LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO II
Dei contratti in generale
CAPO XI
Della nullità del contratto

Art. 1421

Legittimazione all'azione di nullità
TESTO A FRONTE

I. Salvo diverse disposizioni di legge, la nullità può essere fatta valere da chiunque vi ha interesse e può essere rilevata d'ufficio dal giudice.


GIURISPRUDENZA

Fideiussione "ABI" - Violazione normativa Antitrust - Nullità della clausola derogatoria ex art. 1957 c.c. - Garanzia contrattata dopo il provvedimento della Banca d'Italia n.55/2005 - Irrilevanza ai fini della declaratoria di nullità.
In tema di fideiussione omnibus conforme allo schema ABI vietato, ai fini della nullità della clausola derogatoria del termine semestrale ex art. 1957 c.c. e quindi della declaratoria di decadenza della banca dalla possibilità di agire contro il fideiussore, è irrilevante che la garanzia sia stata contratta prima o dopo il provvedimento della Banca d'Italia n. 55/2005, poiché, come evidenziato da Cass. n. 13846/2019, “quel che assume rilievo, ai fini della predicata inefficacia delle clausole del contratto di fideiussione di cui agli artt. 2, 6 e 8 è, all’evidenza, il fatto che esse costituiscano lo sbocco dell’intesa vietata, e cioè attraverso che attraverso dette disposizioni si siano attuati gli effetti di quella condotta illecita, come rilevato da Cass. Sez. U. 4 febbraio 2005, n. 2207 (cfr. in tema anche Cass. 12 dicembre 2017, n. 29810…)”. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 28 Aprile 2020.


Responsabilità patrimoniale - Conservazione della garanzia patrimoniale - Revocatoria ordinaria (azione pauliana) - Rapporti con la simulazione - Condizioni e presupposti (esistenza del credito, "eventus damni, consilium fraudis et scientia damni".
La nullità della fideiussione posta a fondamento dell'azione revocatoria è rilevabile d'ufficio anche in sede di legittimità, ma non può essere accertata sulla base di una "nuda" eccezione, sollevata per la prima volta con il ricorso per cassazione, basata su contestazioni in fatto in precedenza mai effettuate, a fronte della quale l'intimato sarebbe costretto a subire il "vulnus" delle maturate preclusioni processuali. (Nella specie, un istituto di credito ha esercitato l'azione revocatoria nei confronti di alcuni fideiussori e questi ultimi hanno eccepito, solo davanti alla S.C., la nullità della garanzia da loro prestata perché conforme ad uno schema contrattuale elaborato dall'ABI, in tema di clausole da apporre alle fideiussioni, dichiarato illegittimo dall'Autorità competente in quanto conseguente ad un'intesa fra imprese restrittiva della concorrenza). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Febbraio 2020, n. 4175.


Fideiussione "ABI" – Violazione normativa Antitrust – Nullità rilevabile d’ufficio per la prima volta anche in Cassazione – Ammissibilità.
La nullità della fideiussione per conformità allo schema redatto secondo il modello ABI (relativamente alle clausole di sopravvivenza, reviviscenza e rinuncia ai termini di cui all'art. 1957 c.c.) giudicato dall'Autorità garante, allora preposta, come frutto di un'intesa orizzontale restrittiva della concorrenza (come da atto di accertamento della Banca d'Italia, n. 55 del 2 maggio 2005) puo’ essere rilevata d’ufficio per la prima volta anche in sede di legittimità purchè sussistano gli elementi necessari per poterla rilevare sulla base di dati fattuali già acquisiti e, nel rispetto del contraddittorio.

Detto principio, espresso di recente dalla Corte di Cassazione con la sentenza n 4175 del 19.02.2020, trova riscontro nelle sentenze gemelle dei Giudici di Piazza Cavour pronunciatisi a Sezioni Unite (sentenze n 26242 e 26243 del 2014) , con le quali si è stabilito che “ la domanda di accertamento della nullità contrattuale proposta, per la prima volta, in sede di appello è inammissibile ex art 345 comma primo cpc, salva la possibilità del Giudice investito del gravame di convertirla ed esaminarla come eccezione di nullità legittimamente formulata dall’appellante, ex art  345 comma secondo c.p.c.”.

La rilevabilità officiosa, pertanto, costituisce il proprium anche delle nullità speciali, incluse quelle denominate "di protezione virtuale". Il potere del giudice di rilevarle tout court, difatti, è essenziale al perseguimento di interessi pur sempre generali sottesi alla tutela di una data classe di contraenti (consumatori, risparmiatori, investitori), interessi che possono addirittura coincidere con valori costituzionalmente rilevanti - quali il corretto funzionamento del mercato, ex art. 41 Cost. e l'uguaglianza non solo formale tra contraenti in posizione asimmetrica -, con l'unico limite di riservare il rilievo officioso delle nullità di protezione al solo interesse del contraente debole, ovvero del soggetto legittimato a proporre l'azione di nullità, in tal modo evitando che la controparte possa, se vi abbia interesse, sollecitare i poteri officiosi del giudice per un interesse suo proprio, destinato a rimanere fuori dall'orbita della tutela. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 19 Febbraio 2020, n. 4175.


Deliberazione avente ad oggetto l’installazione di un ascensore inidoneo al raggiungimento dell’ultimo piano - Incidenza sul diritto del condomino all’uso del bene comune - Sussistenza - Conseguenze - Nullità della delibera.
La deliberazione condominiale avente ad oggetto l'installazione di un ascensore inidoneo al raggiungimento dell'ultimo piano è affetta da nullità incidendo, da un lato, sul diritto del singolo (proprietario dell'ultimo piano) rispetto all'utilizzo di un bene comune (ascensore), impedendogli in tal modo un uso pieno del bene e, dall'altro, sul valore della proprietà esclusiva, per cui la relativa impugnazione non è soggetta al rispetto del termine di decadenza di trenta giorni di cui all'art. 1137 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 30 Agosto 2019, n. 21909.


Decreto ingiuntivo per la riscossione di oneri condominiali - Opposizione - Rilevabilità d'ufficio della nullità delle sottostanti delibere assembleari - Ammissibilità.
In sede di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di oneri condominiali, non opera il limite alla rilevabilità anche officiosa dell'invalidità della sottostante delibera, trattandosi di elemento costitutivo della domanda di pagamento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 23 Luglio 2019, n. 19832.


Omessa proposizione in appello di eccezione di nullità contrattuale – Vizio di omessa pronuncia – Esclusione – Censurabilità in cassazione per violazione di legge della omessa rilevazione d’ufficio della nullità – Fondamento.
In caso di omessa proposizione in appello di un'eccezione di nullità contrattuale, il mancato rilievo da parte del giudice non integra il vizio di omessa pronuncia, ma è denunciabile in cassazione ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c. per violazione delle norme che prevedono la rilevabilità d'ufficio della questione, giacché il vizio di omessa pronuncia postula che la questione, ancorché rilevabile d'ufficio, abbia formato oggetto di una specifica domanda od eccezione e che il giudice non abbia statuito sulla stessa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 09 Maggio 2019, n. 12259.


Impugnazione di delibera condominiale – Principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato – Annullamento per altra ragione o annullamento di altre delibere adottate nella stessa adunanza – Inammissibilità – Fondamento.
La domanda di declaratoria dell'invalidità di una delibera dell'assemblea dei condomini per un determinato motivo non consente al giudice, nel rispetto del principio di corrispondenza fra chiesto e pronunciato, l'annullamento della medesima delibera per qualsiasi altra ragione attinente a quella questione né, tantomeno, l'annullamento, sia pure per la stessa ragione esplicitata con riferimento alla deliberazione specificamente impugnata, delle altre delibere adottate nella stessa adunanza ma non ritualmente opposte in quanto, ancorché sia redatto un unico processo verbale per l'intera adunanza, l'assemblea pone in essere tante deliberazioni ontologicamente distinte ed autonome fra loro, quante siano le diverse questioni e materie in discussione, con la conseguente astratta configurabilità di separate ragioni di invalidità attinenti all'una o all'altra. (Fattispecie in tema di vizi di vizi di annullabilità della delibera). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 25 Giugno 2018, n. 16675.


Impugnazione di delibera condominiale – Principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato – Annullamento per altra ragione o annullamento di altre delibere adottate nella stessa adunanza – Inammissibilità – Fondamento.
La domanda di declaratoria dell'invalidità di una delibera dell'assemblea dei condomini per un determinato motivo non consente al giudice, nel rispetto del principio di corrispondenza fra chiesto e pronunciato, l'annullamento della medesima delibera per qualsiasi altra ragione attinente a quella questione né, tantomeno, l'annullamento, sia pure per la stessa ragione esplicitata con riferimento alla deliberazione specificamente impugnata, delle altre delibere adottate nella stessa adunanza ma non ritualmente opposte in quanto, ancorché sia redatto un unico processo verbale per l'intera adunanza, l'assemblea pone in essere tante deliberazioni ontologicamente distinte ed autonome fra loro, quante siano le diverse questioni e materie in discussione, con la conseguente astratta configurabilità di separate ragioni di invalidità attinenti all'una o all'altra. (Fattispecie in tema di vizi di vizi di annullabilità della delibera). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 25 Giugno 2018, n. 16675.


Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Nullità - Regime generale ex art. 2033 c.c. - Applicabilità - Limiti - Conseguenze.
Accertata la nullità del contratto d'investimento, il venir meno della causa giustificativa delle attribuzioni patrimoniali comporta l'applicazione della disciplina dell'indebito oggettivo, di cui agli artt. 2033 ss. c.c., con il conseguente sorgere dell'obbligo restitutorio reciproco, subordinato alla domanda di parte ed all'assolvimento degli oneri di allegazione e di prova, avente ad oggetto, da un lato, le somme versate dal cliente alla banca per eseguire l'operazione e, dall'altro lato, i titoli consegnati dalla banca al cliente e gli altri importi ricevuti a titolo di frutti civili o di corrispettivo per la rivendita a terzi, a norma dell'art. 2038 c.c., con conseguente applicazione della compensazione fra i reciproci debiti sino alla loro concorrenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Marzo 2018, n. 6664.


Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Declaratoria di nullità su domanda dell'investitore - Eccezione di compensazione dell'intermediario relativa all'intero credito restitutorio - Configurabilità.
In tema di giudizi aventi ad oggetto rapporti di intermediazione finanziaria, ove sia stata dichiarata la nullità del contratto quadro su domanda dell'investitore, non è precluso all'intermediario, che pure non abbia proposto la domanda di nullità anche degli ordini positivamente conclusi per il proprio cliente, di sollevare l'eccezione di compensazione con riguardo all'intero credito restitutorio che gli deriva, in tesi, dal complesso delle operazioni compiute nell'ambito del contratto quadro dichiarato nullo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Marzo 2018, n. 6664.


Intermediazione finanziaria – Contratti sottoscritti fuori sede – Mancanza avviso possibilità di recesso – Legittimazione attiva

Intermediazione finanziaria – Contratti sottoscritti fuori sede – Mancanza avviso possibilità di recesso – Prescrizione azione di nullità
.
La nullità comminata dal settimo comma dell’art. 30, commi 6 e 7, del T.U.F. costituisce una nullità “relativa” o “di protezione”, in quanto funzionale alla tutela del solo “contraente debole”, il cui regime giuridico presenta notevoli affinità con quello dell’annullabilità, dato che non esclude l’efficacia del contratto (l’intermediario resta infatti vincolato dal medesimo fino a quando non ne viene pronunciata l’invalidità). Essa può essere fatta valere esclusivamente dal cliente. (Alessandro Giorgetta) (Enrico Pamphili) (riproduzione riservata)

La nullità prevista dall’art. 30, commi 6 e 7, T.U.F., quale nullità relativa assimilabile all’annullabilità, è passibile di convalida e sottoposta ad un termine di prescrizione di cinque anni. La norma prevista dall’art. 1422 c.c., la quale prevede l’imprescrittibilità dell’azione di nullità, trova infatti giustificazione nel fatto che la nullità ex articolo 1418 c.c. tutela l’interesse generale, mentre l’articolo 30 del T.U.F. tutela l’interesse di una sola parte, così come accade per l’azione di annullabilità. (Alessandro Giorgetta) (Enrico Pamphili) (riproduzione riservata)
Tribunale Ravenna, 12 Ottobre 2017.


Condominio - Impugnazione di delibera condominiale - Motivo di nullità proposto per la prima volta in appello - Inammissibilità - Conversione in eccezione di nullità - Necessità - Esaminabilità - Rilievo officioso della questione - Ammissibilità.
In tema di impugnazione delle delibere condominiali trova applicazione il principio dettato in materia di contratti secondo cui la richiesta di accertamento, per la prima volta in appello, di un motivo di nullità diverso da quelli proposti in primo grado è inammissibile, a ciò ostando il divieto di "nova" ex art. 345, comma 1, c.p.c., salva la possibilità per il giudice del gravame - obbligato comunque a rilevare d'ufficio ogni possibile causa di nullità - di convertirla ed esaminarla come eccezione di nullità legittimamente formulata dall'appellante, ai sensi dell'art. 345, comma 2, c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 27 Settembre 2017, n. 22678.


Obbligazioni in genere - Obbligazioni pecuniarie - Interessi - In genere - Interessi usurari - Nuova disciplina della nullità - Applicazione ai contratti stipulati prima della loro entrata in vigore - Limiti - Inefficacia "ex nunc" delle clausole - Rilevabilità d'ufficio - Sussistenza.
Le norme che prevedono la nullità dei patti contrattuali che determinano la misura degli interessi in tassi così elevati da raggiungere la soglia dell'usura (introdotte con l'art. 4 della l. n. 108 del 1996), pur non essendo retroattive, comportano l'inefficacia "ex nunc" delle clausole dei contratti conclusi prima della loro entrata in vigore sulla base del semplice rilievo, operabile anche d'ufficio dal giudice, che il rapporto giuridico, a tale momento, non si era ancora esaurito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Agosto 2016, n. 17150.


Deroga ai criteri stabiliti dall'art. 1126 c.c. da parte dell'assemblea - Esclusione - Conseguenze - Nullità della delibera - Legittimazione ad impugnare del condomino presente non dissenziente - Ammissibilità.
In tema di condominio, poiché le attribuzioni dell'assemblea sono limitate alla verifica ed all'applicazione dei criteri stabiliti dalla legge, è nulla, anche se assunta all'unanimità, la delibera che modifichi il criterio legale di ripartizione delle spese di riparazione del lastrico solare stabilito dall'art. 1126 c.c., ove i condomini non abbiano manifestato l'espressa volontà di stipulare un negozio dispositivo dei loro diritti in tal senso: tale nullità può essere fatta valere, ex art. 1421 c.c., da chiunque vi abbia un concreto interesse, compreso il condomino che abbia partecipato, con il suo voto favorevole, alla formazione di detta delibera. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 23 Marzo 2016, n. 5814.


Conto corrente - Violazioni di norme imperative - Nullità - Contestazione del titolo posto a fondamento della richiesta - Elementi già acquisiti al giudizio - Rilevabilità in ogni stato e grado del giudizio.
La nullità delle clausole del contratto di conto corrente conseguente a violazioni di norme imperative (come ad esempio, clausole in cui è stato previsto un tasso d’interesse usurario o la capitalizzazione con qualsiasi periodicità degli interessi a debito o la commissione di massimo scoperto o l’anticipazione non contrattualizzata della valuta) qualora vi sia stata contestazione anche per ragioni diverse sul titolo posto a fondamento della richiesta di interessi, può essere rilevata in ogni stato e grado del giudizio, purché basata su elementi già acquisiti al giudizio, senza che ciò si traduca in una violazione dei principi della domanda e del contraddittorio. (Antonio Volanti) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 22 Marzo 2016.


Decreto ingiuntivo per la riscossione di oneri condominiali - Opposizione - Rilevabilità d'ufficio della nullità delle sottostanti delibere assembleari - Ammissibilità.
Nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di oneri condominiali, il limite alla rilevabilità d'ufficio dell'invalidità delle sottostanti delibere non opera allorché si tratti di vizi implicanti la loro nullità, trattandosi dell'applicazione di atti la cui validità rappresenta un elemento costitutivo della domanda. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 12 Gennaio 2016, n. 305.


Società di capitali - Interesse del socio al potenziamento ed alla conservazione della consistenza economica dell'ente - Tutela - Utilizzo di strumenti interni - Legittimazione a denunciare in giudizio atti esterni e ad impugnare negozi giuridici stipulati dalla società - Esclusione - Nullità.
Nelle società di capitali, che sono titolari di distinta personalità giuridica e di un proprio patrimonio, l'interesse del socio al potenziamento ed alla conservazione della consistenza economica dell'ente è tutelabile esclusivamente con strumenti interni, rappresentati dalla partecipazione alla vita sociale e dalla possibilità di insorgere contro le deliberazioni o di far valere la responsabilità degli organi sociali, mentre non implica la legittimazione a denunciare in giudizio atti esterni ed in particolare ad impugnare i negozi giuridici stipulati dalla società, la cui validità, anche nelle ipotesi di nullità per illiceità dell'oggetto, della causa o dei motivi, resta contestabile solo dalla società stessa, senza che in contrario il socio possa invocare la norma dell'art. 1421 c.c., con la ulteriore precisazione che anche nel caso in cui venga sostenuta la radicale nullità di negozi stipulati dalla società, questa può essere contestata esclusivamente dalla società stessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Gennaio 2016.


Società di capitali - Pregiudizio subito dal socio della parte contraente il negozio giuridico - Riflesso dei danni arrecati al patrimonio sociale - Interesse mediato - Interesse di cui all'articolo 1421 c.c. - Esclusione - Legittimazione a far valere la nullità di un contratto - Esclusione.
Il pregiudizio subito dal socio della parte contraente il negozio giuridico costituisce (non già una lesione attuale di un proprio diritto), ma un mero riflesso dei danni eventualmente recati al patrimonio sociale. Il socio, anche unico, della società ha, infatti, solo un interesse “mediato” alla rimozione di un negozio posto in essere dalla società, interesse “mediato”, dunque, che non rientra nella nozione di interesse preso in considerazione dalla norma di cui all’art. 1421 c.c. a fondamento della legittimazione a far valere la nullità di un contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Gennaio 2016.


Nullità del contratto di credito al consumo sottoscritto tra il venditore ed il consumatore per omissione della descrizione analitica del bene finanziato, del prezzo di acquisto e delle condizioni del trasferimento  del diritto di proprietà, ove non contestuale – Sussiste

Diritto della banca che ha erogato il finanziamento al rivenditore di pretendere la restituzione dell’importo nei confronti del consumatore – Non sussiste

Procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, ammissibilità dell’eccezione di nullità del contratto da cui il credito deriva sollevata con la memoria ex art. 183 VI co. c.p.c. – Sussiste
.
Ai sensi dell’art. 124 n. 3 TUB ( D. Lgs. 385/93), nel testo ratione temporis applicabile, con riferimento ai contratti che abbiano ad oggetto determinati beni o servizi, deve ritenersi la fondatezza dell’eccezione di nullità del contratto di finanziamento sottoscritto tra il venditore ed il consumatore, ove il testo contrattuale non contenga la descrizione analitica del bene, il prezzo di acquisto e le condizioni del trasferimento del diritto di proprietà, nei casi in cui il passaggio di proprietà non sia immediato, atteso che si tratta di requisiti di forma-contenuto previsti a pena di nullità. (Massimo Postiglione) (riproduzione riservata)

Stante la nullità del contratto di finanziamento, l’erogazione della somma al venditore configura, in sostanza, un indebito oggettivo, per il quale tenuto alla restituzione è il solo percipiente, nella specie il venditore. (Massimo Postiglione) (riproduzione riservata)

Sono ammissibili le eccezioni nuove relative alla nullità totale del contratto da cui il credito deriva, introdotte con la memoria ex art. 183 comma 6 n. 1 c.p.c., poiché, trattandosi di eccezioni rilevabili d’ufficio ai sensi dell’art. 1421 c.c., non opera il limite temporale della loro proposizione nell’atto di citazione che, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, è equivalente alla comparsa di risposta del convenuto nel rito ordinario. (Massimo Postiglione) (riproduzione riservata)
Tribunale Salerno, 01 Agosto 2015.


Contratto Nullità - Questione sollevata per la prima volta nel giudizio di Cassazione - Chiarimenti.
E’ consentito sollevare per la prima volta in sede di legittimità la questione di nullità di un contratto, a condizione che ciò non comporti nuovi accertamenti di fatto e che non si sia verificato un giudicato implicito sulla validità dello stesso, per aver, il giudice di merito, accolto o respinto la domanda sul presupposto della validità del titolo su cui essa si fondava e la questione della validità del negozio non sia stata sollevata in appello. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 04 Febbraio 2015, n. 2040.


Contratto – Nullità (rilevabilità d’ufficio della) – Limitazioni – Esclusione.
L’art. 1421 cod. civ. non conosce né consente limitazioni di grado: al giudice di appello è fatto obbligo di rilevare d’ufficio una causa di nullità non dedotta né rilevata o in primo grado, indicandola alle parti ai sensi dell’art. 101, secondo comma, cod. proc. civ.; tale obbligo deve ritenersi attivabile da ciascuna delle parti ai sensi dell’art. 345, secondo comma, cod. proc. civ., che consente la proposizione di eccezioni rilevabili d’ufficio; la declaratoria di inammissibilità della domanda, proposta per la prima volta in appello, di nullità  per novità della questione non ne impedisce la conversione e l’esame sub specie di eccezione di nullità, legittimamente proposta dall’appellante in quanto rilevabile d’ufficio; il giudice d’appello non potrà limitarsi ad una declaratoria di inammissibilità in ragione della novità della domanda di nullità – emanando una pronuncia che racchiuderebbe, in tal caso, un significante esplicito (l’inammissibilità della domanda) ed un implicito significato (la validità negoziale) –, ma deve, in conseguenza della conversione della domanda (inammissibile) in eccezione (ammissibile) di accertamento della nullità, esaminare il merito della questione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 12 Dicembre 2014, n. 26243.


Contratto relativo a servitù di parcheggio di autovetture - Nullità per impossibilità dell’oggetto - Fondamento.
Il contratto che riconosca o costituisca una servitù di parcheggio di autovetture è nullo per impossibilità dell’oggetto, difettando la “realitas” propria del diritto di servitù, intesa come inerenza dell’utilità al fondo dominante, come del peso al fondo servente. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 06 Novembre 2014, n. 23708.


Obbligazioni e contratti – Nullità – Rilievo d’ufficio – Azione di risoluzione per inadempimento – Sentenza che decide sul merito della domanda – Giudicato implicito – Primato della questione più liquida.
Debbono essere investite nuovamente le Sezioni Unite in merito al principio di diritto dalle stesse affermato nella sentenza n. 14828 del 4.9.2012, ove, per un verso, si è affermato che, poiché la risoluzione contrattuale è coerente solo con l'esistenza di un contratto valido, il giudice di merito, investito della domanda di risoluzione del contratto, ha il potere-dovere, previa provocazione del contraddittorio sulla questione, di rilevare ogni forma di nullità del contratto stesso (salvo che non sia soggetta a regime speciale), e, per altro verso, si è asserito che il medesimo giudice di merito accerta la nullità incidenter tantum senza effetto di giudicato, a meno che non sia stata proposta la relativa domanda, pervenendosi, tuttavia, alla conclusione che il giudicato implicito sulla validità del contratto si forma tutte le volte in cui la causa relativa alla risoluzione sia stata decisa nel merito (persino in ipotesi di suo rigetto per effetto della ritenuta "ragione più liquida", ossia in virtù dell'esclusivo esame di una questione assorbente idonea, da sola, a sorreggere la decisione del giudice adito, che non abbia richiesto alcuna valutazione - nemmeno meramente incidentale - sulle questioni concernenti l'esistenza e la validità del contratto stesso). (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 03 Luglio 2013.


Nullità - Dichiarazione d'ufficio del giudice ex articolo 1421 c.c. - Coordinamento con il principio della domanda - Conseguenze..
Il potere del Giudice di dichiarare d’ufficio la nullità ex art. 1421 cod. civ. va coordinato con il principio della domanda fissato dagli artt. 99 e 112 c.p.c., con la conseguenza che soltanto se sia in contestazione l’applicazione o l’esecuzione di un atto la cui validità rappresenti un elemento costitutivo della domanda, il giudice è tenuto a rilevare, in qualsiasi stato e grado del giudizio, indipendentemente dall’attività assertiva delle parti, l’eventuale nullità dell’atto stesso, mentre, qualora il tema verta direttamente sulla illegittimità di questo, una diversa ragione di nullità non può essere rilevata d’ufficio, trattandosi di domanda nuova e diversa da quella ab origine proposta dalla parte nell’esercizio del suo diritto di azione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 06 Febbraio 2013.


Giudizio di risoluzione contrattuale – Nullità del contratto – Rilevabilità d’Ufficio – Potere del Giudice – Sussiste..
Il giudice di merito ha il potere di rilevare, dai fatti allegati e provati o emergenti ex actis, ogni forma di nullità non soggetta a regime speciale e, provocato il contraddittorio sulla questione, deve rigettare la domanda di risoluzione, volta ad invocare la forza del contratto. Pronuncerà con efficacia idonea al giudicato sulla questione di nullità ove, anche a seguito di rimessione in termini, sia stata proposta la relativa domanda. Nell'uno e nell'altro caso dovrà disporre, se richiesto, le restituzioni. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 04 Settembre 2012, n. 14828.


Rilievo d’ufficio, previa instaurazione del contraddittorio, di motivi di nullità del contratto diversi da quelli fatti valere dalla parte..
E’ ammissibile ai sensi dell’art. 1421 c.c. il rilievo d’ufficio di motivi di nullità del contratto diversi da quelli fatti valere dalla parte. La nullità di un contratto può essere rilevata d’ufficio ai sensi dell’art. 1421 c.c anche nel caso in cui la parte abbia esercitato la semplice azione di annullamento. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 11 Luglio 2012.