Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO II
Dei contratti in generale
CAPO III
Della condizione nel contratto

Art. 1355

Condizione meramente potestativa
TESTO A FRONTE

I. È nulla l'alienazione di un diritto o l'assunzione di un obbligo subordinata a una condizione sospensiva che la faccia dipendere dalla mera volontà dell'alienante o, rispettivamente, da quella del debitore.


GIURISPRUDENZA

Verbale di conciliazione titolo esecutivo contrattuale – Effetti e natura

Condizione meramente potestativa – Validità

Condizione meramente potestativa – Fattispecie

Testamento olografo – Domanda di accertamento negativo – Onere della prova
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Il verbale di conciliazione, secondo pacifica giurisprudenza di legittimità, consiste in una scrittura privata avente natura di atto negoziale tra le parti, “in quanto la conciliazione è frutto dell'incontro di volontà delle parti, onde l'interpretazione del contenuto di detto verbale postula un'indagine sulla volontà delle parti e si risolve in un accertamento di fatto” (Cass. 4594/2014; Cass. 14911/2007); sotto il profilo formale, pertanto, il verbale di conciliazione stipulato nell'ambito di un giudizio, non può comportare gli effetti esecutivi di una sentenza idonea a passare in giudicato, ma solo effetti giuridici di un titolo contrattualmente esecutivo ex art. 474, n. 3 c.p.c. (Cass. civ. 4564/2014).

L’apposizione, ad opera delle parti, d’una condizione potestativa semplice ad una pattuizione contrattuale è legittima, quando l'avveramento della condizione dipende senza dubbio dal comportamento d’una delle parti stesse, la quale, però, è spinta ad agire da motivi oggettivi.

Ricorre l’ipotesi dell’apposizione, ad opera delle parti, d’una condizione potestativa semplice ad una pattuizione contrattuale, quando l'avveramento della condizione dipende senza dubbio dal comportamento d’una delle parti stesse, la quale, però, è spinta ad agire da motivi oggettivi.

La parte che contesti l'autenticità del testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, e grava su di essa l'onere della relativa prova, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo. (Daniel Polo Pardise) (riproduzione riservata)
Tribunale Pordenone, 08 Gennaio 2020.


Preliminare di vendita - Erogazione del muto - Condizione posta nell'interesse di entrambe le parti (bilaterale) e condizione mista - Inapplicabilità dell'art. 1359 c.c. - Fondamento.
Ove le parti subordinino gli effetti di un contratto preliminare di compravendita immobiliare alla condizione che il promissario acquirente ottenga da un istituto bancario un mutuo per potere pagare in tutto o in parte il prezzo stabilito, tale condizione è qualificabile come "mista", dipendendo la concessione del mutuo anche dal comportamento del promissario acquirente nell'approntare la pratica. La mancata erogazione del prestito, però, comporta le conseguenze previste in contratto, senza che rilevi, ai sensi dell'art. 1359 c.c., un eventuale comportamento omissivo del promissario acquirente, sia perché questa disposizione è inapplicabile qualora la parte tenuta condizionatamente ad una data prestazione abbia interesse all'avveramento della condizione (cd. condizione bilaterale), sia perché l'omissione di un'attività in tanto può ritenersi contraria a buona fede e costituire fonte di responsabilità, in quanto essa costituisca oggetto di un obbligo giuridico, e la sussistenza di un siffatto obbligo deve escludersi per l'attività di attuazione dell'elemento potestativo in una condizione mista. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 11 Settembre 2018, n. 22046.