Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO II
Dei contratti in generale
CAPO X
Della simulazione

Art. 1416

Rapporti con i creditori
TESTO A FRONTE

I. La simulazione non può essere opposta dai contraenti ai creditori del titolare apparente che in buona fede hanno compiuto atti di esecuzione sui beni che furono oggetto del contratto simulato.

II. I creditori del simulato alienante possono far valere la simulazione che pregiudica i loro diritti, e, nel conflitto con i creditori chirografari del simulato acquirente, sono preferiti a questi, se il loro credito è anteriore all'atto simulato.


GIURISPRUDENZA

Azione del curatore per ottenere l'adempimento di un'obbligazione derivante da un contratto stipulato tra l'imprenditore, successivamente fallito, e un terzo - Posizione del curatore - Simulazione relativa - Documento - Data certa ex art. 2704 c.c. ai fini dell'opponibilità alla curatela - Necessità - Esclusione - Fattispecie.
Allorché agisca in giudizio per ottenere l'adempimento di un contratto stipulato dall'imprenditore prima del fallimento, il curatore non rappresenta non la massa dei creditori, la quale pure si giova del risultato utile in tal modo perseguito, ma il fallito, spossessato, nella cui posizione giuridica egli subentra, e dei cui diritti si avvale. Ne deriva che, in tal caso, il curatore non è terzo e non può invocare l'inopponibilità ad esso delle pattuizioni del contratto dissimulato intervenuto tra le parti sol perché il documento, recante la prova della simulazione relativa, è privo di data certa ex art. 2704 c.c. anteriore al fallimento. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto opponibile alla curatela la controscrittura, costituente la prova della simulazione relativa del contratto di appalto stipulato dall'imprenditore "in bonis", di cui era stato chiesto l'adempimento, dissimulante in realtà una permuta, sul rilievo che, stante la posizione di non terzietà del curatore rispetto ai rapporti tra le parti contrattuali originarie, a nulla rilevasse la mancanza di data certa della detta controscrittura). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 14 Febbraio 2019, n. 4312.


Prova della simulazione – Sussistenza della Partecipatio fraudis – Sussistenza dell’eventus damni – Nuove allegazioni memoria n.2 ex art. 183 cpc – Inammissibilità.
La simulazione può essere derivata da una serie di presunzioni precise, concordanti e complementari tra loro, quali l’irrisorietà del prezzo pattuito per il trasferimento, la dichiarazione contenuta nello stesso atto di acquisto che il medesimo prezzo è stato già pagato, interamente o per la gran parte, anteriormente alla stipula dell’atto, particolari relazioni affettive o di parentela tra le parti.
Ai fini dell’azione revocatoria dei cui all’art. 2901 c.c., spetta all’attore provare la sussistenza della cd. partecipatio fraudis dell’acquirente, ossia la prova che quest’ultimo fosse consapevole del pregiudizio che l’atto arrecava alle ragioni del creditore.
Per quanto concerne l’eventus damni – quale incapienza del patrimonio del debitore a seguito dell’atto di trasferimento – esso non va confuso con la circostanza che a seguito del trasferimento non potranno essere più soddisfatti gli effetti di una futura sentenza eventualmente favorevole a chi ha proposto l’azione pauliana, in quanto questa circostanza rappresenta un pericolo che l’ordinamento contempla con altri strumenti processuali di natura cautelare ( id est sequestro conservativo o giudiziario).
La domanda, può essere ampliata entro e non oltre la prima memoria di cui all’art. 183 cpc., chiudendosi in detto termine la barriera preclusiva delle allegazioni di parte. (Antonio De Piano) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 06 Marzo 2017.