Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO I
Delle obbligazioni in generale
CAPO V
Della cessione dei crediti

Art. 1263

Accessori del credito
TESTO A FRONTE

I. Per effetto della cessione, il credito è trasferito al cessionario con i privilegi, con le garanzie personali e reali e con gli altri accessori.

II. Il cedente non può trasferire al cessionario, senza il consenso del costituente, il possesso della cosa ricevuta in pegno; in caso di dissenso, il cedente rimane custode del pegno.

III. Salvo patto contrario, la cessione non comprende i frutti scaduti.


GIURISPRUDENZA

Esecuzione immobiliare - Distribuzione della somma ricavata - Cessione del credito ipotecario dopo la vendita del bene ipotecato - Distribuzione del ricavato - Collocazione del cessionario nel grado dell'ipotecario cedente - Annotazione del trasferimento di ipoteca - Necessità - Esclusione - Ragioni.
Il cessionario del credito ipotecario, divenuto tale dopo la vendita del bene ipotecato, partecipa alla distribuzione della somma ricavata nel processo esecutivo con la prelazione spettante all'originario creditore ipotecario, qualora la cessione sia stata idoneamente e tempestivamente manifestata al giudice dell'esecuzione, ai creditori concorrenti e all'esecutato, senza necessità di annotazione della vicenda traslativa ai sensi dell'art. 2843 c.c., dato che, ai fini della distribuzione, la formalità non assume funzione costitutiva, bensì latamente dichiarativa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 26 Febbraio 2021, n. 5508.


Terzi acquirenti del bene ipotecato - Prescrizione dell’ipoteca nei loro confronti ex art. 2880 c.c. - Ammissione allo stato passivo del fallimento del debitore iscritto e rinnovazione dell’iscrizione ipotecaria contro lo stesso - Idoneità a interrompere la prescrizione dell’ipoteca verso il terzo acquirente nell’ipotesi di cui all’art. 20 del r.d. n. 646 del 1905 - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
In tema di ipoteca, la distinzione - presupposta dall'art. 2880 c.c. - tra diritto del creditore di espropriare il bene nei confronti del terzo acquirente e diritto di credito vantato nei confronti del debitore comporta che il creditore (o il suo avente causa), per evitare la prescrizione dell'ipoteca verso il terzo acquirente, debba promuovere contro il medesimo, nei termini, il processo esecutivo individuale, senza che costituisca valido atto interruttivo della prescrizione del diritto di garanzia l'ammissione al passivo del fallimento del debitore iscritto, che di quel bene abbia perduto la disponibilità, neppure nell'ipotesi prevista dall'art. 20 del r.d. n. 646 del 1905 (applicabile "ratione temporis"), che, in caso di mancata notificazione del subentro al debitore dei successori a titolo universale o particolare e degli aventi causa, si limita ad attribuire al creditore fondiario la possibilità di promuovere l'azione esecutiva individuale direttamente nei confronti del debitore, anche quando il bene sia stato venduto a terzi. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha negato che costituissero validi atti interruttivi della prescrizione dell'ipoteca nei confronti del terzo acquirente del bene sia l'ammissione al passivo del fallimento dell'originario debitore, che del bene aveva perduto la disponibilità, da parte dell'originario creditore fondiario, dante causa della società ricorrente, sia il successivo atto di rinnovazione dell'iscrizione ipotecaria contro il debitore originario). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 28 Agosto 2019, n. 21752.


Opposizione allo stato passivo – Contributo sindacale – Credito assistito da privilegio – Esclusione – “Ratio” – Fattispecie.
In tema di formazione dello stato passivo, l’insinuazione di un’associazione sindacale per i contributi ad essa dovuti, determinati mediante ritenuta percentuale sulla retribuzione dei lavoratori, propri iscritti, dipendenti dell’imprenditore fallito, non gode di collocazione privilegiata, ex art. 2751 bis, comma 1, c.c., qualora il relativo credito non sorga a seguito di cessione della quota di retribuzione da parte dei lavoratori in favore dell’associazione, bensì in virtù di delegazione di debito, stante, in tal caso, l’inapplicabilità dell’art. 1263 c.c. (Nella specie, riguardante il contributo contrattuale previsto dall’art. 21 del c.c.n.l. giornalisti, dovuto alla Casagit, la S.C. ha escluso la sussistenza della cessione del credito retributivo – essendo il detto contratto stipulato dal sindacato con i datori di lavoro –, ricorrendo invece lo schema della “delegatio promittendi” con liberazione dei lavoratori dalla loro obbligazione, poiché il sindacato, agendo per conto di questi, aveva delegato il datore al pagamento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Agosto 2017, n. 19944.


Fidejussione – Prestata a garanzia del pagamento di canoni di locazione – Alienazione dell’immobile locato – Operatività della garanzia in favore del nuovo proprietario-locatore – Affermazione.
Il terzo beneficiario va individuato in relazione alla posizione assunta nel rapporto al quale il contratto di garanzia fa riferimento, essendo rilevante il nesso tra garanzia prestata (rapporto di garanzia) e rapporto di base (rapporto garantito). [Nella fattispecie, il Giudice ha ritenuto la garanzia operante in favore del locatore subentrato a quello in favore del quale era stata originariamente prestata la garanzia fideiussoria.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 31 Gennaio 2017.