Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO II
Dei contratti in generale
CAPO IX
Del contratto a favore di terzi

Art. 1412

Prestazione al terzo dopo la morte dello stipulante
TESTO A FRONTE

I. Se la prestazione deve essere fatta al terzo dopo la morte dello stipulante, questi può revocare il beneficio anche con una disposizione testamentaria e quantunque il terzo abbia dichiarato di volerne profittare, salvo che, in quest'ultimo caso, lo stipulante abbia rinunciato per iscritto al potere di revoca.

II. La prestazione deve essere eseguita a favore degli eredi del terzo se questi premuore allo stipulante, purché il beneficio non sia stato revocato o lo stipulante non abbia disposto diversamente.


GIURISPRUDENZA

Assicurazione sulla vita - Premorte del beneficiario - Applicazione dell'art. 1412 c.c..
La disposizione di cui all'art. 1412 c.c., comma 2, in base alla quale, con riferimento al contratto a favore del terzo, la prestazione al terzo, dopo la morte dello stipulante, deve essere eseguita a favore degli eredi del terzo se questi premuore allo stipulante, purchè il beneficio non sia revocato o lo stipulante non abbia disposto diversamente, si applica anche al contratto di assicurazione sulla vita.

Ne consegue che, qualora in detto contratto il terzo beneficiario premuoia al disponente (e non ricorrano le dette due evenienze), non si può ritenere che il diritto a suo favore non sia sorto in quanto condizionato alla morte del disponente; nel detto contratto la morte del disponente non è, infatti, evento condizionante la nascita del diritto alla prestazione, ma evento che determina solo la sua esigibilità, e ciò a prescindere dal motivo intuitu personae o previdenziale sottostante alla designazione del beneficiario.

[Nel caso di specie, la corte territoriale, reputando che il diritto alla prestazione potesse insorgere solo con la morte del disponente ha, dunque, erroneamente considerato la premorienza della beneficiaria come un fatto che automaticamente escludeva la possibilità che detto diritto potesse nascere a favore dei suoi eredi. Invece, ai fini dell'esclusione dell'operatività della disposizione a favore degli eredi del beneficiario premorto occorreva accertare l'efficacia della rinuncia alla facoltà di revoca della disposizione e del disconoscimento della relativa sottoscrizione da parte del disponente, nonchè della revoca della disposizione e della nomina di altro beneficiario, e in funzione di detti accertamenti esaminare le istanze di verificazione. Questioni che dovrà esaminare il giudice del rinvio, dando corso - ferma la valutazione sui presupposti per procedervi, in particolare quanto alle istanze di verificazione agli accertamenti già richiesti dalle parti e cui non aveva proceduto nemmeno il giudice di primo grado.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 15 Aprile 2021, n. 9948.