Fondamento.
In materia di separazione dei coniugi, il regolamento concordato fra i coniugi mediante un atto di "puntuazione" avente ad oggetto la definizione dei loro rapporti patrimoniali in vista di una separazione consensuale, acquista efficacia giuridica solo in seguito al provvedimento di omologazione della separazione, mentre qualora i coniugi addivengano ad una separazione giudiziale, le pattuizioni convenute antecedentemente sono prive di efficacia giuridica. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Dicembre 2020, n. 28649.


Intollerabilità della convivenza - Nozione - Concezione soggettiva - Disaffezione di uno solo dei coniugi - Sufficienza - Oggettiva apprezzabilità giuridica - Necessità - Fattispecie.
In tema di separazione personale dei coniugi, la condizione di intollerabilità della convivenza deve essere intesa in senso soggettivo, non essendo necessario che sussista una situazione di conflitto riconducibile alla volontà di entrambi i coniugi, ben potendo la frattura dipendere dalla condizione di disaffezione e distacco di una sola delle parti, che sia verificabile in base a fatti obiettivi, come la presentazione stessa del ricorso ed il successivo comportamento processuale, con particolare riferimento alle risultanze negative del tentativo di conciliazione, dovendosi ritenere venuto meno, al ricorrere di tali evenienze, quel principio del consenso che caratterizza ogni vicenda del rapporto coniugale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Agosto 2020, n. 16698.


Cittadinanza - Acquisizione per matrimonio - Condizione ostativa - Separazione personale - Separazione di fatto - Esclusione - Ragioni.
Ai sensi dell'art. 5, comma 1, della l. n. 91 del 1992, così come modificato dall'art. 1, comma 11, della l. n. 94 del 2009, soltanto la separazione personale dei coniugi, ma non anche quella di fatto, costituisce condizione ostativa all'acquisto della cittadinanza italiana mediante matrimonio con un cittadino italiano, come si evince dal tenore testuale della norma in questione che adopera l'espressione "separazione personale", utilizzata anche negli artt. 150, 154 e 155 c.c. prima delle modifica intervenuta con il d.lgs. n. 154 del 2013, cogliendosi peraltro la differenza tra "separazione personale" e "separazione di fatto" anche nell'art. 6 della l. n. 184 del 1983 in tema di adozioni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Febbraio 2020, n. 4819.


Detrazione per l'abitazione principale ex art. 8 del d.lgs. n. 504 del 1992 - Requisiti - Dimora abituale del contribuente e dei familiari - Necessità - Disgregazione del nucleo familiare per separazione di fatto dei coniugi - Conseguenze - Convivenza del residuo nucleo familiare nell’abitazione - Spettanza del beneficio - Fattispecie.
In tema di ICI, ai fini della detrazione prevista per l'abitazione principale dall'art. 8 del d.lgs. n. 504 del 1992 (come modif. dall'art. 1, comma 173, lett. b, della l. n. 296 del 2006, con decorrenza dal 1° gennaio 2007), il contribuente, il quale dimori in un immobile di cui sia proprietario (o titolare di altro diritto reale), deve provare che esso costituisce dimora abituale non solo propria, ma anche dei suoi familiari; pertanto, ove intervenga separazione personale di fatto dei coniugi, il diritto al beneficio permane solo in favore del residuo nucleo familiare convivente nell'abitazione, non più identificabile con la casa coniugale. (Fattispecie in cui, a fronte di avvenuto trasferimento in altro Comune del coniuge della ricorrente, la S.C. ha confermato la gravata sentenza che, venuta meno la convivenza tra i coniugi, aveva ritenuto ammissibile la detrazione per l'immobile soggetto a tassazione limitatamente al residuo nucleo familiare ivi abitualmente dimorante). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 07 Giugno 2019, n. 15439.


Separazione personale – Cessione dei beni tra coniugi – Debito del cedente – Atto successivo al sorgere del debito – Mancanza di funzione solutorio-compensativa – Atto a titolo gratuito – Azione revocatoria ordinaria.
Nel caso in cui i coniugi, nell’ambito della separazione personale consensuale, concordino la cessione dei beni dall’uno all’altro coniuge e non sia chiaro che la cessione abbia funzione solutorio-compensativa al fine del mantenimento della parte debole, l’atto si considera a titolo gratuito e come tale è revocabile dai creditori del coniuge cedente con l’azione revocatoria ordinaria. Viceversa, ove si dimostri che l’atto abbia la funzione di integrare o sostituire quanto dovuto al mantenimento del coniuge economicamente debole, ugualmente l’atto è revocabile ove il creditore pregiudicato dimostri la scientia damni del cessionario. La scientia damni è presunta quando il coniuge cedente risulti rivestire cariche sociali in numerose società fallite o in liquidazione e la notizia sia di dominio pubblico. (Paolo Doria) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 14 Gennaio 2019.


Separazione con addebito - Cessazione degli effetti per sopravvenuta riconciliazione - Allegazione e prova specifica del ripristino della convivenza - Necessità.
In forza dell'art. 157 c.c., gli effetti della separazione personale, in mancanza di una dichiarazione espressa di riconciliazione, cessano soltanto col fatto della coabitazione, la quale non può, quindi, ritenersi ripristinata per la sola sussistenza di ripetute occasioni di incontri e di frequentazioni tra i coniugi, ove le stesse non depongano per una reale e concreta ripresa delle relazioni materiali e spirituali costituenti manifestazione ed effetto della rinnovata società coniugale. Ne consegue, che passata in giudicato la sentenza di separazione personale con addebito reciproco, il coniuge superstite al fine di far valere diritti successori, è tenuto ad allegare specificamente l'avvenuta cessazione degli effetti della separazione, con correlata caducazione della sentenza a far data dal ripristino della convivenza spirituale e materiale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 23 Gennaio 2018, n. 1630.